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Street food Firenze: cosa mangiare e dove

Firenze è una delle capitali mondiali dell’arte. Ed è, a modo suo, anche una capitale mondiale del cibo di strada. Non nel senso dei food truck instagrammabili, delle fusion cuisine o dei mercatini gourmet che fanno tendenza. Il street food di Firenze è qualcosa di più antico e più radicato: una fila davanti a un furgoncino che profuma di brodo di carne, un panino col sugo che cola e una spolverata di pepe, un bicchiere di vino rosso che accompagna il tutto. E soprattutto: prezzi che non superano quasi mai i cinque euro.

I piatti tipici di Firenze da mangiare per strada sono pochi, identificatissimi e praticamente immutati da secoli: il lampredotto, la trippa alla fiorentina, la schiacciata, i coccoli fritti e la cecina. In questa guida trovi tutto su cosa mangiare a Firenze quando non si vuole sedersi al tavolo di un ristorante, con i migliori indirizzi e qualche consiglio pratico.

 

Il lampredotto: il re dello street food fiorentino

Se c’è un’identità gastronomica che Firenze non condivide con nessun’altra città italiana, è il lampredotto. È il piatto da street food fiorentino per eccellenza, il cibo che i turisti all’inizio guardano con sospetto e poi tornano a comprare due volte al giorno. Tecnicamente è l’abomaso, il quarto stomaco dei bovini, fatto di due parti: la gala (più magra) e la spannocchia (più grassa). Viene bollito a lungo con acqua, pomodoro, cipolla, sedano e prezzemolo, poi tagliato a pezzetti e messo nel panino.

Il segreto che lo rende memorabile è il modo di servirlo: la parte superiore del panino viene bagnata nel brodo di cottura prima di chiuderlo. Il risultato è qualcosa che si disfa in bocca con tutto il sapore della cottura. Si ordina “con tutto”: sale, pepe e salsa verde (prezzemolo, acciughe, capperi, aglio, aceto e limone). Il nome viene, per ironia, dalla lampreda, un pesce d’acqua dolce che i nobili del Medioevo mangiavano in piatti elaboratissimi. I poveri che non potevano permettersi la lampreda chiamarono le loro frattaglie con lo stesso nome: un’ironia che ha attraversato i secoli e oggi si trova stampata su decine di furgoncini in centro. Le prime botteghe di lampredottai sono documentate a Firenze almeno dal XV secolo.

Il panino costa mediamente tra 3 e 5 euro. Con un bicchiere di vino rosso della casa non si superano i 5-6 euro. È il pranzo più economico e più autentico che la città offra.

 

La trippa alla fiorentina

Spesso in coppia con il lampredotto nei menu dei chioschi, la trippa alla fiorentina è l’altro grande piatto tipico di Firenze da mangiare per strada. Si tratta di interiora dello stomaco bovino (diverse parti rispetto al lampredotto), preparate con un soffritto di cipolla, carota, sedano, prezzemolo e aglio, poi cotte a fuoco lento con pomodori pelati fino a che tutta l’acqua si ritira. Si serve calda con una generosa spolverata di parmigiano grattugiato e un filo d’olio extravergine. Può essere mangiata nel piatto o come panino.

Una variante meno conosciuta ma ugualmente buona è la francesina: il bollito di carne ripassato in padella con cipolla e pomodoro. Si trova soprattutto al Mercato di Sant’Ambrogio, dove qualche banco la propone come alternativa alla trippa classica. Il consiglio per chi non è sicuro di apprezzare le frattaglie: cominciare dalla trippa, il sapore è più delicato rispetto al lampredotto, e capire poi se si vuole avanzare.

 

La schiacciata toscana e l’Antico Vinaio

Non tutte le grandi storie dello street food fiorentino riguardano le frattaglie. La schiacciata toscana è un tipo di focaccia croccante fuori e morbida dentro, cotta direttamente su superfici refrattarie ad alte temperature senza teglia, condita con abbondante olio extravergine e sale grosso. La si mangia semplice o farcita con salumi toscani, formaggi, sottaceti, verdure grigliate. È diversa dalla focaccia ligure, più compatta e dal sapore più intenso. Si trova in qualsiasi forno della città.

Il posto che ha trasformato la schiacciata farcita in un fenomeno globale è All’Antico Vinaio in Via dei Neri, dietro Piazza della Signoria. Aperto nel 1991, è oggi uno degli indirizzi gastronomici più noti d’Italia con presenze a New York, Milano e altre città. La fila fuori dalla porta è normale, il servizio è veloce, le combinazioni di farce proposte sono molte. Non è l’unico posto: I’ Fratellini esiste dal 1875 nei vicoli dietro Palazzo Vecchio ed è il posto preferito da chi vuole la schiacciata senza la folla da social media. E Forno Becagli in Borgo Ognissanti è un forno di quartiere che sforna schiacciate fragranti ogni mattina.

Una menzione speciale merita la schiacciata alla fiorentina, la versione dolce: una torta bassa e soffice profumata all’arancia, ricoperta di zucchero a velo con il giglio di Firenze disegnato in cacao. Tradizionalmente è il dolce del Carnevale, ma si trova tutto l’anno nelle pasticcerie. Artusi la citava già nell’Ottocento.

 

I coccoli fritti e la cecina

Tra i piatti tipici di Firenze meno conosciuti ai visitatori ci sono i coccoli: palline di pasta lievitata fritte nell’olio, servite caldissime con salumi toscani (finocchiona, prosciutto, salame) e formaggio, spesso stracchino o pecorino. Sono semplici, economici e difficili da smettere di mangiare. Si trovano nelle friggitorie del centro storico, la più famosa delle quali è l’Antica Friggitoria in Via dell’Albero, a due passi dalla Stazione di Santa Maria Novella. Oltre ai coccoli serve anche arancini, bomboloni, frittelle, ficattole e calzoni fritti.

La cecina (chiamata anche farinata di ceci in altre parti d’Italia) è un’altra protagonista del cibo di strada a Firenze meno nota ma apprezzatissima: una focaccia sottile a base di farina di ceci, olio e acqua, cotta nel forno. Ha un sapore delicato e leggermente nocciolato, e si sposa bene con stracchino, ricotta o gorgonzola. È una delle pochissime opzioni del street food fiorentino storico adatte anche ai vegetariani.

 

I mercati: Centrale di San Lorenzo e Sant’Ambrogio

I due mercati storici di Firenze sono le destinazioni ideali per chi vuole mangiare bene, spendere poco e capire come mangia davvero la città.

Il Mercato Centrale di San Lorenzo si trova in Piazza San Lorenzo, nell’edificio in ghisa progettato da Giuseppe Mengoni nel 1874. Al piano terra: produttori di frutta, verdura, carne, pesce, formaggi e salumi. Al primo piano (riqualificato nel 2014): una serie di banchi gastronomici dove si trova di tutto, dal lampredotto al tartufo, dall’hamburger di Chianina al bollito di Nerbone. Nerbone al piano terra è il banco storico più amato: lampredotto, trippa, bollito, zuppe a prezzi fissi intorno ai 3-4 euro. Chiuso la domenica. C’è sempre la fila ma scorre velocemente.

Il Mercato di Sant’Ambrogio in Piazza Lorenzo Ghiberti (progettato dallo stesso Mengoni nel 1873) è il mercato dei fiorentini: più autentico, meno turistico, frequentato da chi ci abita e da chi lavora nel quartiere. I banchi esterni sotto le tettoie propongono lampredotto, francesina, trippa, coccoli, polenta fritta e molto altro. La Tripperia Pollini di Sergio e Pier Paolo, gestita di padre in figlio, è qui da decenni ed è considerata una delle più affidabili della città.

 

I migliori lampredottai di Firenze

Antico Trippaio in Piazza dei Cimatori (a pochi metri da Piazza della Signoria): il più antico della città, oltre 80 anni di attività. Lo frequentava Leonardo Pieraccioni. La tradizione è passata di zio in nipote.

Trippaio del Porcellino in Piazza del Mercato Nuovo: storico chioschetto nel cuore del centro, vicino alla fontana del Porcellino.

I’ Trippaio di Firenze (Marco Bolognesi) in Via Vincenzo Gioberti 133r: famoso per il “bollito erotico” (lingua, poppa e matrice di mucca insieme). Ha anche un locale fisso in Via Ugo Foscolo 5/R.

Il Kiosko Easy Living (Eredi Nigro) in Piazza Giuseppe Poggi, tra le Rampe e l’Arno: il posto migliore per il lampredotto al tramonto, con vista sul lungarno. Oltre alle frattaglie serve anche burger di Chianina e aperitivo.

Tripperia Pollini al Mercato di Sant’Ambrogio: bancarella familiare di Sergio e Pier Paolo, lampredotto e stracotto di guancia. Aperta fino all’ora dell’aperitivo.

 

Dolci e gelato: la Firenze che chiude in bellezza

Firenze ha un suo modo di chiudere un pasto per strada. Il gelato artigianale è quasi un dovere: la tradizione vuole che il gelato italiano moderno sia stato inventato a Firenze nel XVI secolo da Bernardo Buontalenti per la corte dei Medici. Vera o no questa storia, le gelaterie di qualità in città sono molte. I crostini di fegato e le paste di mandorle nel pomeriggio, la schiacciata alla fiorentina come dolce, il cantuccio con il vin santo dopo cena: ogni momento ha il suo dolce.

E se non hai ancora mangiato lampredotto e trippa, la schiacciata dolce al bar la mattina è comunque un ottimo punto di partenza.

 

Consigli pratici

Quanto si spende: un panino con lampredotto o trippa costa tra 3 e 5 euro. Con un bicchiere di vino si arriva a 5-6. La schiacciata farcita all’Antico Vinaio vale circa 5-8 euro. I coccoli in friggitoria da 2 euro in su. È possibile mangiare benissimo con meno di 10 euro.

Orari: i lampredottai lavorano principalmente a pranzo (12:00-15:00). Alcuni restano aperti fino all’ora dell’aperitivo. I forni per la schiacciata aprono la mattina presto. I mercati si svuotano nel pomeriggio.

Come si ordina il lampredotto: dici semplicemente “un panino con tutto” se vuoi sale, pepe e salsa verde (il modo classico). Se vuoi solo il verde o solo il sale dillo esplicitamente. Non è necessario nient’altro.

 

Street food a Firenze: la città si mangia per strada

Lo street food di Firenze è l’esatto opposto del turismo gastronomico instagrammabile. Non ha hashtag facili, non è fotogenico come un piatto di pasta al tartufo, e il lampredotto al primo impatto non incontra tutti. Ma è autentico come poche cose in Italia: è quello che i fiorentini mangiano da secoli, quello che si vende nei mercati popolari, quello che costa tre euro e vale un’esperienza.

Chi va a Firenze per la prima volta puø permettersi di non amare subito il lampredotto. Ma chi ci ritorna, di solito, prima o poi ci fa i conti. E quasi sempre finisce col farlo diventare una tappa fissa di ogni visita.

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Hai già provato il lampredotto o la trippa a Firenze? Dici nei commenti il tuo lampredottaio preferito o cosa mangeresti per prima.

 

Domande frequenti sullo street food di Firenze

 

Cos’è il lampredotto e com’è fatto?

Il lampredotto è il quarto stomaco dei bovini (l’abomaso), composto da due parti: la gala (più magra) e la spannocchia (più grassa). Viene bollito per ore in acqua con pomodoro, cipolla, sedano e prezzemolo, poi tagliato a pezzetti e servito nel panino. La parte superiore del panino viene bagnata nel brodo di cottura. Si condisce con sale, pepe e salsa verde a base di prezzemolo, acciughe e capperi. È il piatto tipico di Firenze per eccellenza, documentato dalle botteghe dei lampredottai almeno dal XV secolo. Oggi si trova nei furgoncini e chioschetti distribuiti in tutto il centro storico. Il prezzo medio è tra 3 e 5 euro.

 

Dove si mangia la schiacciata migliore a Firenze?

La schiacciata fiorentina si trova in quasi tutti i forni della città. I posti più noti per la schiacciata farcita sono: All’Antico Vinaio in Via dei Neri (il più famoso, con fila garantita ma servizio veloce; ha aperto locali in tutto il mondo); I’ Fratellini dal 1875 nei vicoli vicino a Palazzo Vecchio; Forno Becagli in Borgo Ognissanti. Per la schiacciata semplice o con pochi ingredienti, qualsiasi forno artigianale del centro va benissimo. La schiacciata alla fiorentina (la versione dolce all’arancia con il giglio in cacao) si trova nelle pasticcerie.

 

Quanto costa mangiare street food a Firenze?

Lo street food a Firenze è tra le esperienze gastronomiche più economiche della città. Un panino con lampredotto o trippa costa tra 3 e 5 euro. Con un bicchiere di vino rosso della casa non si superano i 6 euro. Una schiacciata farcita all’Antico Vinaio è intorno ai 5-8 euro. I coccoli fritti in friggitoria partono da circa 2 euro. Il Mercato Centrale di San Lorenzo (Nerbone al piano terra) ha prezzi simili ai chioschetti esterni: circa 3,50 euro per un panino. È possibile fare una pausa pranzo completa con meno di 10 euro.

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