Isola di Pianosa: spiagge, cosa vedere e come arrivare
Nell’Arcipelago Toscano c’è un’isola che per decenni non si poteva visitare. Una torre di controllo. Filo spinato. L’ombra del carcere di massima sicurezza che ha ospitato alcuni dei criminali più pericolosi d’Italia, ma anche prigionieri politici come Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica. Dal 2011 quella pagina è chiusa, il carcere è vuoto e l’Isola di Pianosa si può visitare. Quel lungo isolamento forzato ha prodotto qualcosa di raro: un’isola con un mare di trasparenza quasi assoluta, una natura terrestre intatta, una storia che poche isole italiane possono raccontare.
Ci sono però delle regole: l’accesso è contingentato, la visita guidata è obbligatoria per gran parte del territorio, e l’unico albergo ha dodici stanze e si prenota con un anno di anticipo. In questa guida trovi tutto: cosa vedere a Pianosa, le spiagge, come arrivare e dove dormire.
Dove si trova l’Isola di Pianosa e cosa la rende unica
L’Isola di Pianosa si trova nel Mar Tirreno a circa 13 km dalla costa toscana, tra l’Isola d’Elba a nord e il promontorio di Piombino a est. Appartiene al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il più grande parco marino protetto d’Europa. Il nome dice già tutto: planasia in latino significa pianura, e l’isola è effettivamente piatta, senza rilievi, una lastra rocciosa emersa dal mare con scogliere basse e una macchia mediterranea che copre quasi tutto il territorio.
La cosa straordinaria di Pianosa non è solo il paesaggio. È il fatto che per quasi cinquant’anni sia rimasta inaccessibile ai turisti per via del carcere di massima sicurezza. Nessun turismo, nessuno sviluppo, nessuna speculazione edilizia. Il risultato è un’isola che sembra cristallizzata nel tempo: il 100% del territorio terrestre e il 100% delle acque entro un miglio dalla costa sono zona di tutela integrale del Parco. L’impatto è visibile soprattutto sottacqua: praterie di posidonia intatte, fondali con una biodiversità che i subacquei di tutta Italia vengono a visitare. Sull’isola non è possibile portare veicoli privati e non ci sono strade nel senso convenzionale.
La storia: dall’esilio romano al carcere di Pertini
La storia di Pianosa è fatta di esili e di destini drammatici. Già in epoca romana l’isola era usata come luogo di confino: qui fu esiliato nell’anno 7 d.C. Agrippa Postumo, figlio naturale di Marco Agrippa e nipote adottivo dell’imperatore Augusto, che per lui fece costruire una villa marittima sulla costa settentrionale. I resti di questa villa — nota come il Bagno di Agrippa — sono ancora lì, appena restaurati. Alla fine del IV secolo d.C. si insediarono comunità cristiane che lasciarono le catacombe tuttora visibili.
Nel 1553 i pirati turchi Dragut e Kara Mustafà sbarcarono sull’isola, distrussero il castello pisano, uccisero buona parte della popolazione e deportarono i superstiti. La ferita non si rimargìnò mai del tutto. Nell’Ottocento divenne colonia penale, prima sotto Napoleone poi sotto il Regno d’Italia. Il carcere è rimasto attivo fino al 2011: tra i detenuti più famosi c’è stato Sandro Pertini (1929-1935, prigioniero politico antifascista, poi Presidente della Repubblica), ma anche boss mafiosi come Totuccio Contorno durante gli anni del massimo regime di sicurezza.
Pianosa cosa vedere
Il porto e il villaggio
La prima immagine di Pianosa per chi arriva dal mare è il porticciolo con la sua architettura negotica voluta dall’ex direttore del carcere Ponticelli: edifici solenni e un po’ decadenti che sembrano usciti da un romanzo vittoriano. Il Forte Teglia di epoca napoleonica sovrasta l’ingresso al porto. Il villaggio, oggi quasi abbandonato, è l’unica area visitabile liberamente senza guida: ci si può muovere tra edifici silenziosi e resti di vita quotidiana sospesa, in un’atmosfera di paese fantasma che esercita un fascino particolare. In estate funziona la Casa del Parco con un ufficio informazioni sulle escursioni.
Il Bagno di Agrippa
Il sito più importante dal punto di vista storico-architettonico è il Bagno di Agrippa, la villa marittima di Agrippa Postumo sulla costa settentrionale dell’isola. Gli archeologi hanno identificato qui impianti termali, ambienti di rappresentanza e una darsena dove il giovane romano amava pescare e trascorrere il tempo. I lavori di restauro e messa in sicurezza si sono conclusi nel giugno 2025. Il sito si visita solo con escursione guidata nella parte nord dell’isola, che comprende anche Porto Romano.
Le catacombe paleocristiane
Alla fine del IV secolo d.C. alcune comunità cristiane si insediarono su Pianosa, scavando nella roccia le catacombe paleocristiane ancora visitabili oggi. Non hanno la grandezza delle catacombe romane, ma hanno una qualità di conservazione eccezionale proprio grazie all’isolamento dell’isola. Anche queste si visitano esclusivamente con guida autorizzata del Parco.
L’ex carcere
Il complesso dell’ex carcere è la parte più affascinante e controversa di Pianosa. Le strutture detentive sono ancora in piedi, con le celle, le torri di guardia, i corridoi, i cortili. Visivamente è un posto che colpisce molto: il silenzio, la vegetazione che piano piano si riappropria degli spazi, gli edifici neogotici che si sgretolano. L’accesso al complesso carcerario avviene solo con le visite guidate organizzate dal Parco.
Le spiagge di Pianosa
Il mare di Pianosa è tra i più puliti del Mediterraneo. L’isolamento forzato del mezzo secolo precedente ha preservato fondali che altrimenti sarebbero stati degradati dal turismo di massa. Le acque sono di un turchese intenso, la posidonia è integra, i pesci abbondano.
Cala Giovanna è la spiaggia principale dell’isola e la più accessibile: sabbia dorata, acque basse e limpide, fondale progressivo adatto alle famiglie. È accessibile liberamente senza guida, raggiungibile dal porto a piedi. In estate si può fare snorkeling e noleggiare kayak per esplorare la costa orientale.
Porto Romano sulla costa nord è una piccola baia di rara bellezza, circondata da guglie calcaree, ma la balneazione è vietata essendo in zona di tutela integrale. Si visita solo con escursione guidata. È uno di quei posti che si guarda e si fotografa, senza potersi immergere.
Altre cale raggiungibili con escursioni guidate offrono acque spettacolari ma quasi sempre con restrizioni sulla balneazione, in coerenza con le norme di tutela del Parco.
Cosa fare a Pianosa
Le attività sull’Isola di Pianosa sono strettamente legate alla visita guidata e alle esperienze organizzate dal Parco Nazionale.
Le escursioni guidate sono il fulcro dell’esperienza: ci sono più tipologie disponibili, dalla visita storica (porto, ex carcere, Forte Teglia) a quella naturalistica (macchia mediterranea, flora e fauna endemiche), fino al tour che include il sito romano e le catacombe. Le guide ambientali del Parco sono disponibili durante tutta la stagione estiva.
Il kayak è un’attività molto apprezzata: escursioni guidate in piccoli gruppi lungo la costa orientale partono da Cala Giovanna. Lo snorkeling da Cala Giovanna è libero. I diving autorizzati operano in alcune aree specifiche del perimetro marino. In bicicletta è possibile esplorare il territorio dell’isola lungo i percorsi consentiti.
Attenzione: nell’isola sono presenti zecche in numero consistente soprattutto a fine primavera e inizio estate. Le guide del Parco invitano i visitatori a indossare abbigliamento adeguato e usare repellenti.
Come arrivare a Pianosa
Raggiungere l’Isola di Pianosa richiede un po’ di organizzazione ma non è complicato. Ci sono due opzioni principali.
Il collegamento giornaliero in stagione è garantito dalla motonave Aquavision, vettore affidatario del servizio per conto del Comune di Campo nell’Elba. Orari: partenza da Piombino alle 8:30, scalo a Marina di Campo alle 10:00 e arrivo a Pianosa alle 10:45. Ritorno: Pianosa 17:00, Marina di Campo 17:45, Piombino 19:30. Il biglietto include il ticket di accesso all’isola. Ritrovo e ritiro biglietti a Marina di Campo almeno 30-45 minuti prima della partenza (Info Point, Piazza dei Granatieri). Tel. 0565 976022 – aquavision.it.
Il collegamento settimanale (il martedì) è operato da Toremar con partenza da Piombino alle 8:20, scalo a Rio Marina e arrivo a Pianosa alle 11:15.
La prenotazione è obbligatoria per entrambi i servizi. Sull’isola non è consentito imbarcare veicoli privati.
Isola di Pianosa dove dormire
La risposta diretta: è quasi impossibile, a meno di organizzarsi con un anno di anticipo o affidarsi a un operatore specializzato. L’Albergo Milena è l’unico albergo sull’isola, con sole 12 stanze a circa 130 euro a persona per notte. Le disponibilità si esauriscono con mesi — spesso un anno — di anticipo. Chi riesce a prenotarci si trova nella condizione straordinaria di avere l’isola quasi per sé nelle ore serali, dopo che i visitatori giornalieri sono ripartiti.
Per chi non riesce a trovare posto all’Albergo Milena (cioè quasi tutti), la soluzione migliore è la gita giornaliera: si parte la mattina, si trascorre la giornata tra escursione guidata e bagno a Cala Giovanna, e si rientra nel pomeriggio. È un’esperienza completa e soddisfacente, anche se non concede il lusso del tramonto e dell’alba sull’isola. Diversi operatori specializzati come Azimut Treks e Appennino Slow organizzano anche pacchetti da 2-3 notti con pernottamento incluso.
Pianosa: l’isola che il turismo non ha ancora raggiunto
L’Isola di Pianosa è una di quelle esperienze che si fanno una volta e poi si raccontano per anni. Non perché sia facile da raggiungere o comodissima da visitare — non lo è — ma perché offre qualcosa di sempre più raro: un’isola italiana che il turismo di massa non ha ancora raggiunto, con un mare che sembra quello di trent’anni fa, una storia che pesa su ogni pietra e un silenzio che nelle ore serali diventa quasi fisico.
La visita si organizza, si prenota con anticipo, si porta repellente per le zecche e scarpe adeguate per il sentiero. In cambio si riceve qualcosa che l’Elba, il Giglio e le isole più frequentate dell’Arcipelago difficilmente offrono ancora: l’illusione di scoprire un posto per la prima volta.
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Sei già stato a Pianosa? Dici nei commenti come hai organizzato la visita — o chiedici consigli su come prenotare e cosa non perdere.
Domande frequenti sull’Isola di Pianosa
La visita a Pianosa richiede obbligatoriamente una guida?
Sì, in gran parte. Il porto, il villaggio e la spiaggia di Cala Giovanna sono liberamente accessibili senza guida. Tutto il resto del territorio — il Bagno di Agrippa, le catacombe, l’ex carcere, Porto Romano e i sentieri naturalistici — si visita solo con le escursioni guidate organizzate dalle guide ambientali del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Le guide partono dalla Casa del Parco sull’isola. L’accesso all’isola è inoltre contingentato: si può entrare solo con una prenotazione (inclusa nel biglietto del traghetto/motonave).
Qual è il modo migliore per arrivare a Pianosa nel 2026?
Il collegamento principale in stagione è la motonave Aquavision con partenza da Marina di Campo (Isola d’Elba) e in alta stagione anche da Piombino. Partenza da Piombino alle 8:30, scalo a Marina di Campo, arrivo a Pianosa verso le 10:45. Ritorno da Pianosa alle 17:00. Il biglietto include il ticket di accesso all’isola. Prenotazione obbligatoria su aquavision.it (tel. 0565 976022). In alternativa c’è il traghetto Toremar ogni martedì da Piombino (con scalo a Rio Marina). Non è consentito portare veicoli sull’isola.
Ci sono posti migliori per dormire a Pianosa oltre all’unico albergo?
L’Albergo Milena è l’unica struttura ricettiva sull’isola, con 12 camere a circa 130 euro a persona per notte. Le disponibilità si esauriscono spesso con un anno di anticipo. Per chi non trova posto, le opzioni sono: la gita giornaliera (la scelta più comune, con rientro nel pomeriggio), oppure pacchetti multi-giorno organizzati da operatori specializzati come Azimut Treks e Appennino Slow che includono il pernottamento. In alternativa si puø dormire sull’Isola d’Elba (Marina di Campo) e raggiungere Pianosa ogni mattina con la motonave.


