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Ci sono posti che si chiamano “la Matera della Toscana” non come iperbole pubblicitaria, ma perché chi li ha visti non sapeva trovare un’altra definizione più precisa. Sorano è uno di questi: un borgo arroccato su una rupe di tufo color miele, a quasi 400 metri d’altitudine, con le case che sembrano crescere dalla roccia stessa, vicoli che scendono tra archi e scale ricavate nel tufo, e tutto intorno il silenzio profondo della Maremma più selvaggia.

Meno famosa della vicina Pitigliano ma in molti sensi ancora più autentica, Sorano offre un mix raro: architettura rupestre medievale, sentieri etruschi scavati a mano nei canyon di tufo, e a soli 4 km dal centro le Terme di Sorano, riscoperte agli inizi del 2000 con acque a 37,5°C nel bosco. In questa guida trovi tutto: cosa vedere a Sorano, dove si trovano le terme e come sfruttare al meglio una visita in questo angolo dimenticato della Toscana.

 

Sorano dove si trova: la Matera della Toscana

Sorano si trova in provincia di Grosseto nella Maremma meridionale, nell’area conosciuta come Zona del Tufo o Area del Tufo. È posizionata sulla cima di uno sperone di roccia tufacea alla confluenza di due gole, a strapiombo sulla valle del torrente Lente, vicino al confine con il Lazio. Fa parte delle tre Città del Tufo insieme a Pitigliano (9 km a ovest) e Sovana (10 km), e ha ottenuto il riconoscimento di Bandiera Arancione del Touring Club Italiano per la qualità ambientale e turistica.

La storia di Sorano è molto più lunga di quanto il suo aspetto medievale suggerisca. Il territorio fu abitato dal popolo villanoviano nell’età del ferro, poi dagli Etruschi che lasciarono le tracce più spettacolari del loro passaggio. In epoca medievale la famiglia Aldobrandeschi la fortificò come avamposto strategico — erano tra i feudatari più potenti della Toscana meridionale — e successivamente passò agli Orsini di Roma, che la ampliarono e le diedero il profilo attuale. Nel 1417 entrò nella Repubblica di Siena, nel 1556 fu indipendente, poi part del Ducato di Toscana. In tutta la città sono ancora visibili i segni di un’antica comunità ebraica: insegne sulle porte, un contenitore per la raccolta del grano usato come carità e i cardini dove si appendeva la porta che chiudeva il ghetto al tramonto.

 

Sorano cosa vedere: il centro storico nel tufo

 

La Fortezza Orsini

La prima cosa che si vede arrivando a Sorano è la Fortezza Orsini: imponente costruzione che domina il borgo dal punto più alto dello sperone tufaceo, di cui sembra la naturale prosecuzione. Fu costruita dagli Aldobrandeschi e ampliata dagli Orsini nel XVI secolo. Comprende due bastioni angolari, il San Marco e il San Pietro collegati da mura, un mastio centrale e un sistema di camminamenti sotterranei articolati su più piani: un vero labirinto di gallerie alcune delle quali risalgono all’epoca etrusca. Lungo il percorso si vedono i pozzi di aerazione costruiti per aspirare i gas tossici delle polveri da sparo. La fortezza ospita oggi il Museo del Medioevo e del Rinascimento e il Museo Civico Archeologico. Visitarla con la visita guidata è molto consigliato: i sotterranei da soli valgono il viaggio.

 

Il Masso Leopoldino

Sul lato opposto del borgo rispetto alla Fortezza si trova il Masso Leopoldino: una struttura singolare voluta dal Granduca Leopoldo di Lorena, non una costruzione ex novo ma il risultato dello squadramento e del rinforzamento di un’enorme rupe di tufo, che fu resa una terrazza panoramica fortificata. La forma ricorda una nave che emerge dalla roccia. Sulla sommità si apre una terrazza con vista a 360 gradi sul borgo, sulla valle del Lente e sulla campagna maremmana circostante: è il punto migliore per fotografare Sorano nel suo insieme, specialmente nel pomeriggio quando il sole illumina le facciate di tufo.

 

I vicoli, le porte e la Collegiata di San Nicola

Il centro storico di Sorano si attraversa a piedi attraverso le due porte storiche. La Porta di Sopra (o Arco del Ferrini) ai piedi della Fortezza è l’ingresso principale al nucleo antico: da qui ci si immerge in un susseguirsi di vicoli stretti, scale scolpite nel tufo e logge panoramiche sulla valle. La Porta dei Merli (o Porta di Sotto) è vicino al Masso Leopoldino e conserva ancora visibili i segni dei cardini del ponte levatoio, con gli stemmi di Niccolò IV Orsini e Cosimo II de’ Medici sulla facciata. Oltre questa porta si entra nella valle del Lente e si accede alle Vie Cave. Nel cuore del centro storico si trova la Collegiata di San Nicola (XIII secolo) con il fonte battesimale in travertino del 1563, un ciborio in pietra lavica del ’400 e una tela di Raffaello Vanni.

 

Le Vie Cave: corridoi etruschi scavati nella roccia

Se c’è un’esperienza che distingue questa parte della Toscana da qualsiasi altra zona d’Italia, sono le Vie Cave — in dialetto locale i Cavoni. Sono corridoi a cielo aperto scavati manualmente dagli Etruschi nelle colline di tufo, con pareti che raggiungono anche i 20-25 metri di altezza. Camminare al loro interno significa muoversi in un ambiente che assomiglia a un canyon naturale, ma che è interamente opera dell’uomo. La funzione originaria non è del tutto certa: probabilmente servivano a collegare insediamenti, zone coltivate e necropoli, e forse avevano anche una valenza difensiva. Quello che è certo è che percorrerle, con il muschio che cresce sulle pareti e le radici degli alberi che scendono dall’alto, è un’esperienza che lascia il segno.

La principale Via Cava vicino a Sorano è quella di San Rocco, accessibile dalla SP22 Sorano-Sovana a circa 2 km dal borgo (segnalata). Il percorso scende nella valle del Lente e raggiunge la Porta dei Merli in circa 20 minuti: è possibile farlo in entrambe le direzioni. Le Vie Cave fanno parte del Parco Archeologico Città del Tufo che comprende anche le necropoli etrusche di Sovana e l’insediamento rupestre di Vitozza.

 

Le Terme di Sorano: dove si trovano e cosa offrono

Le Terme di Sorano si trovano a circa 4 km a sud del borgo in località Filetta, immersa nel bosco che circonda la millenaria Pieve di Santa Maria dell’Aquila, edificio romanico medievale costruito sopra una delle sorgenti termali. Le terme hanno una storia più rocambolesca di quanto si immagini: la sorgente, utilizzata da Aldobrandeschi e Orsini per i bagni, fu abbandonata nel Novecento a causa dell’estrazione di travertino che la distrusse. Nel 2000 un tartufaio durante una ricerca notò un’improvvisa fuoriuscita di acqua calda dal terreno: la sorgente era tornata. Nel 2006, dopo i lavori di recupero, la Pieve fu trasformata nell’attuale centro termale.

L’acqua sgorga a una temperatura costante di 37,3-37,5°C ed è di tipo bicarbonato-magnesiocalcico — ricca di calcio, magnesio, bicarbonati e solfati. La piscina principale è aperta da maggio a settembre ed è dotata di due cascate, con fondali adatti anche ai bambini. La vasca più particolare è il Bagno dei Frati: nascosta nel bosco vicino al torrente termale, alimentata da due sorgenti che sgorgano direttamente dalla roccia a circa 34°C, può ospitare solo una quindicina di persone. Risale al XV secolo, quando veniva usata dai frati del convento ospitato nella Pieve. Il centro offre anche trattamenti benessere (bamboo massage, rituali con bava di lumaca), ristorante con cucina maremmana e appartamenti in villa per pernottare.

 

I dintorni: Sovana, Vitozza e Pitigliano

Sorano è il punto di partenza ideale per una giornata nell’Area del Tufo. A 10 km si trova Sovana, amministrativamente parte dello stesso comune: uno dei Borghi più belli d’Italia con soli 460 abitanti e una ricchezza storica sproporzionata. Le sue necropoli etrusche sono tra le più grandi d’Italia: la Tomba Ildebranda e la Tomba della Sirena sono i pezzi più spettacolari. A 6 km si trova l’insediamento rupestre di Vitozza: il più grande insediamento rupestre dell’Italia centrale, con oltre 200 grotte usate come abitazioni dall’età medievale fino al Settecento.

Pitigliano a 9 km è la più famosa delle Città del Tufo, conosciuta come “la piccola Gerusalemme” per la sua grande comunità ebraica storica con ghetto, sinagoga e museo. Le Terme di Saturnia distano circa 30 km e restano una delle destinazioni termali più famose d’Italia, con le vasche libere del Gorello raggiungibili a piedi dal parcheggio.

 

La cucina di Sorano: i piatti da non perdere

La cucina di Sorano e della Maremma meridionale è quella povera e robusta della tradizione contadina, con ingredienti semplici e sapori intensi. I pici al ragù di cinghiale sono il primo piatto per eccellenza. L’acquacotta è una zuppa di verdure e pane raffermo che scalda nelle sere d’autunno. I tortelli maremmani ripieni di ricotta e spinaci, conditi con burro e salvia, sono un secondo piatto quasi obbligatorio. Il ciaffagnone è una crêpe rustica tipica di questa zona specifica, condita con pecorino. E poi lo Sfratto di Goym — un dolce di origine ebraica a forma di bastone, ripieno di noci e miele, che racconta la storia dell’editto di sfratto degli ebrei nel XVII secolo. I formaggi locali, in particolare il pecorino stagionato in grotta, si abbinano bene con il Morellino di Scansano o il Bianco di Pitigliano.

 

Come arrivare a Sorano

Sorano è raggiungibile esclusivamente in auto — non è servita dalla ferrovia. Le stazioni più vicine sono Albinia (costa) o Viterbo (Lazio).

Da Firenze o Roma: autostrada A1, uscita Chianciano Terme, poi seguire le indicazioni per San Casciano dei Bagni, Pitigliano e Sorano.

Da Grosseto: SS322 in direzione Terme di Saturnia, poi proseguire verso Sorano.

Una volta in città, parcheggiare lungo Via San Marco nei pressi della Fortezza Orsini: da lì si scende a piedi verso il centro storico, che è quasi interamente pedonale (ZTL). Per le Terme di Sorano: si seguono le indicazioni per Località Filetta sulla SP22 verso Sovana, circa 4 km dal centro del borgo.

 

Sorano: il borgo nel tufo che rimane

Sorano non è un posto che si fa in fretta. Non è un luogo dove si arriva, si fotografa e si riparte. È un posto da passeggiare senza meta, da scendere attraverso la Porta dei Merli nella valle del Lente, da percorrere nelle Vie Cave sentendo come cambia l’aria man mano che si scende tra le pareti di tufo. E poi, quando le gambe chiedono tregua, le Terme di Sorano sono esattamente dove dovrebbero essere: in mezzo al bosco, in una pieve medievale convertita, con un’acqua che sgorga dalla roccia a 37 gradi.

Chi combina Sorano con Sovana, Vitozza e un pomeriggio alle terme ha già abbastanza per un weekend memorabile nella Maremma più autentica. Chi ci aggiunge Pitigliano e una cena a base di pici e cinghiale non avrà bisogno di altro.

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Domande frequenti su Sorano

 

Dove si trovano le Terme di Sorano?

Le Terme di Sorano si trovano a circa 4 km a sud del borgo di Sorano, in località Filetta, lungo la SP22 che collega Sorano a Sovana. Il centro termale si trova nei pressi della Pieve di Santa Maria dell’Aquila (edificio romanico medievale), immerso nel bosco. La sorgente fu riscoperta nel 2000 da un tartufaio e il centro termale aprì nel 2006. L’acqua sgorga a 37,3-37,5°C ed è di tipo bicarbonato-magnesiocalcico. La piscina principale è aperta da maggio a settembre. Il “Bagno dei Frati”, vasca del XV secolo nel bosco con soli 15 posti, è aperto anche fuori stagione.

 

Cosa sono le Vie Cave di Sorano?

Le Vie Cave sono corridoi a cielo aperto scavati manualmente dagli Etruschi nelle colline di tufo che circondano Sorano e gli altri borghi dell’Area del Tufo. Le pareti raggiungono i 20-25 metri di altezza. La loro funzione esatta (comunicazione, difesa, percorsi sacri?) non è del tutto nota. Fanno parte del Parco Archeologico Città del Tufo. La principale vicino a Sorano è la Via Cava di San Rocco: si accede dalla SP22 a 2 km dal borgo (segnalata) e si percorre fino alla Porta dei Merli in circa 20 minuti a piedi. È una delle esperienze naturalistiche e storiche più suggestive della Maremma.

 

Cosa vedere nei dintorni di Sorano in un giorno?

In un giorno si può combinare: mattina a Sorano con visita alla Fortezza Orsini e passeggiata nel centro storico; metà giornata nella Via Cava di San Rocco (percorso a piedi); pomeriggio a Sovana (10 km) con la necropoli etrusca e la Tomba Ildebranda; fine pomeriggio alle Terme di Sorano (4 km da Sorano, sulla strada per Sovana). In alternativa, chi preferisce sostituire Sovana con un borgo diverso può andare a Pitigliano (9 km a ovest, la piccola Gerusalemme) o visitare l’insediamento rupestre di Vitozza (6 km, oltre 200 grotte).

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