Isola di Giannutri: spiagge, come arrivare e info
C’è un’isola nell’Arcipelago Toscano che quasi nessuno conosce. Non perché non sia bella — è bellissima, con un mare cristallino tra i migliori del Tirreno — ma perché è protetta, ristretta, difficile da raggiungere e praticamente priva di servizi. Giannutri è la più piccola delle sette isole dell’arcipelago, la più meridionale e, per certi aspetti, la più selvaggia. Ci sono soltanto due spiagge accessibili ai visitatori, un baretto in una piazzetta, qualche casetta privata e il silenzio.
L’isola di Giannutri non è una meta per chi cerca comfort e intrattenimento. È una meta per chi vuole acqua limpida, rocce a picco sul mare, gabbiani reali, resti di una villa romana costruita dalla famiglia di Nerone e la sensazione rara di essere in un posto che il turismo di massa non ha ancora trovato del tutto. In questa guida trovi tutto: dove si trova, come arrivare, le spiagge, la situazione del dove dormire e le regole fondamentali che devi conoscere prima di partire.
Dove si trova l’isola di Giannutri
Giannutri si trova all’estremo sud dell’Arcipelago Toscano, a circa 11 km dal promontorio dell’Argentario e 15 km dall’Isola del Giglio. È la più meridionale dell’intero arcipelago e, con i suoi appena 2,62 km² di superficie, anche la più piccola. La lunghezza massima è di circa 2,8 km, la larghezza varia tra i 500 metri e circa un chilometro. Lo sviluppo costiero è di circa 11 km, quasi tutto roccia calcarea a picco sul mare.
La forma dell’isola è quella di una mezzaluna — e non è un caso se nell’antichità era considerata sacra alla dea Diana, la cui falce lunare ricordava esattamente quel profilo. Dista solo 100 km in linea d’aria da Roma, e la si vede chiaramente dall’Argentario nelle giornate di vento. Amministrativamente appartiene al comune dell’Isola del Giglio, in provincia di Grosseto.
Com’è fatta: un’isola da scoprire a piedi
La prima cosa da sapere sull’isola di Giannutri è che non circolano auto. Anzi, non esistono strade carrabili. Si gira a piedi, punto. E le distanze sono contenute: da Punta Secca a nord a Punta del Capel Rosso a sud ci sono meno di 3 km in linea d’aria. Il centro abitato — ufficialmente denominato Spalmatoio-Ischiaiola — si trova a metà dell’isola, sul versante est, ed è qui che attraccano i traghetti da Porto Santo Stefano. La piazzetta di Cala Spalmatoio è il cuore pulsante della vita sull’isola: ci sono alcune casette, un negozietto di generi alimentari e l’unico bar-ristorante, chiamato La Vela.
La parte protetta dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano copre la maggior parte dell’isola. I visitatori possono muoversi autonomamente soltanto nel corridoio di circa 600 metri che collega Cala Spalmatoio a Cala Maestra — il sentiero che attraversa l’isola da est a ovest. Per visitare qualsiasi altra zona è obbligatorio avere una guida autorizzata del Parco. Chi esce dal percorso consentito rischia una multa superiore a 500 euro. Non è un’esagerazione: ci sono telecamere.
Le spiagge di Giannutri: Cala Maestra e Cala Spalmatoio
Le spiagge di Giannutri accessibili liberamente ai visitatori sono due, e sono entrambe di ciottoli — non aspettatevi sabbia fine. Non ci sono stabilimenti balneari, non ci sono ombrelloni in affitto. La natura fa da padrona, nel senso più letterale possibile.
Cala Spalmatoio è il punto di arrivo dei traghetti. È una caletta piuttosto profonda, con la costa quasi interamente scogliosa, acqua cristallina con sfumature che vanno dallo smeraldo al turchese e fondali con ricci di mare — le scarpette da mare sono consigliate. Il nome deriva dall’uso antico: qui le imbarcazioni venivano “spalmate” di pece calda per impermeabilizzarne la chiglia. I resti dell’antico porticciolo romano sono ancora visibili sulle rocce.
Cala Maestra è raggiungibile a piedi dal porto in circa 20 minuti attraverso il corridoio libero. Il nome viene dal vento maestrale che soffia da nord-ovest. È una piccola caletta di ciottoli tra due costoni rocciosi, con acqua di una chiarezza e di una profondità cromatica che difficilmente si trova altrove nel Tirreno. L’arrivo qui, dopo la camminata tra la macchia mediterranea profumata di mirto e elicriso, è uno di quei momenti che rimangono. A poca distanza si trovano i resti della Villa Domizia.
La Villa Domizia e i resti romani
L’unica attrazione culturale di un certo rilievo a Giannutri è anche una delle più affascinanti dell’intero Arcipelago Toscano. Villa Domizia è una villa romana costruita tra il I e il II secolo d.C. dalla famiglia dei Domizi Enobarbi, dalla quale discendeva l’imperatore Nerone. Si estendeva su circa 5 ettari di terreno nella zona di Punta Scaletta, sul versante ovest vicino a Cala Maestra, e comprendeva la residenza principale con ambienti riscaldati e decorati con marmi e mosaici in bianco e nero, una terrazza con scalinata diretta al mare, le terme, gli alloggi per gli schiavi e i resti di un porticciolo privato.
Gli scavi condotti nel XX secolo hanno riportato alla luce i pavimenti, le strutture murarie e i resti del complesso sistema di distribuzione dell’acqua piovana. La villa è stata riaperta al pubblico nel 2015 ed è visitabile soltanto con una guida autorizzata del Parco. Il costo è di €8 a persona (ridotto €4 per ragazzi 11-14 anni, gratuito per i bambini fino a 10 anni). La combinazione tra la storia millenaria, il paesaggio intorno e l’acqua blu visibile da ogni angolo rende questa visita guidata un’esperienza particolarmente intensa.
Immersioni e fondali: il vero tesoro di Giannutri
Se c’è un motivo per cui Giannutri è nota tra i subacquei di tutta Europa, è la qualità straordinaria dei suoi fondali. Le acque sono protette, la pesca è regolamentata (vietata ai non residenti senza autorizzazione nelle zone più sensibili) e l’assenza di traffico nautico intenso ha permesso agli ecosistemi marini di rimanere in condizioni eccezionali. Gorgonie, cernie, aragoste, murene, polpi e una biodiversità ittica notevole popolano gli scogli intorno all’isola.
Ma ci sono anche i relitti. Il più famoso è l’Anna Bianca, un’imbarcazione che giace tra i −40 e i −52 metri di profondità nei fondali di Cala Ischiaiola — uno dei relitti più spettacolari del Tirreno per le sue dimensioni e per la fauna che lo colonizza. Poco distante si trova il relitto del Nasim. Molte agenzie di diving dell’Argentario e dell’Isola del Giglio organizzano escursioni in barca con immersione a Giannutri, spesso in combinazione con la visita all’Isola del Giglio.
Come arrivare a Giannutri: il traghetto e il ticket d’ingresso
L’unico modo per raggiungere Giannutri via mare pubblico è il traghetto gestito da Maregiglio, con partenza da Porto Santo Stefano (Piazzale Candi 8 – Terminal Traghetti, Porto del Valle). La traversata dura circa un’ora con mare calmo. Il biglietto di sola andata costa circa €15.
I collegamenti variano molto in base alla stagione: in estate le corse sono giornaliere, in inverno sono molto ridotte. In estate lo sbarco avviene di norma a Cala Spalmatoio; in base alle condizioni del vento e del mare, la compagnia può dirottare l’arrivo a Cala Maestra.
Al momento dell’acquisto del biglietto del traghetto viene aggiunto il ticket d’ingresso al Parco del costo di €4 a persona, valido tutto l’anno. Sono esenti: bambini sotto i 12 anni, gruppi scolastici, portatori di handicap con accompagnatore, residenti, proprietari di immobili e loro affittuari. Il ticket copre l’accesso al corridoio libero tra le due cale e la balneazione nelle stesse. Le visite guidate (percorso naturalistico o Villa Domizia) si prenotano separatamente a €8 a persona (ridotto €4 per 11-14 anni).
Chi ha una barca privata può attraccare solo a Cala Spalmatoio o Cala Maestra, o ancorarsi nelle zone di Zona B indicate nelle carte nautiche.
Giannutri dove dormire
La risposta breve: non ci sono hotel sull’isola di Giannutri. L’unico albergo che esisteva è oggi abbandonato. Per dormire a Giannutri l’unica opzione è affittare un appartamento o una casa vacanza da privati — residenti dell’isola che nel corso degli anni (soprattutto durante il boom economico degli anni Sessanta e Settanta) si sono costruiti piccole case e villette e che oggi le affittano durante la stagione estiva.
I posti disponibili sono pochissimi e si prenotano con largo anticipo. Si trovano su Tripadvisor, Airbnb e nei portali specializzati, ma la disponibilità è estremamente limitata. Chi non riesce a trovare alloggio sull’isola può dormire a Porto Santo Stefano sull’Argentario o all’Isola del Giglio (raggiungibile in mezz’ora da Porto Santo Stefano) e fare la gita a Giannutri in giornata — che è il modo in cui la maggior parte dei visitatori la conosce.
Consigli pratici
Cosa portare: acqua e cibo. Sull’isola c’è solo il bar La Vela e un piccolo alimentari in piazzetta — non fare affidamento su di loro per l’intera giornata, specialmente in alta stagione quando sono presi d’assalto. Portare scarpette da mare: i fondali di entrambe le cale sono di ciottoli e scogli con ricci. Crema solare senza ossibenzene (oxybenzone), che danneggia i coralli — in un’area marina protetta è una questione di rispetto oltre che di regola.
Quando andare: maggio-giugno e settembre sono i periodi migliori. In luglio e agosto l’isola è molto frequentata considerando le sue dimensioni e i due unici punti di balneazione si affollano rapidamente. In primavera la vegetazione mediterranea è nel massimo rigoglio, l’aria profuma e i sentieri con guida sono percorribili nella frescura del mattino.
Giannutri: un’isola che non si dimentica facilmente
Giannutri è uno di quei posti in cui le limitazioni diventano il pregio principale. Perché non si può girare liberamente, perché non ci sono servizi, perché non si può dormire facilmente — è rimasta com’è. Un pezzetto di Tirreno dove il mare è ancora quello dei tuffatori solitari, dove i gabbiani reali ti guardano dall’alto con l’aria di chi sa di essere a casa propria e tu no, dove l’unica cosa da fare è sedersi su uno scoglio, guardare l’acqua e stare zitti.
Non è un’isola per tutti. Ma per chi ama la natura vera, il mare trasparente senza lettini e barche a motore rumorose, e non ha paura di organizzarsi in autonomia — è una delle esperienze più belle dell’intero Arcipelago Toscano.
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Sei già stato a Giannutri? Dici nei commenti la tua impressione — o chiedici consigli su come organizzare la gita.
Domande frequenti sull’isola di Giannutri
Quanto costa il traghetto per Giannutri e quanto dura la traversata?
Il traghetto per Giannutri parte da Porto Santo Stefano (Argentario) ed è gestito dalla compagnia Maregiglio. La traversata dura circa un’ora con mare calmo. Il biglietto di andata costa circa €15. Al biglietto del traghetto va aggiunto il ticket d’ingresso al Parco Nazionale di €4 a persona, acquistabile contestualmente o in anticipo. I biglietti si acquistano a Porto Santo Stefano (Piazzale Candi 8) o online sul sito di Maregiglio.
Ci sono spiagge sabbiose a Giannutri?
No. Le spiagge di Giannutri accessibili ai visitatori — Cala Maestra e Cala Spalmatoio — sono entrambe di ciottoli misti a sassi, con un fondale prevalentemente scoglioso. Non ci sono spiagge di sabbia sull’isola. È fortemente consigliato portare scarpette da mare. Non ci sono stabilimenti balneari né attrezzature in affitto: si porta tutto da casa. Le altre baie dell’isola sono accessibili solo ai residenti o con guida autorizzata del Parco.
Si può visitare la Villa Domizia senza guida?
No. La Villa Domizia di Giannutri — la villa romana costruita dalla famiglia dei Domizi Enobarbi, da cui discendeva l’imperatore Nerone — è visitabile soltanto con una guida autorizzata del Parco. Il costo è di €8 a persona (ridotto €4 per ragazzi 11-14 anni, gratuito per i bambini fino a 10 anni). Le visite si prenotano attraverso il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Chi entra nella zona della villa senza guida rischia una multa amministrativa molto salata.



