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Ci sono borghi toscani che esistono grazie al paesaggio. Poi ce ne sono altri che esistono grazie al vino. E poi c’è Montalcino, che è entrambe le cose insieme in modo così totale che sarebbe impossibile separare l’una dall’altra. Un borgo medievale arroccato a 560 metri sul livello del mare in provincia di Siena, nel cuore della Val d’Orcia UNESCO, con una Fortezza del Trecento che domina vigneti e crete all’infinito e una produzione vinicola — il Brunello di Montalcino DOCG — che è considerata tra le eccellenze enologiche mondiali.

In questa guida trovi tutto quello che serve per visitare Montalcino: cosa vedere nel centro storico e nei dintorni, il Brunello e come visitare le cantine, dove mangiare nel borgo, e come arrivare da Siena, Firenze e dal resto della Val d’Orcia.

 

Montalcino dove si trova

Montalcino si trova in provincia di Siena nella Toscana meridionale, all’interno del Parco Naturale della Val d’Orcia sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È arroccato su un colle a 560 metri di altitudine, a circa 40 km a sud di Siena e a circa 120 km da Firenze. La posizione strategica su questo colle ne ha determinato tutta la storia medievale: da qui si controlla un panorama straordinario che spazia dalle Crete Senesi al Monte Amiata, dal mare in lontananza alle colline del Chianti.

La collinetta su cui sorge il borgo è stata abitata probabilmente già in epoca etrusca, ma la prima citazione certa risale all’814 d.C. quando l’imperatore Ludovico il Pio concesse questo territorio all’Abbazia di Sant’Antimo. Montalcino crebbe nei secoli successivi come comune conteso tra Siena e Firenze: dopo la battaglia di Montaperti del 1260 passò definitivamente sotto Siena. Ma l’episodio più romantico della sua storia è successivo: nel 1555, dopo la caduta di Siena sotto l’assedio spagnolo, i ghibellini senesi si rifugiarono a Montalcino e vi mantennero una Repubblica di Siena in Montalcino per quattro anni, ultimo baluardo della libertà senese.

 

Cosa vedere a Montalcino: il centro storico

 

La Fortezza di Montalcino

La prima cosa che si vede arrivando a Montalcino è la Rocca e una volta dentro le mura si capisce perché la Fortezza sia rimasta intatta dai tempi medievali: è costruita in modo talmente solido e intelligente che ha resistito a secoli senza necessità di interventi strutturali. Risalente al XIV secolo ha cinque torri, un camminamento di ronda percorribile tutto intorno e una vista che è una delle più belle dell’intera Toscana: la Val d’Orcia, le Crete Senesi, il Monte Amiata, le vigne del Brunello a perdita d’occhio.

All’interno della Fortezza si trova l’Enoteca della Fortezza: il posto migliore in assoluto per fare una prima degustazione di Brunello con un calice affacciato sulle mura. Non è un’enoteca qualsiasi — è una delle selezioni più complete di Brunello e Rosso di Montalcino dell’intero borgo. Lo stesso spazio ospita anche mostre culturali ed eventi, soprattutto in estate. Uno dei segreti di Montalcino: la Fortezza è particolarmente bella all’imbrunire, quando la luce radente colora di rosso e arancio tutta la valle sottostante.

 

Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra

Nel centro storico, in Via Ricasoli, si trova il Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra ospitato in Palazzo Pieri. È un museo piccolo e meno frequentato di quanto meriti: custodisce opere di livello straordinario, tra cui dipinti di Sano di Pietro, Ambrogio Lorenzetti e Luca di Tommè manoscritti miniati, tavole policrome senesi e un crocifisso bronzeo del Giambologna. Per chi ama l’arte medievale e rinascimentale senese è una tappa da non perdere, e di solito si visita senza fila e in relativa solitudine, che non guasta mai.

 

Piazza del Popolo, Palazzo dei Priori e le chiese

Il cuore del borgo è Piazza del Popolo con il Palazzo dei Priori e la sua torre campanaria. Il palazzo ha una storia comunale lunga e complessa, e la piazza è il luogo di ritrovo dei montalcinesi — con i tavolini del Caffè Fiaschetteria Italiana del 1888, uno dei più storici della Toscana, dove fermarsi per un calice di vino nel tardo pomeriggio è quasi un obbligo. La Cattedrale del Santissimo Salvatore in stile neoclassico ottocentesco ma su fondamenta antiche, e la Chiesa di Sant’Egidio — quattrocentesca, detta “la chiesa dei senesi” per il suo carattere gotico raffinato — completano il giro del centro storico. Camminare per i vicoli di Montalcino è di per sé una delle esperienze più piacevoli: il borgo è piccolo, non c’è molto traffico, le botteghe artigiane sono ancora quelle di sempre.

 

L’Abbazia di Sant’Antimo

A circa 10 km dal centro di Montalcino nella frazione di Castelnuovo dell’Abate, si trova uno dei monumenti più belli e più emozionanti di tutta la Toscana: l’Abbazia di Sant’Antimo. Risalente al XII secolo, è considerata uno dei massimi esempi di architettura romanica italiana, con le sue colonne in onice alabastrino che cambiano colore con il variare della luce durante la giornata — un effetto che la mattina e nel tardo pomeriggio diventa quasi irreale.

L’abbazia è abitata dai monaci benedettini olivetani che ne hanno curato il restauro. Se si ha la fortuna di capitarci durante la Messa — solitamente alle 9:00 la mattina e alle 18:00 la sera, verificare gli orari sul sito ufficiale — si ascoltano i canti gregoriani intonati dai monaci nella navata in pietra. L’acustica dell’abbazia amplifica e trasforma quei canti in qualcosa di difficile da descrivere. È uno di quei momenti di viaggio che rimangono. L’ingresso è gratuito, si accetta una donazione. L’abbazia sorge immersa negli ulivi e nei vigneti della Val d’Orcia: il paesaggio intorno fa parte dell’esperienza tanto quanto l’edificio stesso.

 

Il Brunello di Montalcino: il vino più famoso d’Italia

La storia del Brunello di Montalcino inizia nella metà dell’Ottocento quando il farmacista Clemente Santi sperimentò la produzione di un vino rosso puro da uve Sangiovese Grosso — il Brunello — in una zona fino ad allora dedicata quasi esclusivamente al vino bianco. Fu suo nipote Ferruccio Biondi Santi a perfezionare il metodo e a portarlo alla notorietà internazionale, al punto da essere considerato il “padre del Brunello”. Il vino ottenne la DOC nel 1966 e la DOCG nel 1980: fu tra le prime quattro DOCG italiane.

Il Brunello di Montalcino deve essere invecchiato almeno 5 anni prima di essere messo in commercio (7 per la Riserva), il che ne spiega in parte il prezzo. È un vino potente e longevo, capace di migliorare per decenni in bottiglia. Il Rosso di Montalcino DOC è il fratello minore: stesse uve, invecchiamento molto più breve (1 anno), carattere più immediato e prezzo più accessibile. Un ottimo modo per avvicinarsi al territorio senza necessariamente aprire una bottiglia da tre cifre.

 

Le cantine di Montalcino: come visitarle

Nel territorio di Montalcino ci sono oltre 250 cantine tutte visitabili su prenotazione. Non è necessario avere una lista di nomi noti: molte piccole aziende agricole offrono esperienze di visita e degustazione di livello altissimo, spesso con vista diretta sui vigneti e un’attenzione personale impossibile da trovare nelle strutture più grandi.

Per chi vuole orientarsi tra i nomi più noti del Brunello, alcune cantine storiche e di riferimento: Biondi Santi (la cantina fondatrice, ora di proprietà francese), Banfi (grande struttura con museo del vino), Ciacci Piccolomini d’Aragona (piccola, famigliare, ottima), Col d’Orcia Altesino Poggio Antico. La prenotazione si effettua direttamente sui siti delle cantine o tramite la piattaforma Winedering.

Un’alternativa eccellente per chi è in centro storico: le enoteche del borgo in particolare l’Enoteca della Fortezza e alcune botteghe di Via Mazzini, propongono degustazioni guidate senza bisogno di raggiungere le cantine in campagna.

 

Dove mangiare a Montalcino

La cucina di Montalcino è quella della Toscana rurale senese, con qualche tocco legato alla tradizione locale. I pici al cinghiale o al ragù di lepre sono il primo piatto più frequente. I crostini con la fegatina o con la lepre accompagnano quasi sempre l’inizio di un pasto. Il miele di Montalcino — Miele della Val d’Orcia IGP — è tra i più pregiati d’Italia, e si trova in quasi tutti i negozi del borgo.

Per mangiare bene senza spendere cifre da enoteca di lusso, il Grappolo Blu è il riferimento classico: cucina tradizionale, ambiente familiare, ottimo rapporto qualità-prezzo. L’Osteria di Porta al Cassero è un’altra scelta affidabile nel centro storico. Il Caffè Fiaschetteria Italiana aperto dal 1888 in Piazza del Popolo è il posto giusto per l’aperitivo con un calice di Rosso di Montalcino e qualche crostino, prima o dopo la visita alla Fortezza. Il Brunello vero lo si beve in cantina o all’Enoteca della Fortezza, dove la selezione è la più ampia del borgo.

 

Gli eventi: Sagra del Tordo e Benvenuto Brunello

Il calendario di Montalcino è scandito da due appuntamenti principali. La Sagra del Tordo che si tiene ogni anno nella quarta domenica di ottobre è una rievocazione storica medievale con le quattro contrade del borgo in competizione in un torneo di tiro con la balestra, cortei in costume e una grande festa gastronomica. È uno degli eventi più sentiti dell’intera zona senese, con un’autenticità comunitaria che ricorda molto più il Palio di Siena di quanto si pensi. Si mangia il tordo (il volatile, non il pesce) e si beve Brunello in abbondanza.

Benvenuto Brunello è invece l’evento annuale di presentazione dell’annata del Brunello più recente: si tiene in genere a febbraio e attira sommelier, giornalisti e appassionati di vino da tutto il mondo. Un’altra iniziativa estiva è il Jazz & Wine of Peace festival musicale che porta ogni anno artisti jazz internazionali nelle cantine e nelle piazze del borgo.

 

Come arrivare a Montalcino e i dintorni

In auto da Siena: circa 40 km via SS2 (Cassia), circa 40-45 minuti. È la strada più panoramica.

In auto da Firenze: circa 120 km, circa 1h30 via A1 fino a Valdichiana, poi SR 478.

In bus: Tiemme/Autolinee Toscane collega Siena a Montalcino con corse giornaliere (circa 1h15). Verificare orari su at-bus.it.

Senza auto: la stazione ferroviaria più vicina è Buonconvento sulla linea Siena-Grosseto; da lì bus locale o taxi.

I dintorni più belli: Abbazia di Sant’Antimo (10 km, da non perdere), Bagno Vignoni (25 km, la piazza-vasca medicea), Pienza (23 km, la città ideale rinascimentale), San Quirico d’Orcia (18 km, Horti Leonini). Tutta la Val d’Orcia è raggiungibile in giornata con base a Montalcino.

 

Montalcino: un borgo che vale il viaggio

Montalcino è uno di quei borghi dove è difficile stabilire cosa sia più bello: il vino, il paesaggio o il centro storico. La risposta più onesta è che sono inseparabili. I vigneti del Brunello si vedono dalla Fortezza. L’Abbazia di Sant’Antimo sorge in mezzo alle vigne. La Val d’Orcia UNESCO abbraccia tutto. E nel mezzo di questo paesaggio, un borgo medievale quasi intatto dove si può passare una mattina tra chiese, musei e vicoli, un pomeriggio in una cantina tra i filari, una sera con un calice di Rosso sul camminamento della Rocca al tramonto.

Per cosa vedere a Montalcino in un giorno solo: Fortezza + Enoteca, Museo Civico, Piazza del Popolo con aperitivo alla Fiaschetteria, pranzo al Grappolo Blu e nel pomeriggio l’Abbazia di Sant’Antimo. Per chi resta due giorni: aggiungere una visita in cantina con degustazione guidata tra i vigneti.

Su toscanashopping.it trovi le guide ai borghi, alle cantine e alle esperienze più belle di tutta la Toscana.

 

Domande frequenti su Montalcino

 

Dove si trova Montalcino e come si arriva?

Montalcino si trova in provincia di Siena nella Val d’Orcia, a circa 40 km a sud di Siena e 120 km da Firenze. In auto da Siena si impiegano circa 40-45 minuti via SS2 Cassia, da Firenze circa 1h30 via A1. In bus le Autolinee Toscane collegano Siena a Montalcino in circa 1h15. Non ha stazione ferroviaria: la più vicina è Buonconvento (linea Siena-Grosseto), da cui si prende un bus locale o taxi. L’auto è il mezzo più comodo per raggiungere Montalcino e per visitare le cantine e l’Abbazia di Sant’Antimo.

 

Qual è la differenza tra Brunello e Rosso di Montalcino?

Entrambi sono prodotti con uve Sangiovese Grosso (Brunello) coltivate nel territorio di Montalcino, ma con caratteristiche molto diverse. Il Brunello di Montalcino DOCG è il vino di punta: deve invecchiare almeno 5 anni prima della commercializzazione (7 per la Riserva), ha struttura imponente e longevità decennale. Il Rosso di Montalcino DOC usa le stesse uve ma con invecchiamento molto più breve (circa 1 anno), ha carattere più fresco e immediato ed è molto più accessibile come prezzo. È un ottimo modo per avvicinarsi al territorio senza necessariamente acquistare una bottiglia di Brunello.

 

L’Abbazia di Sant’Antimo si può visitare liberamente?

Sì, l’Abbazia di Sant’Antimo si visita a ingresso gratuito (si accettano donazioni). È abitata dai monaci benedettini olivetani e rimane aperta ogni giorno. È possibile assistere alle Messe, durante le quali i monaci intonano i canti gregoriani: di solito alle 9:00 di mattina e alle 18:00 (orari da verificare sul sito ufficiale prima della visita). Assistere al canto gregoriano nell’acustica della navata romanica è una delle esperienze più intense che la Toscana possa offrire. Si trova a circa 10 km da Montalcino nel territorio di Castelnuovo dell’Abate.

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