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Arezzo è una di quelle città toscane che molti attraversano senza fermarsi, e è un peccato. Perché in un giorno solo — anche uno solo — riesce a sorprendere: un ciclo di affreschi di Piero della Francesca tra i più importanti al mondo, una piazza medievale inclinata che ha fatto da scenografia al film di Benigni, un duomo con vetrate istoriate di un artista francese del Cinquecento, la casa di Giorgio Vasari decorata interamente di sua mano. Tutto nel giro di pochi chilometri a piedi.

Questa guida è pensata per chi vuole visitare Arezzo in un giorno partendo da zero: trovi l’itinerario a piedi tappa per tappa, la mattina e il pomeriggio, dove mangiare tipico aretino, come arrivare in treno da Firenze e cosa fare se le date coincidono con la Giostra del Saracino o con la Fiera Antiquaria.

 

Arezzo in un giorno: cosa sapere prima di partire

Arezzo si trova in provincia di Arezzo, a circa 80 km da Firenze (un’ora in treno o in auto), 55 km da Siena e 160 km da Roma. È una città di medie dimensioni con un centro storico compatto e completamente percorribile a piedi: le attrazioni principali distano al massimo 15 minuti l’una dall’altra. Non serve un’auto per visitarla, e anzi l’auto è spesso un problema nelle strade del centro.

Non è Firenze — e questo è il motivo principale per andarci. Non ci sono code ai musei, l’atmosfera è quella di una città che vive del proprio quotidiano, e le opere d’arte più importanti si visitano senza stress. Arezzo è stata la città natale o di residenza di personaggi che hanno cambiato la storia dell’arte e della cultura occidentale: Piero della Francesca (nato a Sansepolcro ma operante ad Arezzo), Giorgio Vasari (nato qui, 1511), Francesco Petrarca (nato qui nel 1304) e Guido d’Arezzo (il monaco che nel XI secolo inventò la notazione musicale moderna). Un palmarmarco incredibile per una città spesso trascurata.

Il periodo migliore per una giornata ad Arezzo è la primavera o l’autunno, quando il clima è mite e la luce sulle pietre medievali è perfetta. Se si può scegliere la data, verificare se coincide con il primo weekend del mese (Fiera Antiquaria) o con i giorni della Giostra del Saracino (terzo sabato di giugno e prima domenica di settembre): sarebbero esperienze aggiuntive molto particolari.

 

Itinerario a piedi: la mattina

Un giorno ad Arezzo funziona bene se si parte dalla parte bassa del centro storico e si risale gradualmente verso l’alto, così da non affrontare le salite nel momento peggiore della giornata. Il percorso proposto qui segue questa logica e non supera i 3 km di cammino totale.

 

Basilica di San Francesco e la Cappella Bacci

Piazza San Francesco | Ingresso Cappella Bacci: ~€15 (prenotazione obbligatoria) | Orari: lun-ven 9-18:30, sab 9-17:30, dom 13-17:30

La prima tappa è la più importante e quella che da sola giustifica un viaggio fino ad Arezzo: la Basilica di San Francesco, una chiesa gotico-francescana del XIV secolo, non particolarmente scenografica dall’esterno. Ma all’interno, nella Cappella Bacci, c’è il ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, realizzato tra il 1452 e il 1466. È uno dei capolavori assoluti della pittura rinascimentale italiana: quattordici scene narrative distribuite su tre pareti, con figure di una maestosità e una geometria della luce che ancora oggi lasciano senza parole.

La Cappella Bacci è accessibile con un biglietto separato rispetto alla chiesa e richiede la prenotazione in anticipo, soprattutto in primavera e estate: farlo il giorno prima sul sito della Basilica di San Francesco. I posti per ogni slot orario sono limitati per proteggere gli affreschi. Chi arriva senza prenotazione trova spesso la cappella esaurita. La basilica stessa è invece ad accesso libero ed è bella anche per i paramenti lignei e per il Crocifisso di scuola cimabesca.

 

Piazza Grande

Pochi minuti a piedi dalla basilica e si arriva al cuore pulsante di Arezzo: Piazza Grande. Non assomiglia a nessun’altra piazza italiana: è trapezoidale, costruita su un piano inclinato con un dislivello di circa 10 metri tra il punto più alto e quello più basso (la pendenza serviva a far defluire l’acqua piovana), ed è circondata da edifici di epoche diverse che creano un insieme visivamente irregolare ma perfettamente bilanciato. Non a caso Roberto Benigni la scelì come scenario principale di La vita è bella.

Gli elementi che la compongono meritano attenzione: il Loggiato Vasariano (Palazzo delle Logge, 1573) fu progettato da Giorgio Vasari con nove arcate che un tempo ospitavano le botteghe artigiane e oggi ospitano bar e ristoranti con tavolini in piazza; il Palazzo della Fraternita dei Laici ha la parte inferiore gotica (1377) e quella superiore rinascimentale (1453-1460) e è sormontato da una torre con uno degli orologi astronomici più rari d’Europa, azionato manualmente ogni giorno; il Palazzo Pretorio ha la facciata medievale coperta dagli stemmi araldici dei Podestà succedutisi dal XV secolo; le case-torri medievali fanno da quinta scenografica. La fontana pubblica del XV secolo completa il quadro. Questa piazza si vive: non ha senso correre.

 

Pieve di Santa Maria e Corso Italia

Corso Italia (la strada pedonale principale) | Ingresso gratuito

Addossata a Piazza Grande sulla sua fiancata settentrionale c’è la Pieve di Santa Maria, con il retro che affaccia sulla piazza e la facciata che si apre su Corso Italia. È uno dei monumenti romanici più belli della Toscana: la facciata del XII-XIII secolo è decorata con tre registri di archi a tutto sesto su colonnine, ciascuna diversa dall’altra, in un insieme che i conoscitori di architettura romanica trovano straordinario. All’interno conserva il polittico Annunciazione, Natività e Adorazione dei Magi di Pietro Lorenzetti (1320-24) sull’altare maggiore.

Corso Italia è la spina dorsale del centro storico: la strada pedonale sale dalla Piazza Guido Monaco (dove si trova la statua del musicologo medievale) fino alla Piazza del Duomo in cima. È costellata di bar, pasticcerie, boutique e qualche libreria. Percorrerla tutta in salita verso il Duomo serve anche a capire la struttura della città, che si sviluppa su una collina con la parte alta medievale e religiosa in cima e quella commerciale e moderna in basso.

 

Dove mangiare ad Arezzo

Arezzo ha una cucina propria e riconoscibile, legata alla tradizione della Valdichiana e dell’Aretino. I piatti simbolo sono la scottiglia (uno stufato di carni miste — manzo, maiale, pollo, coniglio — cotte a lungo con pomodoro e vino, servita su pane abbrustolito), la bistecca di Chianina (la razza bovina più pregiata d’Italia, allevata nella Valdichiana) e i pici, la pasta corta e grossa tipica di questa zona. Il vino è il Chianti Colli Aretini, meno famoso del Chianti Classico ma di grande qualità.

Nella zona di Piazza Grande e dintorni si trovano i locali migliori. La Trattoria il Saraceno (Via Mazzini 6) è tra i più citati per la cucina tradizionale aretina senza fronzoli. La Torre di Gnicche (Piaggia San Martino 8), nei pressi di Piazza Grande, è un’enoteca-trattoria con una lista di vini aretini molto curata. La Buca di San Francesco (Via San Francesco 1) è un classico del centro, affidabile e radicato nel territorio. Chi vuole qualcosa di più informale può fermarsi a uno dei bar del Loggiato Vasariano per un pranzo leggero con vista sulla piazza.

 

Itinerario a piedi: il pomeriggio

 

Cattedrale dei Santi Pietro e Donato (Duomo)

Piazza del Duomo | Ingresso gratuito | Aperta tutti i giorni 6:30-19:00

In cima a Corso Italia, il Duomo di Arezzo domina la città con il suo caratteristico campanile a punta — soprannominato dagli aretini il “matitone”. La costruzione iniziò nel 1277 e la facciata neogotica in pietra arenaria fu completata all’inizio del Novecento sui resti di quella originale incompiuta. L’interno è a tre navate con una progressione spaziale di grande solennità.

La tappa imperdibile è nella navata destra: là, in parte nascosta dal cenotafio di Guido Tarlati, si trova La Maddalena di Piero della Francesca (1460-1466). È una figura in piedi, di tre quarti, con la sua iconografica capigliatura rossa e il vaso degli unguenti in mano: una delle figure più potenti e silenziose che Piero abbia mai dipinto. Le vetrate istoriate di Guillaume de Marcillat, artista francese attivo ad Arezzo nel primo Cinquecento, sono tra le più belle d’Italia e uno dei pochi grandi esempi di arte francese in territorio italiano. Sull’altare maggiore l’Arca di San Donato (1346), opera di artisti locali, custodisce i resti del patrono della città.

 

Fortezza Medicea

Via Nicolò Aretino | Ingresso gratuito ai giardini

A pochi minuti dal Duomo, la Fortezza Medicea è un grande complesso difensivo pentagonale commissionato dai Medici e costruito tra il 1538 e il 1560 da Antonio da Sangallo il Giovane. Oggi non è visitabile negli interni ma i giardini pubblici che la circondano sono accessibili liberamente e offrono uno dei punti panoramici migliori di Arezzo: la vista si apre sulle colline della Valdichiana e dell’Arno verso est. È il posto giusto per una pausa, soprattutto nel pomeriggio quando la luce è più morbida.

 

Casa Vasari

Via XX Settembre 55 | Biglietto: ~€4 | Aperta: mer-sab 9:30-19:00, dom 9:30-13:30

Giorgio Vasari (1511-1574) è l’aretino più famoso dopo Piero: pittore, architetto e soprattutto il primo storico dell’arte italiana, autore delle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori et architettori (1550-68), il testo che ha fondato la storia dell’arte come disciplina. La Casa Vasari in Via XX Settembre è il palazzo che acquistò e decorò lui stesso tra il 1540 e il 1548: ogni stanza è affrescata con cicli allegorici e mitologici di sua mano, con una ricchezza di invenzioni visive che rivela un artista molto più personale e libero di quanto la sua fama di “storiografo” faccia immaginare. È una delle case-museo più intime e personali d’Italia: non ha la grandiosità di un palazzo nobiliare, ma ha la qualità di un artista che decora la propria casa per il puro piacere di farlo.

 

Arezzo da non perdere: la Giostra del Saracino

Se le date coincidono, la Giostra del Saracino è uno degli spettacoli medievali più autentici e coinvolgenti d’Italia. Si svolge due volte l’anno in Piazza Grande: il terzo sabato di giugno in notturna (in onore di San Donato patrono della città, con le torce accese) e la prima domenica di settembre di giorno. Quattro quartieri — Porta Crucifera, Porta del Foro, Porta Sant’Andrea e Porta Santo Spirito — si sfidano in un torneo cavalleresco medievale: ogni quartiere è rappresentato da due cavalieri che devono colpire con la lancia lo scudo del Buratto, la figura di re saraceno, mentre il meccanismo girevole del manichino risponde al colpo facendo ruotare la frusta che può colpire il cavaliere. Il corteo in costume che precede la gara, con sbandieratori, musici e figuranti in abiti del XIV secolo, dura quasi quanto la gara stessa.

La Giostra non è uno spettacolo costruito per i turisti: i quartieri ci credono davvero, la rivalità è vissuta in modo intenso, e le celebrazioni del quartiere vincitore durano tutta la notte. Per informazioni: giostradelsamacino.it.

 

La Fiera Antiquaria: se sei fortunato con le date

Il primo weekend di ogni mese (sabato e domenica), Piazza Grande e le vie intorno si trasformano in uno dei mercati dell’antiquariato più importanti e più antichi d’Italia. La Fiera Antiquaria di Arezzo nasce nel 1968 e ospita circa 500 espositori con mobili, oggetti, gioielli, stampe, libri, ceramiche, vetri, argenti e curiosità di ogni epoca. Non è un mercatino delle pulci: il livello è alto e i prezzi lo riflettono, ma si può anche solo guardare, e l’effetto di Piazza Grande trasformata in un labirinto di oggetti del passato è di per sé un’esperienza.

Chi ha come obiettivo la Fiera dovrebbe arrivare presto la mattina (gli espositori iniziano ad allestire dal venerdì sera) e sapere che in queste giornate parcheggiare è ancora più complicato del solito: il treno è la scelta giusta.

 

Come arrivare ad Arezzo e dove parcheggiare

In treno: Arezzo è sulla linea ferroviaria Firenze-Roma, una delle più frequentate d’Italia. Da Firenze: circa 1 ora con treno regionale o intercity. Da Roma: circa 2 ore. La stazione di Arezzo è a circa 15 minuti a piedi dal centro storico (o 10 minuti con un taxi). In treno si risparmia il problema del parcheggio ed è spesso la soluzione più comoda per una gita giornaliera.

In auto da Firenze: circa 80 km via A1, uscita Arezzo. Circa 1 ora. Parcheggio Pietri (il più comodo, si trova sotto le mura medievali ed è collegato al centro con scale mobili): in parte gratuito, in parte a pagamento. Parcheggio Eden vicino a Corso Italia: a pagamento.

Da Siena: circa 55 km ma non c’è un treno diretto comodo. Il bus è l’alternativa (linea Tiemme), oppure l’auto via SS73.

 

Arezzo in un giorno: il bilancio

Un giorno ad Arezzo è sufficiente per vedere le cose principali senza fretta, soprattutto se si arriva nella mattina presta e si ha la prenotazione per la Cappella Bacci. L’itinerario proposto — Basilica San Francesco, Piazza Grande con la Pieve, Corso Italia, Duomo, Fortezza e Casa Vasari — copre tutto il meglio della città in circa 7-8 ore di visita con pranzo incluso.

Arezzo non è scontata: chi se l’aspetta uguale a Siena o Firenze rimane sorpreso in modo positivo. Ha più sostanza di quanto sembri, meno folla di quanto meriterebbe, e quel carattere di città viva — non museo a cielo aperto — che la rende piacevole da girare a piedi senza mai sentire il peso del turismo organizzato. Su toscanashopping.it trovi le guide alle città, ai borghi e alle esperienze più belle di tutta la Toscana.

 

Sei già stato ad Arezzo? Dici nei commenti la tappa che hai preferito o chiedi consigli su come organizzare la giornata al meglio.

 

Domande frequenti su Arezzo in un giorno

 

Quanto tempo serve per visitare Arezzo?

Per visitare Arezzo in un giorno sono sufficienti 7-8 ore, compresi pausa pranzo e spostamenti a piedi. Il centro storico è compatto: le attrazioni principali (Basilica di San Francesco, Piazza Grande, Pieve di Santa Maria, Duomo, Fortezza Medicea, Casa Vasari) distano al massimo 15 minuti l’una dall’altra. L’unica tappa che richiede organizzazione anticipata è la Cappella Bacci con gli affreschi di Piero della Francesca, per cui è necessaria la prenotazione in anticipo (biglietto circa 15 euro). Senza questa prenotazione si rischia di trovare i posti esauriti. Per tutto il resto non serve prenotare.

 

Come arrivare ad Arezzo da Firenze?

Il modo più comodo per arrivare ad Arezzo da Firenze è il treno: la stazione di Firenze Santa Maria Novella è collegata direttamente alla stazione di Arezzo con treni regionali e intercity ogni 30-60 minuti, percorso di circa 1 ora. La stazione di Arezzo si trova a circa 15 minuti a piedi dal centro storico (o 10 minuti in taxi). In auto la distanza è di circa 80 km via A1 Autostrada del Sole (uscita Arezzo), circa 1 ora. Per chi arriva in auto, il Parcheggio Pietri (sotto le mura medievali, con scale mobili per salire al centro) è quello più comodo e funzionale.

 

Cosa vedere ad Arezzo che non trovano tutti?

Oltre alle tappe più note, Arezzo nasconde qualche angolo meno frequentato che vale la visita. L’Accademia Petrarca e la casa natale del poeta (Via dell’Orto 28, vicino a Piazza Grande): Francesco Petrarca è nato ad Arezzo nel 1304 e la sua casa conserva cimeli e una piccola biblioteca. Il Museo Nazionale Archeologico vicino alla stazione: ospita i resti dell’anfiteatro romano (I-II secolo d.C.) e una collezione di reperti etruschi e romani di notevole livello, tra cui la famosa Cratere corallino. La Cattedrale la sera: i pomeriggi tardi, con la luce bassa che entra dalle vetrate di De Marcillat, sono il momento migliore per ammirare la Maddalena di Piero della Francesca senza folla intorno.

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