Museo Nazionale di San Matteo Pisa: guida alla visita
Chi arriva a Pisa pensa alla Torre Pendente, al Duomo, al Battistero. E poi, al massimo, a un giro nel centro storico prima di ripartire. Il Museo Nazionale di San Matteo rimane fuori dall’itinerario di quasi tutti, e è un errore che vale la pena non ripetere. Questo museo ospita alcune delle opere medievali e rinascimentali più importanti d’Italia: il Polittico di Simone Martini, il San Paolo di Masaccio, il celebre busto reliquiario di Donatello in bronzo. Più di 200 dipinti, sculture, ceramiche e codici miniati che coprono otto secoli di storia dell’arte.
Eppure il Museo di San Matteo Pisa è quasi sconosciuto rispetto all’importanza delle opere che contiene. Chi lo frequenta davvero — storici dell’arte, studiosi di arte medievale, visitatori che si fermano dopo il Campo dei Miracoli — raramente se ne pente. In questa guida trovi tutto: cosa vedere nelle collezioni principali, gli orari del Museo Nazionale di San Matteo e i prezzi dei biglietti aggiornati.
Il museo più importante che non conosci
La definizione non è un’iperbole. Il Museo Nazionale di San Matteo è considerato da diversi storici dell’arte uno dei più importanti musei di arte medievale al mondo per densità e qualità delle opere. La raccolta di pittura medievale pisana — Croci dipinte, icone bizantine, polittici — non ha equivalenti in nessun’altra raccolta italiana. La sezione scultura conta capolavori di Nicola Pisano e Donatello. Quella di ceramiche medievali è una delle più ricche in Europa.
Il paradosso è che questa concentrazione di eccellenza assoluta è ospitata in un ex convento benedettino sul Lungarno Mediceo, con una facciata neoclassica sobria che non lascia intuire nulla di quello che si trova dentro. Chi passa di lì non si ferma. Chi si ferma, rimane.
La storia: dal monastero al carcere, fino al museo
L’edificio che ospita il museo era in origine il monastero benedettino femminile di San Matteo in Soarta, documentato dall’XI secolo. Una struttura claustrare tardo-medievale in laterizio, con chiostro a colonne e capitelli tuscanici in arenaria risalente alla ristrutturazione cinquecentesca. La facciata d’ingresso sul Lungarno, in stile neoclassico, fu invece aggiunta tra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento.
La storia del complesso è segnata da una svolta brusca: dal 1866 al 1940 l’edificio fu sede del carcere giudiziario di Pisa. Le strutture medievali furono adattate e in parte danneggiate. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale iniziò la trasformazione in sede museale. Il Museo Nazionale di San Matteo apre nel 1949, raccogliendo le collezioni dell’ex Museo Civico pisano — che aveva le sue radici nel primo nucleo di dipinti primitivi raccolti nel 1796 dal canonico del Duomo Sebastiano Zucchetti — e i successivi incrementi ottocenteschi.
Quella lunga storia, dal monastero medievale alla prigione fino al museo, si percepisce ancora camminando attraverso il chiostro e gli ambienti del piano superiore, dove alcune murature originali dell’XI secolo sono ancora riconoscibili.
Le opere del Museo Nazionale di San Matteo
Il percorso espositivo attraversa 28 sale distribuite su due piani, seguendo un ordine cronologico che va dai sarcofagi paleocristiani e dalle ceramiche islamiche fino ai dipinti del tardo Rinascimento. È impossibile vedere tutto in poco tempo: la densità di opere è tale che anche una visita di due ore lascia cose da scoprire.
Il Polittico di Simone Martini
Il capolavoro pittorico del Museo di San Matteo Pisa è senza dubbio il Polittico di Santa Caterina d’Alessandria di Simone Martini datato 1319-1320. È il polittico più grande e più complesso mai realizzato dal pittore senese: sette scomparti con figure di santi, una predella narrativa, la Madonna con il Bambino al centro. Proviene dall’altare della Chiesa di Santa Caterina a Pisa e, pur avendo subito smembramenti e restauri nel corso dei secoli, mantiene una capacità narrativa e una qualità cromatica straordinarie. I colori sembrano appena stesi. La pittura del Trecento ha raramente raggiunto questi livelli di perfezione.
Nella stessa sezione trecentesca si trovano la Madonna del Latte di Andrea Pisano e una sinopia di Buonamico Buffalmacco, lo stesso che affrescò il Camposanto Monumentale. Le sale dedicate alla pittura medievale del XII e XIII secolo ospitano il ciclo completo delle Croci dipinte pisane — con opere di Berlinghiero Berlinghieri, della famiglia dei Tedice e del Maestro di San Martino — e il Crocifisso di San Ranierino di Giunta Pisano del 1250 circa, uno dei capolavori assoluti dell’artista.
Il San Paolo di Masaccio e il busto di Donatello
La sala 25 è quella che molti considerano il cuore del museo. Il San Paolo di Masaccio — datato 1426 — era parte del grande polittico smembrato della Chiesa del Carmine di Pisa, oggi disperso tra diversi musei europei. La tavola di San Matteo esposta qui è tra i pezzi meglio conservati: la figura emerge con un volume plastico che anticipa la pittura del Quattrocento in modo inequivocabile. Quello sguardo diretto, la solidità della figura, il modo in cui il panno ricade — è già Rinascimento.
Accanto, il Busto reliquiario di San Rossore di Donatello — datato 1424-1427 — è uno dei capolavori del bronzo del Quattrocento. Un ritratto di straordinaria modernità, con una minuzia nei dettagli del viso e della capigliatura che non si vede spesso in opere di quest’epoca. Nella stessa sala si trovano anche la Madonna dell’Umiltà di Gentile da Fabriano e la Madonna col Bambino del Beato Angelico (1423).
Le ceramiche, i codici miniati e le sculture
Il Museo Nazionale di San Matteo non è solo pittura. Una sezione importante è dedicata alle ceramiche medievali: frammenti di vasi islamici e pisani usati come decorazione esterna sulle facciate delle chiese romaniche (i cosiddetti “bacini”), che rendevano le chiese medievali pisane lucenti e coloratissime. La collezione numismatica custodisce anche gli Augustali di Federico II di Svevia — le monete stilisticamente più raffinate del Medioevo italiano, con il ritratto dell’imperatore in stile classico antico. La sezione dei codici miniati conserva esemplari dal XII al XIV secolo di eccezionale qualità. La scultura lapidea annovera opere di Nicola Pisano e le splendide statue gotiche provenienti dalla Chiesa di Santa Maria della Spina.
Museo Nazionale di San Matteo Pisa orari e biglietti
Gli orari del Museo Nazionale di San Matteo per il 2026 sono:
Da martedì a sabato: dalle 9:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 18:30).
Domenica e festivi: dalle 9:00 alle 13:30 (ultimo ingresso ore 13:00).
Lunedì: chiuso.
Per i biglietti del Museo San Matteo Pisa i prezzi sono:
Biglietto intero: €5,00. Biglietto ridotto: €2,00 (EU under 25, categorie specifiche).
Biglietto cumulativo con il Museo di Palazzo Reale: €8,00 intero / €4,00 ridotto.
Biglietto cumulativo 4 musei nazionali di Pisa (valido 7 giorni): €14,00. Include Museo Nazionale di San Matteo, Museo di Palazzo Reale, Museo Nazionale di Villa Guinigi e Museo Nazionale di Lucca.
Abbonamento annuale nominativo (365 giorni, illimitato, tutti e 4 i musei): €35,00.
Gratuito: prima domenica del mese, bambini under 18 (EU), oltre alle categorie standard di esenzione.
Le visite guidate — nei weekend e nei festivi, a partire dal 1° maggio 2025 — sono a pagamento in aggiunta al biglietto. Prenotazione via email a [email protected] o telefono al +39 3240018050.
Come arrivare
Il Museo Nazionale di San Matteo si trova in Lungarno Mediceo 4, 56127 Pisa, sul tratto del Lungarno compreso tra Palazzo dei Medici e la Chiesa di San Matteo, affacciato sull’Arno. Dal centro storico è raggiungibile a piedi in 10-15 minuti; dalla stazione di Pisa Centrale in circa 20 minuti. Non ci sono difficoltà di accesso: l’ingresso è direttamente dal Lungarno, con una facciata neoclassica sobria che è molto più facile riconoscere una volta che si sa dov’è. Non disponendo di un parcheggio proprio, si consiglia di parcheggiare nelle aree attrezzate della città e raggiungere il museo a piedi.
Un museo che merita molto di più
Chi visita Pisa e non entra al Museo Nazionale di San Matteo perde qualcosa di difficile da trovare altrove: una concentrazione di arte medievale e rinascimentale — dal Crocifisso di Giunta Pisano al Polittico di Simone Martini, dal San Paolo di Masaccio al busto bronzeo di Donatello — che in nessun’altra città si trova riunita in un’unica sede. E con un biglietto da €5.
Il museo non ha la fama degli Uffizi o del Bargello. Non è affollato, non richiede prenotazione, non ha liste d’attesa. Ha solo opere straordinarie in sale silenziose, in un ex convento medievale che racconta cinque secoli di storia della città. Qualcosa che vale, e molto.
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Sei già stato al Museo Nazionale di San Matteo? Dici nei commenti quale opera ti ha colpito di più — o chiedici consigli su come abbinarlo ad altri musei di Pisa.
Domande frequenti sul Museo Nazionale di San Matteo
Quali sono le opere più importanti del Museo di San Matteo?
Le opere da non perdere al Museo Nazionale di San Matteo sono: il Polittico di Santa Caterina di Simone Martini (1319-1320, il più grande e complesso dell’artista); il San Paolo di Masaccio (1426, dal polittico smembrato della Chiesa del Carmine); il busto reliquiario di San Rossore di Donatello (bronzo, 1424-1427); la Madonna dell’Umiltà di Gentile da Fabriano; la Madonna col Bambino del Beato Angelico (1423); il Crocifisso di Giunta Pisano (circa 1250). La sezione ceramiche islamiche medievali e i codici miniati sono eccellenze rare a livello internazionale.
Il Museo Nazionale di San Matteo è aperto la domenica?
Sì, ma con orario ridotto. La domenica e i festivi il Museo Nazionale di San Matteo è aperto dalle 9:00 alle 13:30 (ultimo ingresso alle 13:00). Da martedì a sabato l’orario è 9:00-19:00 (ultimo ingresso 18:30). Il lunedì il museo è chiuso. La prima domenica del mese l’ingresso è gratuito. Informazioni e prenotazioni visite guidate: [email protected].
Vale la pena visitare il Museo San Matteo se si ha solo mezza giornata a Pisa?
Sì, assolutamente. Il Museo di San Matteo Pisa si trova a 10-15 minuti a piedi dal Campo dei Miracoli e è perfetto come seconda tappa della giornata, dopo la visita alla Torre Pendente e al Duomo. In due ore si vede il percorso principale con le opere più significative — le sale della pittura medievale, la sala 25 con Masaccio e Donatello, il Polittico di Simone Martini. Il biglietto da €5 è uno dei più convenienti tra i grandi musei nazionali italiani in rapporto alla qualità delle collezioni.



