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Chiesa Ognissanti Firenze: opere e cosa vedere

Firenze ha troppi musei. O per lo meno, ha così tanti luoghi d’arte straordinari che è inevitabile perdersene qualcuno. La chiesa di Ognissanti è esattamente uno di questi: una chiesa che la maggior parte dei visitatori non mette nell’itinerario e che invece ospita tre capolavori assoluti della storia dell’arte — un Giotto, un Botticelli, un Ghirlandaio — più un quarto capolavoro nascosto in un refettorio adiacente. E la tomba di Botticelli. E il ritratto di Amerigo Vespucci. Il tutto a ingresso gratuito.

La chiesa di Ognissanti Firenze porta il nome completo di chiesa di San Salvatore in Ognissanti e si trova in Borgo Ognissanti, a pochi minuti da Piazza Goldoni e dal Lungarno. Non è la chiesa più grande né la più famosa della città. Ma per chi ama l’arte del Rinascimento e non vuole trovare code all’ingresso, è difficile trovare di meglio. In questa guida trovi tutto: le opere principali da non perdere, la storia, il Cenacolo e le informazioni pratiche.

 

La chiesa più trascurata di Firenze

Bisogna fare un piccolo sforzo di volontà per entrare a Ognissanti. Non è sulla strada di nessuna delle attrazioni più celebrate — non si trova vicino al Duomo, agli Uffizi o a Palazzo Vecchio. Si trova invece in uno dei tratti più belli del Lungarno fiorentino, in Borgo Ognissanti, una strada che un tempo era il cuore dell’industria laniera della città e che oggi è una delle più eleganti del quartiere. Passarci davanti senza guardare è facile. Entrarci richiede una certa intenzione.

Chi lo fa, però, trova qualcosa di raro a Firenze: una chiesa che non è ancora diventata un museo a pagamento, che mantiene la funzione religiosa intatta, e che nei suoi affreschi racconta storie dense di storia, di politica, di famiglia e di piccole rivalità tra artisti. Una di queste storie è nascosta letteralmente dentro un affresco, e quasi nessuno la conosce.

 

La storia: dagli Umiliati ai Francescani

La chiesa di Ognissanti fu fondata intorno alla metà del XIII secolo dall’ordine degli Umiliati, un movimento religioso lombardo che si era diffuso nel nord Italia come risposta alla corruzione della Chiesa. Gli Umiliati si stabilirono nell’area del Prato d’Ognissanti — un prato fuori dalle mura medievali di Firenze — e portarono con sé le tecniche di lavorazione della lana, contribuendo in modo significativo allo sviluppo dell’industria tessile cittadina. Intorno alla chiesa si sviluppò un quartiere di artigiani e mercanti, tra cui la famiglia Vespucci, che avrebbe lasciato un’impronta profonda sulla storia dell’istituzione.

Nel XVI secolo, con il progressivo declino dell’industria della lana a favore della seta, anche gli Umiliati cominciarono a perdere influenza. Nel 1571 l’ordine venne soppresso per decreto di Cosimo I, in seguito ai contrasti avuti in Lombardia con Carlo Borromeo. Al loro posto subentrarono i Francescani Minori Osservanti che ristrutturarono la chiesa in stile barocco nel 1582 e le diedero l’intitolazione attuale a San Salvatore in Ognissanti. La facciata barocca che si vede oggi risale al XVII secolo. All’interno, però, gli affreschi quattrocenteschi sopravvissero e sono ancora lì.

 

Chiesa Ognissanti Firenze opere da non perdere

La chiesa di Ognissanti è a navata unica. Le opere più importanti sono distribuite lungo la navata e nel transetto, più il refettorio adiacente che ospita il grande Cenacolo.

 

Il Crocifisso di Giotto

Nel transetto sinistro della chiesa si trova uno degli oggetti più preziosi che ospita: il Crocifisso di Giotto datato intorno al 1315. Per lungo tempo fu attribuito a un collaboratore o a un parente del maestro, ma gli studi più recenti lo hanno restituito senza dubbio a Giotto di Bondone. È un’opera dall’intensa spiritualità, con la figura del Cristo resa con un naturalismo e una forza emotiva che anticipano il Rinascimento di un secolo. Chi arriva a Ognissanti senza aspettarsi nulla e si trova davanti a questo Crocifisso fa quasi sempre la stessa faccia: quella di chi ha trovato qualcosa che non si aspettava.

 

Il Sant’Agostino di Botticelli e il messaggio nascosto

Al centro della navata, staccati dalla posizione originale e messi in pendant, si trovano i due affreschi più celebri della chiesa di Ognissanti Firenze. A destra c’è il Sant’Agostino nello studio dipinto da Sandro Botticelli nel 1480. La figura del Santo è ritratta in un momento di intensa concentrazione intellettuale: sul tavolo libri aperti, strumenti scientifici, una luce che piove dall’alto. È uno degli affreschi più vivi del Quattrocento fiorentino. Ma la cosa più straordinaria non è l’opera in sé: è quello che Botticelli ha nascosto nel grande libro di geometria alle spalle della figura. In mezzo ai fregi ornamentali che simulano la scrittura, due righe contrassegnate da una crocetta riportano una frase vera: “Dov’è Fra Martino? È scappato. E dov’è andato? È fuor dalla Porta al Prato”. Una burla rivolta a un frate notoriamente assente, che un visitatore del Quattrocento avrebbe riconosciuto tra le risate. Botticelli aveva la casa e la bottega a pochi passi da qui, in Via del Porcellana.

 

Il San Girolamo di Ghirlandaio

Di fronte al Sant’Agostino del Botticelli si trova il San Girolamo nello studio dipinto da Domenico Ghirlandaio nello stesso anno, 1480, come pendant dell’opera botticelliana. Era una commissione della famiglia Vespucci: due affreschi speculari nel soggetto — un Santo dotto nel suo studio — ma molto diversi nell’esecuzione. Il Ghirlandaio dipinge con precisione descrittiva, riempie gli scaffali di oggetti curiosi e variamente colorati, costruisce una scena ordinata e quasi gotica. Il Botticelli è più intenso, più drammatico, con una tensione emotiva che la critica ha sempre preferito. Il confronto diretto tra i due affreschi, appeso alle pareti opposte della stessa navata, è un’occasione eccezionale per capire la differenza di temperamento tra i due grandi maestri.

 

La Cappella dei Vespucci e il ritratto di Amerigo

Al secondo altare della navata destra si trova la Cappella dei Vespucci: la cappella di famiglia del casato che più di ogni altro ha legato il suo nome a questa chiesa. È decorata con due affreschi di Ghirlandaio degli anni 1471-1472: una Pietà (o Deposizione) e la Madonna della Misericordia. In quest’ultima la Vergine apre il suo manto per accogliere sotto di sé i membri della famiglia Vespucci. Il bambino sulla sinistra della Madonna è identificato dalla tradizione con Amerigo Vespucci il navigatore che diede il nome all’America dopo aver capito — prima di tutti — che le terre scoperte da Colombo erano un continente nuovo e non le Indie. La figura con il cappello bianco è il suo parente Simone Vespucci, filantropo che fondò l’Ospedale di San Giovanni di Dio.

 

Il Cenacolo di Ghirlandaio nel refettorio

Adiacente alla chiesa di Ognissanti si trova il refettorio del convento, accessibile separatamente e con orari propri. Sulle pareti del refettorio, una sala di circa 32 metri di lunghezza, Ghirlandaio dipinse nel 1480 un grande Cenacolo — un’Ultima Cena — che è uno dei più belli di Firenze insieme a quelli di Ghirlandaio in San Marco (perduto) e del Perugino in Fuligno. L’ambientazione scelta dall’artista è un loggiato prospettico che sfrutta le dimensioni reali della sala per creare un’illusione di profondità, con un giardino visibile oltre le mura di fondo. Gli elementi naturalistici e simbolici danno alla scena un senso di quotidianità e armonia che la distingue dai cenacoli più drammatici del Rinascimento. L’affresco fu staccato e restaurato dopo l’alluvione del 1966.

 

La tomba di Botticelli e il legame con la chiesa

C’è qualcosa di profondamente commovente nel fatto che Sandro Botticelli è sepolto nella chiesa di Ognissanti Firenze. L’artista che ha dipinto la Primavera e la Nascita di Venere — forse le due immagini più note di tutto il Rinascimento italiano — riposa in questa chiesa di quartiere, accanto alla cappella dei suoi mecenati. Botticelli aveva la bottega e la casa in via del Porcellana, a pochi passi. La chiesa era il suo luogo di culto, il luogo dove aveva lavorato, il luogo dove aveva costruito relazioni con le famiglie del quartiere. La sua tomba, nel pavimento della navata destra, porta una semplice lapide. È uno di quei dettagli di Firenze che, una volta scoperti, rendono la città un posto completamente diverso.

 

Come arrivare e informazioni pratiche

La chiesa di Ognissanti Firenze si trova in Borgo Ognissanti 42, nel quartiere di Santa Maria Novella, a circa 10 minuti a piedi dalla Stazione di Santa Maria Novella e a pochi minuti dal Lungarno Amerigo Vespucci. L’ingresso è gratuito. La chiesa è aperta tutti i giorni ma con orari variabili: si consiglia di verificare sul sito della parrocchia prima della visita, in quanto gli orari possono cambiare in occasione di funzioni religiose. Il refettorio con il Cenacolo ha orari di apertura ridotti e separati dalla chiesa (tipicamente la mattina, dal lunedì al sabato). Vale la pena pianificare la visita in modo da poterli vedere entrambi.

 

Ognissanti: un’ora ben spesa

La chiesa di Ognissanti Firenze non è per tutti. Non nel senso che sia difficile o accessibile solo agli esperti, anzi — è gratuita, facile da raggiungere e non richiede prenotazione. Non è per tutti nel senso che chi la visita deve avere la curiosità di uscire dall’itinerario standard e avventurarsi in una chiesa che non troverà mai sulle mappe dei principali punti d’interesse. Ma chi lo fa trova qualcosa di unico.

Giotto, Botticelli, Ghirlandaio, la famiglia Vespucci, Amerigo che guarda da quel manto della Madonna da oltre cinque secoli, il messaggio segreto del frate assenteista nascosto in un libro dipinto. E la tomba di Botticelli, silenziosa e quasi invisibile sul pavimento della navata. In un’ora si vede tutto. E si esce con la sensazione di aver scoperto qualcosa che pochi conoscono.

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Sei già stato alla chiesa di Ognissanti? Dici nei commenti l’opera che ti ha colpito di più — o chiedici consigli su come abbinarla ad altri luoghi d’arte del quartiere.

 

Domande frequenti sulla chiesa di Ognissanti

 

Botticelli è davvero sepolto nella chiesa di Ognissanti?

Sì. La tomba di Sandro Botticelli si trova nel pavimento della navata destra della chiesa di Ognissanti Firenze. Il pittore abitava e lavorava a pochi passi dalla chiesa, in Via del Porcellana, una traversa di Borgo Ognissanti. La chiesa era il suo luogo di culto e il luogo dove aveva lavorato su commissione della famiglia Vespucci. La lapide tombale nel pavimento è semplice, quasi discreta, e spesso passa inosservata ai visitatori che non la cercano attivamente.

 

Amerigo Vespucci è ritratto in un affresco di Ognissanti?

Sì. Nella Cappella dei Vespucci, al secondo altare della navata destra, si trova la Madonna della Misericordia dipinta dal Ghirlandaio intorno al 1471-1472. La Vergine apre il mantello per accogliere i membri della famiglia Vespucci. Il bambino raffigurato alla sinistra della Madonna è identificato tradizionalmente con Amerigo Vespucci il navigatore fiorentino che diede il nome all’America. Accanto a lui, con il cappello bianco, si trova Simone Vespucci, suo parente e benefattore.

 

Qual è il messaggio nascosto nell’affresco di Botticelli?

Nell’affresco Sant’Agostino nello studio dipinto da Botticelli nel 1480 (oggi al centro della navata della chiesa di Ognissanti Firenze), il pittore ha nascosto un messaggio nel libro di geometria raffigurato alle spalle della figura del Santo. Tra i fregi ornamentali che simulano la scrittura, due righe contrassegnate da una crocetta riportano: “Dov’è Fra Martino? È scappato. E dov’è andato? È fuor dalla Porta al Prato”. Si tratta di una burla rivolta a un frate dell’ordine notoriamente assente, probabilmente nota e apprezzata dai contemporanei.

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