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Monte Amiata: trekking, borghi e cosa vedere

In Toscana ci si pensa sempre come al paesaggio delle colline dolci, dei cipressi in fila, del Chianti. E è tutto vero. Ma poi c’è il Monte Amiata — e lì la Toscana cambia faccia. Un vulcano spento di 1738 metri ricoperto di faggete antichissime, con neve d’inverno, boschi profondi d’estate, funghi in autunno e una rete di sentieri che tiene impegnati anche i camminatori più allenati per settimane. In cima c’è una croce di ferro alta 22 metri. Intorno ci sono otto comuni medievali, ognuno con la sua storia, il suo castello, il suo carattere.

Il Monte Amiata è una destinazione a quattro stagioni, nel senso più concreto del termine: si scia in inverno, si cammina in primavera ed estate, si raccolgono i funghi in autunno. In questa guida trovi tutto: dove si trova, cosa vedere sulla vetta e nei borghi, i migliori sentieri per il trekking, dove dormire, il campeggio e come arrivare.

 

Monte Amiata dove si trova

Il Monte Amiata sorge al confine tra la provincia di Siena e quella di Grosseto, nella Toscana meridionale. Con i suoi 1738 metri è la montagna più alta della Toscana a sud dell’Appennino e il punto più elevato di tutto il centro Italia nell’area tra il Po e il Lazio. Non si vede solo da vicino: in giornate limpide la sua sagoma si riconosce dalla Val d’Orcia, dalla Maremma e persino dalle spiagge dell’Argentario.

Il territorio amiatino comprende 8 comuni: tre in provincia di Siena (Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Castiglione d’Orcia) e cinque in provincia di Grosseto (Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora, Seggiano, Castell’Azzara). L’Amiata è un antico vulcano spento la cui attività risale a migliaia di anni fa. Ciò che rimane di quella geologia sono le numerose sorgenti di acqua sulfurea che sgorgano dai fianchi — le stesse che alimentano le terme di Bagni San Filippo e le aree geotermiche della zona. A partire dagli 800 metri di quota la montagna si copre di una folta foresta di castagni, abeti e faggi.

 

Monte Amiata cosa vedere: la vetta e i simboli

La vetta del Monte Amiata si raggiunge in auto fino a un ampio parcheggio situato a circa 500 metri dalla cima, da cui si prosegue a piedi o — quando aperta — con la seggiovia fino al Rifugio Cantore. In vetta aspettano due simboli molto amati dalla gente dell’Amiata: la Croce monumentale in ferro alta 22 metri, costruita nel 1910 dall’artigiano senese Zalaffi, e la statua della Madonna. La vista in giornata limpida è uno spettacolo: si vedono la Maremma, le colline senesi, il Lago di Bolsena e, nelle condizioni migliori, il mare. Dalla seggiovia, durante la discesa verso il Cantore, si apre il panorama sulla Val d’Orcia Patrimonio UNESCO.

Poco sotto la vetta si trovano il Terzo Rifugio con alcuni hotel, bar e ristoranti, e il Secondo Rifugio (Cantore) con gli impianti di risalita. Il Primo Rifugio, ai piedi della salita da Abbadia, è oggi un bellissimo prato con area picnic. Un dettaglio curioso e poco noto: a pochi chilometri da Abbadia San Salvatore, sul fianco del vulcano, esiste un’area dove i soffioni boraciferi e le fumarole tradiscono ancora la natura vulcanica del sottosuolo.

 

I borghi dell’Amiata: Abbadia San Salvatore, Santa Fiora e Arcidosso

I borghi dell’Amiata sono parte integrante dell’esperienza. Non si viene qui solo per la montagna.

Abbadia San Salvatore è il comune più grande del versante senese. Il nome viene dall’abbazia benedettina fondata nel 743 d.C. che per oltre mille anni ha custodito la Bibbia Amiatina — la più antica copia manoscritta della Bibbia in latino, oggi conservata alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Il borgo è attraversato dalla Via Francigena e ospita il Parco Museo Minerario, uno dei più importanti esempi di archeologia industriale toscana: si può scendere nelle gallerie della vecchia miniera di mercurio a bordo di un trenino minerario guidati da ex minatori.

Santa Fiora è il borgo più elegante del versante grossetano. Arroccata su un colle, vanta la Peschiera — un grande laghetto alimentato dal fiume Fiora con un parco pubblico intorno — e il bel Palazzo Sforza Cesarini del Cinquecento. La chiesa di Santa Flora e Lucilla (XII sec) è tra le più belle della zona.

Arcidosso è il capoluogo dell’Unione dei comuni del Grossetano. Il suo centro storico medievale è tra i più intatti, con la chiesa di San Niccolò e il convento dei Cappuccini. Nei dintorni si trova l’Eremo di David Lazzaretti, il “profeta dell’Amiata” che nel XIX secolo guidò un movimento mistico-sociale e fu ucciso dai militari durante una processione ad Arcidosso nel 1878 — una storia che ha ispirato storici e scrittori.

 

Trekking Monte Amiata: i sentieri principali

Il trekking sul Monte Amiata è la ragione principale per cui molti ci vanno in estate. I sentieri segnalati sono 19 per un totale di circa 210 km, percorribili a piedi, a cavallo o in mountain bike. I boschi di faggio, abete e castagno che si attraversano hanno qualcosa di quasi nordico.

 

L’Anello del Monte Amiata

Il percorso più lungo e panoramico è l’Anello del Monte Amiata: circa 29 km con un dislivello di circa 1360 metri e un tempo stimato di 12 ore di cammino. Il percorso circolare abbraccia tutta la montagna mantenendo un’altitudine compresa tra i 1100 e i 1300 metri, attraversa faggete, abetaie, cerrete e castagneti, e include la salita alla vetta. Non è un percorso per principianti, ma si può spezzare in due giornate con pernottamento in rifugio. Il punto panoramico di Fonte Vetriana (1330 m) dà un colpo d’occhio eccezionale sulla Val d’Orcia e sull’Arcipelago Toscano.

 

I sentieri da Abbadia San Salvatore

Da Abbadia San Salvatore partono quattro sentieri segnalati con colori, tutti con partenza e arrivo allo stadio comunale:

Percorso della Miniera (rosso): 4,3 km, facile, circa 50 minuti, altitudine massima 985 m. Il percorso più adatto ai principianti, attraversa i resti dell’antica area mineraria con la vecchia ciminiera, il laghetto verde e la polveriera.

Percorso di Sant’Antonio (marrone): 9,8 km, media difficoltà, circa 2 ore, 1068 m.

Percorso del Capomacchia (viola): 22,5 km, impegnativo, oltre 5 ore, 1530 m. Il più lungo e il più bello: si spinge fino alla faggeta secolare a pochi passi dalla vetta, passando per i castagni dell’Acquapassante e la piccola chiesa dell’Ermeta.

Per i percorsi più brevi e adatti alle famiglie, la zona delle Macinaie e del Prato Cantore offre prati aperti e sentieri pianeggianti ideali per i bambini. Qui si trovano anche un parco acrobatico (Indiana Park) e un parco avventura.

 

Monte Amiata d’inverno: sci e neve

In inverno il Monte Amiata si trasforma in stazione sciistica. Gli impianti contano 12 piste di sci alpino (per tutti i livelli), 8 impianti di risalita, 4 piste di sci di fondo e uno snow park per gli appassionati di freestyle. Non ha le dimensioni delle stazioni delle Alpi, ma offre un’alternativa eccellente per chi vuole sciare in Toscana senza fare 5-6 ore di macchina. La stagione sciistica va generalmente da gennaio a marzo in base alle condizioni meteo. Al Secondo Rifugio (Cantore) si trovano servizi di noleggio attrezzatura.

 

Monte Amiata dove dormire e camping

Le opzioni sono più varie di quanto si pensi. Vicino alla vetta si trovano alcuni hotel 2-3 stelle aperti tutto l’anno, immersi nel bosco e ideali per chi vuole essere a due passi dai sentieri. Per chi preferisce una base di partenza più attrezzata di servizi, le due città consigliate sono Abbadia San Salvatore (versante senese, ~15 km dalla vetta) e Castel del Piano (versante grossetano, ~15 km dalla vetta): entrambe hanno hotel, B&B e appartamenti per ogni budget.

Per il camping sul Monte Amiata, le aree prato intorno ai rifugi — le Macinaie e il Cantore — sono le zone più adatte per i bivacchi e i campi base. Alcuni comuni dell’Amiata hanno campeggi attrezzati nelle vicinanze. Le aree picnic sono segnalate lungo tutti i principali sentieri. Chi vuole raccogliere funghi deve prima informarsi sul regolamento dei singoli comuni, perché la raccolta dei porcini (il fungo più pregiato della zona) è regolamentata e in alcuni periodi richiede il permesso.

 

Monte Amiata come arrivare

La vetta dell’Amiata è raggiungibile comodamente in auto da tutti gli otto comuni che la circondano. Le strade principali di accesso: da Abbadia San Salvatore (SP del Monte Amiata); da Castel del Piano; da Arcidosso; da Piancastagnaio e Santa Fiora. Tutte le strade sono ben segnalate e percorribili anche in moto. Dal parcheggio vicino alla vetta si può poi salire a piedi (pochi minuti) o con la seggiovia.

Da Roma: A1 uscita Chiusi-Chianciano Terme, poi SS2 Cassia in direzione Abbadia San Salvatore (~2h30).

Da Siena: SS2 Cassia o SP223 in direzione Abbadia San Salvatore (~1h).

Da Grosseto: SS1 Aurelia poi SP158 in direzione Castel del Piano (~1h30).

Da Firenze: A1 uscita Valdarno poi SS73 Senese-Aretina e poi SP del Monte Amiata (~2h).

 

Monte Amiata: una montagna toscana da scoprire

Il Monte Amiata è di quelle mete che cambiano la percezione della Toscana. Chi conosce solo le colline del Chianti e i borghi medievali di pianura trova qui un’altra dimensione: faggete antichissime, neve in inverno, aria fresca in agosto, sentieri che sembrano lontanissimi dal turismo di massa. Eppure tutto ciò è a meno di due ore da Siena e da Grosseto, e nelle vicinanze si trovano Val d’Orcia, Bagni San Filippo, Pienza e Montalcino.

Una settimana sull’Amiata può combinare il trekking tra i faggi, la visita ai borghi medievali di Abbadia, Santa Fiora e Arcidosso, una discesa alle terme gratuite di Bagni San Filippo e qualche bottiglia dell’Ansonico IGT prodotto sulle pendici della montagna. Non è una combinazione da cartolina, ma è difficile trovarne una più completa in Toscana.

Su toscanashopping.it trovi altre guide alla Toscana di montagna e ai borghi meno conosciuti della regione.

 

Sei già stato sul Monte Amiata? Dici nei commenti il tuo sentiero preferito o il borgo dell’Amiata che ami di più — o chiedici consigli su come organizzare il soggiorno.

 

Domande frequenti sul Monte Amiata

 

Qual è il periodo migliore per fare trekking sul Monte Amiata?

Primavera (aprile-giugno) e estate (luglio-agosto) sono i mesi ideali per il trekking sul Monte Amiata. In estate la temperatura sul monte è di circa 10°C inferiore a quella delle città di pianura, il che rende le escursioni piacevoli anche nelle ore più calde. L’autunno è il periodo dei funghi porcini: i boschi si tingono di rosso e arancio e l’aria profuma. In questo periodo la raccolta è regolamentata: occorre informarsi sulle regole dei singoli comuni. L’inverno offre invece lo sci e le ciaspole. Le strade verso la vetta sono percorribili tutto l’anno ma in inverno possono essere innevate: catene a bordo obbligatorie.

 

Il trekking dell’Anello del Monte Amiata è difficile?

L’Anello del Monte Amiata è il sentiero più lungo e impegnativo dell’Amiata: circa 29 km con 1360 metri di dislivello e circa 12 ore di cammino in un’unica soluzione. È classificato come difficile e richiede buon allenamento, scarpe da trekking adeguate, abbigliamento a strati e sufficiente acqua. Si può affrontare in due giorni con pernottamento in rifugio, il che lo rende accessibile anche a camminatori di livello intermedio. Per chi cerca qualcosa di più semplice, i sentieri da Abbadia San Salvatore (Percorso della Miniera, 4,3 km, facile) sono ottimi per avvicinarsi alla montagna senza pretese alpinistiche.

C’è un camping sul Monte Amiata?

Sì. Sul Monte Amiata e nei comuni limitrofi esistono diverse soluzioni per il campeggio. I prati delle Macinaie e del Cantore, vicino alla vetta, sono le zone più utilizzate per il bivacco e le soste in tenda. I comuni dell’Amiata (in particolare Abbadia San Salvatore e Arcidosso) hanno campeggi attrezzati nelle vicinanze. Le aree picnic sono segnalate lungo tutti i principali sentieri e nei pressi dei rifugi, in modo da offrire punti di sosta e ristoro anche senza pernottamento. Chi preferisce dormire al chiuso può scegliere tra i rifugi di vetta e gli hotel dei borghi circostanti.

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