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Quando si dice Toscana si pensa subito alle colline del Chianti, ai cipressi, ai borghi medievali. Tutto giusto. Ma questa regione ha una faccia che molti non conoscono: quella verticale. I monti della Toscana coprono circa un quarto del territorio regionale e offrono paesaggi che niente hanno a che vedere con la cartolina standard. Ci sono vette che superano i 2.000 metri, grotte tra le più profonde d’Europa, laghi glaciali, boschi antichi, cave di marmo bianco che brillano come neve in cima alle Apuane, e un vulcano spento che domina la Maremma.

In questa guida trovi tutti i principali monti della Toscana con un paragrafo dedicato a ciascuno: la quota, il carattere del monte, cosa aspettarsi e perché vale la visita. Dal Monte Prado — la vetta più alta della regione a 2.054 metri — fino al Monte Capanne sull’Elba, passando per le Alpi Apuane, l’Appennino Pistoiese, il Casentino e il Monte Amiata.

 

La Toscana in montagna: cosa aspettarsi

La Toscana non è una regione alpina, ma non è nemmeno piatta. Le sue montagne si dividono in due grandi sistemi: le Alpi Apuane a nord-ovest, una catena indipendente con un carattere quasi alpino e vette che superano i 1.900 metri ma non i 2.000, e l’Appennino Tosco-Emiliano a nord, dove si trova la vetta più alta. A queste si aggiungono l’Appennino Pistoiese, il Pratomagno, le foreste del Casentino, il vulcano del Monte Amiata e i rilievi più meridionali come il Monte Cetona.

Il Club Alpino Italiano ha censito oltre 6.000 km di sentieri in Toscana, distribuiti tra questi sistemi montani. I rifugi e bivacchi di quota permettono escursioni di più giorni, le stazioni sciistiche come l’Abetone e la Doganaccia offrono sci invernale, e alcune aree come le Alpi Apuane combinano alpinismo, speleologia e trekking in un territorio unico al mondo per la presenza simultanea di marmo, grotte e alte vette.

 

L’Appennino Tosco-Emiliano: il tetto della regione

 

Monte Prado (2.054 m) – il tetto della Toscana

Il Monte Prado è la montagna più alta della Toscana: 2.054 metri sul livello del mare, terza cima per altezza di tutto l’Appennino Settentrionale dopo il Monte Cimone (2.165 m) e il Monte Cusna (2.121 m). Si trova sullo spartiacque tra la provincia di Lucca e quella di Reggio Emilia, e la sua cima è tecnicamente al confine regionale, il che gli vale il titolo di tetto della Toscana. Non è una montagna dalle forme spettacolari: la cima è ampia e dolce, coperta da praterie, con due piramidi di pietre e i resti di una croce. Ma il panorama è immenso: nelle giornate limpide si vedono le Alpi Marittime e la catena delle Alpi Apuane dall’altro lato. Il versante toscano parte da Casone di Profecchia con circa 800 metri di dislivello e 2h45 di salita.

 

Le Alpi Apuane: marmo e vette

Le Alpi Apuane sono il sistema montuoso più spettacolare della Toscana e uno dei più originali d’Italia: una catena parallela alla costa, compresa tra Versilia e Garfagnana, dove le vette bianchissime non sono neve ma marmo di Carrara. Il confronto con le Alpi vere è tentante ma sbagliato: le Apuane hanno un carattere tutto loro, con pareti strapiombanti, boschi fitti fino a quote alte, grotte tra le più profonde d’Europa e un’atmosfera che mescola alpinismo e industria estrattiva in modo unico al mondo. Sono inserite nel Parco Regionale delle Alpi Apuane.

 

Monte Pisanino (1.946 m)

Il Monte Pisanino è la vetta più alta delle Alpi Apuane, a 1.946 metri. Si trova in Garfagnana, al confine tra le province di Lucca e Massa-Carrara. Non è una montagna per principianti: richiede esperienza alpinistica, attrezzatura adeguata e condizioni meteo favorevoli. È isolato rispetto alle altre cime apuane e offre panorami su tutta la catena, sulla Lunigiana e sul Mar Ligure. Chi vuole salire sulla vetta più alta delle Apuane deve mettere in conto una giornata impegnativa con passaggi su roccia.

 

Pania della Croce (1.858 m)

La Pania della Croce è la cima più celebre e frequentata delle Alpi Apuane: 1.858 metri, con una forma che, vista da certi angoli, ricorda una croce adagiata. È la meta preferita degli escursionisti della Garfagnana e della Versilia, raggiungibile da più versanti con sentieri di varia difficoltà. Dalla cima si vede il mare Tirreno da un lato e la catena delle Apuane dall’altro, con un panorama che comprende anche le isole dell’arcipelago toscano nelle giornate limpide. Vicino alla Pania si trovano il Rifugio del Freo e la Pania Secca (1.711 m), cima gemella che si raggiunge con un’escursione di crinale.

 

Monte Tambura (1.895 m)

Il Monte Tambura (1.895 m) sorge sul confine tra le province di Massa-Carrara e Lucca, nel cuore del sistema apuano. È circondato dalle più importanti cave di marmo della zona: il paesaggio intorno alterna pareti di roccia bianchissima, boschi di castagni e vedute sulla pianura versiliese. La salita non è banale, ma meno impegnativa del Pisanino: si sale da Resceto (Massa) o da Arni (Lucca) attraverso sentieri ben segnalati. La vetta offre uno dei panorami più completi delle Apuane, con la Versilia ai piedi e le cime circostanti ben identificabili.

 

L’Appennino Pistoiese: tra laghi glaciali e piste da sci

L’Appennino Pistoiese è la parte dell’Appennino che separa la Toscana dall’Emilia Romagna nella zona di Pistoia e Prato. Qui si trovano alcune delle quote più alte dell’Appennino Toscano, con vette che sfiorano i 2.000 metri e laghi di origine glaciale che in inverno si ghiacciano completamente. È anche la zona con la maggiore tradizione di turismo invernale: l’Abetone (1.388 m) e la Doganaccia (1.531 m) sono le stazioni sciistiche più attrezzate della Toscana, con piste per tutti i livelli.

 

Alpe delle Tre Potenze (1.940 m)

L’Alpe delle Tre Potenze (1.940 m) è il punto più alto dell’Appennino Pistoiese. Il nome deriva dalla sua posizione al confine tra tre province: Pistoia, Lucca e Modena. La salita avviene tipicamente da Abetone o dalla zona di Cutigliano. Sulla cima si trova un bivacco che permette escursioni di più giorni lungo il crinale appenninico. D’estate è una meta escursionistica con panorami sulla Padana, d’inverno diventa meta di ciaspolate.

 

Il Libro Aperto (1.938 m)

Il Libro Aperto (1.938 m) prende il nome dalla forma delle due cime principali che, viste dall’alto, ricordano un libro aperto. Si trova nei pressi di Abetone ed è raggiungibile con sentieri ben segnalati da Passo dell’Abetone o da Cutigliano. È una meta meno frequentata rispetto al Gomito e permette di muoversi sui crinali dell’Appennino pistoiese con panorami sia verso la Toscana che verso l’Emilia Romagna.

 

Monte Gomito (1.891 m) e il Lago Nero

Il Monte Gomito (1.891 m) è noto soprattutto per ciò che custodisce ai suoi piedi: il Lago Nero, un lago glaciale ad alta quota incastonato tra il Gomito e l’Alpe delle Tre Potenze, uno dei tre laghi glaciali dell’Appennino Pistoiese insieme al Lago Piatto e al Lago Scaffaiolo. In inverno il Lago Nero si ghiaccia e diventa una delle mete più suggestive dell’intera regione. D’estate si raggiunge con un’escursione di circa 2-3 ore da Abetone o da Doganaccia ed è perfetto per una sosta di picnic in un contesto di alta montagna.

 

Il Casentino: Falterona e Pratomagno

Il Casentino è la valle nel cui seno scorre il primo tratto del fiume Arno, in provincia di Arezzo. È delimitato a est e a nord dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, uno dei boschi più antichi e meglio conservati d’Europa, e a ovest dal massiccio del Pratomagno. Le due montagne che lo caratterizzano hanno storie e caratteri molto diversi.

 

Monte Falterona (1.654 m)

Il Monte Falterona (1.654 m) deve la sua fama non all’altitudine ma a una peculiarità geografica di grande valore simbolico: sul suo versante orientale nasce il fiume Arno, il fiume di Firenze. Dante nella Commedia citò il Falterona come la montagna da cui scende l’Arno (“Trasi del Falterona, e non mi sazia”, Purgatorio, XIV, 17). Si trova nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. L’ascesa è dolce, in un bosco di faggi antichi, con la sorgente dell’Arno raggiungibile anche con un’escursione familiare.

 

Pratomagno (1.592 m)

Il Pratomagno (1.592 m) è un lungo massiccio che separa il Casentino dal Valdarno Superiore. È quasi completamente circondato dall’Arno a nord, a est e a ovest. Sulla cima si trovano un’antenna e una grande croce che si vede da tutta la zona. È famoso per il campo di anemoni che fiorisce in primavera lungo il crinale: un tappeto di fiori bianchi che copre i pascoli sommitali. L’escursione al Pratomagno è accessibile e ben frequentata, con partenze da Vallombrosa o da Reggello.

 

Monte Amiata: il vulcano della Maremma

Il Monte Amiata è il monte più alto della Toscana centro-meridionale: 1.738 metri di altitudine, un vulcano spento le cui eruzioni risalgono a circa 180.000 anni fa. Oggi è coperto da un fitto bosco di faggi, abeti e castagni e domina visivamente la Val d’Orcia, la Val di Paglia, la Maremma e le colline senesi. D’estate è meta di trekking e mountain bike, con l’Anello dell’Amiata come percorso principale: circa 30 km di giro intorno alla montagna che tocca borghi medievali come Abbadia San Salvatore e Arcidosso. D’inverno offre piste da sci nella stazione di Monte Amiata (circa 23 km di piste). La vetta è sormontata da una croce metallica visibile da decine di chilometri. Dalla cima la vista arriva al Mar Tirreno e, nelle giornate più limpide, alla Corsica.

 

I monti del sud: Cetona e l’Elba

 

Monte Cetona (1.148 m)

Il Monte Cetona (1.148 m) è un rilievo isolato nella provincia di Siena, vicino alla Val di Chiana, ai confini con l’Umbria. È noto per due motivi: la Riserva Naturale del Monte Cetona, un’area protetta con boschi di lecci e cerri e fauna selvatica, e l’importanza preistorica del territorio, con grotte e ripari che hanno restituito reperti di Homo Neanderthalensis e di Homo Sapiens. L’escursione alla cima offre un panorama che si estende sulla Val di Chiana, la Val d’Orcia e, in lontananza, il Monte Amiata. Il borgo di Cetona, ai piedi del monte, è uno dei borghi più belli d’Italia.

 

Monte Capanne (1.019 m) – l’Elba

Il Monte Capanne (1.019 m) è la montagna più alta dell’Isola d’Elba e dell’intero Arcipelago Toscano. Si raggiunge a piedi con un sentiero che parte da Marciana, o con la cabinovia che parte da Marciana Marina: 15 minuti su gondole a rete aperta, con la vista sul mare e sull’isola che si allarga a ogni metro di quota. In cima, il panorama è a 360 gradi sull’arcipelago toscano, sulla Corsica, sulla terraferma toscana e sul Mar Tirreno. Una delle viste più spettacolari della Toscana, in un contesto completamente diverso da tutte le altre montagne della regione.

 

I monti vicino a Firenze

Chi visita Firenze e vuole un contatto con la natura senza allontanarsi troppo ha a disposizione una serie di rilievi collinari che circondano la città. Il Monte Morello (934 m), a nord-ovest di Firenze, è la vetta più alta del sistema collinare attorno alla città: raggiungiù bile in mezza giornata, con boschi di cipresso e pino che offrono frescura d’estate e panorami sulla pianura. Il Monte Senario (817 m), a nord di Firenze, ospita il convento fondato nel 1233 dai Sette Santi Fondatori dei Servi di Maria: meta di pellegrinaggio ma anche di escursioni laiche per la bellezza del bosco circostante. Il Montalbano (630 m), tra le province di Firenze, Pistoia e Prato, è un’area di oltre 15.000 ettari con vigneti, oliveti e sentieri che attraversano un paesaggio toscano perfetto, a meno di un’ora da Firenze.

 

Monti della Toscana: una regione più verticale di quanto si pensi

I monti della Toscana sono forse l’aspetto meno raccontato di una regione che si pensa di conoscere bene. Dal Monte Prado a 2.054 metri fino al Monte Capanne sull’Elba, passando per le Alpi Apuane con le cave di marmo, i laghi glaciali dell’Appennino Pistoiese, le foreste del Casentino e il vulcano dell’Amiata: c’è tutto un mondo verticale che la Toscana tiene nascosto sotto le cartoline di colline e cipressi.

Chi viene in Toscana per le città d’arte ha sempre la possibilità di combinare la visita con un’escursione in quota: le distanze sono brevi, i sentieri sono curati dal Club Alpino Italiano e i rifugi permettono soste comode anche nelle aree più remote. Su toscanashopping.it trovi le guide a tutti i monti, le cascate, i sentieri e le esperienze di natura della Toscana.

 

Hai già esplorato qualcuno di questi monti? Dici nei commenti la vetta che preferisci o chiedi consigli sul percorso più adatto al tuo livello.

 

Domande frequenti sui monti della Toscana

 

Qual è il monte più alto della Toscana?

Il monte più alto della Toscana è il Monte Prado con 2.054 metri di altitudine. Si trova sullo spartiacque tra la provincia di Lucca e quella di Reggio Emilia, sull’Appennino Tosco-Emiliano. È la terza cima dell’Appennino Settentrionale per altezza (dopo il Monte Cimone, 2.165 m, e il Monte Cusna, 2.121 m). Il versante toscano si percorre in circa 2 ore e 45 minuti partendo da Casone di Profecchia, con circa 800 metri di dislivello. La cima offre un panorama vastissimo che nelle giornate limpide arriva fino alle Alpi Marittime. Le Alpi Apuane, pur essendo più spettacolari visivamente, restano al di sotto dei 2.000 metri: il Monte Pisanino, la loro cima più alta, si ferma a 1.946 m.

 

Quali sono le montagne più adatte a un trekking in Toscana per chi non è esperto?

Per un trekking in Toscana accessibile anche a chi non ha esperienza alpinistica, le opzioni migliori sono diverse e variano per zona. Il Pratomagno (1.592 m, Casentino) ha sentieri segnalati con dislivelli modesti e panorami bellissimi. Il Monte Falterona (1.654 m) nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi si raggiunge con sentieri ben tenuti e permette di vedere la sorgente dell’Arno. Il Monte Cetona (1.148 m) è accessibile tutto l’anno con un’escursione di mezza giornata. Il Monte Capanne sull’Elba si raggiunge in cabinovia. Sul Monte Amiata l’Anello dell’Amiata è un percorso circolare su strade forestali adatto a tutti. Per i bambini e i meno allenati: Monte Senario e Monte Morello vicino a Firenze, con sentieri brevi e boschi piacevoli.

 

In quale periodo è meglio visitare i monti della Toscana?

Il periodo migliore dipende dalla montagna e dall’attività che si vuole fare. Per il trekking estivo su tutte le vette, il periodo ideale va da giugno a settembre: le giornate sono lunghe, i sentieri praticabili e le temperature in quota piacevoli. Per le Alpi Apuane la primavera (aprile-maggio) e settembre sono i mesi migliori per evitare il caldo. Per il Monte Amiata l’autunno è lo spettacolo dei colori del bosco. Per lo sci e le ciaspolate, l’Appennino Pistoiese (Abetone, Doganaccia) e il Monte Amiata offrono neve da dicembre a marzo. I laghi glaciali dell’Appennino Pistoiese (Lago Nero, Lago Scaffaiolo) sono più scenografici d’inverno quando si ghiacciano, ma la visita in sicurezza richiede attrezzatura adeguata.

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