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Trekking in Toscana: i percorsi più belli

Il trekking in Toscana è una di quelle cose che chi non la conosce bene tende a sottovalutare. Si pensa alle colline dolci, ai cipressi, ai borghi medievali — tutto giusto — ma poi ci si dimentica che questa regione ha anche le Alpi Apuane con vette che superano i 2.000 metri, l’Appennino Tosco-Emiliano con il Monte Prado a 2.054 m, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi con uno dei boschi più antichi d’Europa, il Monte Amiata, un vulcano spento da ammirare con un anello di 30 km. Non esattamente quello che ci si aspetta.

Il Club Alpino Italiano ha censito oltre 6.000 km di sentieri in Toscana. Non sono tutti per esperti: gran parte dei percorsi trekking Toscana è classificata come turistica o escursionistica e è adatta a chi cammina con regolarità senza essere un alpinista. E poi c’è tutto il mondo delle escursioni in Toscana sulle colline — Chianti, Crete Senesi, Val d’Orcia — dove il dislivello è minimo e il paesaggio è quello che tutti conoscono dalle fotografie.

Questa guida è pensata per orientarsi tra le opzioni: le zone, i percorsi più belli, i sentieri in Toscana adatti a ogni livello e i grandi cammini per chi vuole camminare per più giorni.

 

Perché la Toscana è una delle mete di trekking più varie d’Italia

La risposta è nella conformazione geografica della regione. La Toscana ha tutto: montagna vera con neve invernale e laghi glaciali, Appennino centrale con boschi di faggio e cerro, collina dolce con vigneti e oliveti, costa con sentieri tra macchia mediterranea e scogliera, isole con percorsi panoramici sul mare. In quasi nessun’altra regione italiana si trovano ambienti così diversi concentrati in un territorio relativamente piccolo.

Questo significa che il trekking Toscana cambia completamente a seconda della zona che si sceglie. Un’uscita sulle Alpi Apuane richiede scarpe tecniche, abbigliamento a strati e buona preparazione fisica. Una passeggiata tra le Crete Senesi si fa in scarpe da ginnastica comode e dura quanto si vuole. Un anello nel Casentino in mezzo alle faggete è qualcosa di completamente diverso da entrambi. Scegliere la zona giusta in base al proprio livello di allenamento e alle aspettative è la prima decisione da prendere.

Il periodo migliore per fare trekking in Toscana dipende dalla quota. In montagna (Apuane, Appennino) il periodo ideale va da maggio a ottobre; in inverno le vette sono spesso innevate e richiedono attrezzatura da sci-alpinismo o ciaspole. Sulle colline e in Maremma, invece, la primavera (marzo-maggio) e l’autunno (settembre-novembre) sono le stagioni migliori: i colori sono straordinari e le temperature permettono di camminare per ore senza soffrire il caldo estivo.

 

Alpi Apuane: il trekking più spettacolare della Toscana

Le Alpi Apuane sono la sorpresa più grande che la Toscana riserva a chi non le conosce. Non sono le Alpi — sono più basse e più compatte — ma i loro profili affilati, le pareti rocciose bianche di marmo, gli archi naturali e le vette che sfiorano i 2.000 metri danno un’impressione che ricorda più le Dolomiti che la Toscana del Chianti. Tutto ciò a pochi chilometri dalla costa della Versilia.

Il Parco Regionale delle Alpi Apuane è attraversato da una rete di sentieri CAI di ogni difficoltà. I percorsi più famosi: l’anello del Monte Forato, celebre per il suo arco naturale di pietra (uno dei fenomeni geologici più spettacolari d’Italia) raggiungibile con sentiero di difficoltà media; il percorso verso la Pania della Croce (1858 m), tra le vette più panoramiche dell’intero complesso, con vista sul Tirreno e sulle cime appenniniche; l’escursione all’alba dalla vetta. Il sentiero Isola Santa–Col di Favilla, invece, è uno dei più belli e accessibili dell’intera catena: parte da un piccolo borgo sul lago e sale tra boschi e blocchi di marmo fino ai pascoli d’alta quota.

Per chi vuole fare più giorni sulle Apuane esistono diversi rifugi CAI lungo i sentieri principali, tra cui il Rifugio Nello Conti, il Rifugio Puliti e il Rifugio Del Freo. L’alternativa è dormire nei paesi della Versilia o della Garfagnana e fare uscite giornaliere.

 

Appennino Tosco-Emiliano: tra il Parco e le vette

L’Appennino Tosco-Emiliano è la spina dorsale della Toscana settentrionale, con vette che superano i 2.000 metri e un Parco Nazionale che ne tutela la parte più pregiata. Il Monte Prado (2.054 m) è la terza cima dell’Appennino settentrionale e si raggiunge in giornata dal versante toscano di Casone di Profecchia: un’escursione con circa 800 m di dislivello, 2 ore e 45 minuti di salita, paesaggi aperti sulle creste e, in giornata limpida, un panorama che arriva fino alle Alpi Marittime. D’estate è frequentato, ma mai come le Apuane — si trova una certa pace.

L’Appennino pistoiese offre invece percorsi più accessibili, con le località di Abetone e Doganaccia che d’inverno sono stazioni sciistiche e d’estate si trasformano in base di partenza per escursioni verso il Lago Nero — un lago glaciale incastonato tra il Monte Gomito e l’Alpe delle Tre Potenze — e verso il Libro Aperto intorno ai 2.000 m. La Svizzera Pesciatina, nella Valleriana pistoiese, è un angolo di territorio che prende il nome dalla somiglianza con il paesaggio svizzero: valli verdi, piccoli borghi di pietra, sentieri che collegano i paesi senza mai impegnarsi troppo.

 

Il Parco delle Foreste Casentinesi

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è una delle più importanti aree forestali d’Europa. Le foreste di faggio e abete bianco che coprono le valli del Casentino sono tra i boschi più antichi e intatti dell’Italia peninsulare — un paesaggio che cambia completamente aspetto tra le stagioni: verde scuro in estate, esplosione di colori in autunno, neve silenziosa in inverno.

Il percorso di riferimento è la GEA – Grande Escursione Appenninica: oltre 400 km divisi in 25 tappe che attraversano l’intero Appennino tosco-romagnolo toccando borghi, eremi, rifugi e vette. È il percorso trekking più lungo dell’intera Toscana, percorribile per intero in circa tre settimane o a tappe nella versione di weekend. Tra i percorsi più belli del parco c’è anche l’escursione al Santuario della Verna, il luogo francescano dove San Francesco ricevette le stimmate nel 1224, immerso in un bosco di faggi centenari — uno dei posti più suggestivi di tutta la Toscana, spesso chiamato “il bosco delle fate” per l’atmosfera quasi magica che vi si respira.

 

Monte Amiata: il trekking del vulcano spento

Il Monte Amiata (1.738 m) è il vulcano spento più alto d’Italia e uno dei luoghi più insoliti dove fare trekking in Toscana. Si trova al confine tra la provincia di Siena e quella di Grosseto, si vede da quasi tutta la Val d’Orcia e dalla Maremma — un punto di riferimento visivo che entra in ogni paesaggio senese.

Il percorso più classico è l’anello completo intorno alla vetta: circa 30 km, percorribili in una o due giornate, che attraversano boschi di castagno e faggio a partire dagli 800 m di quota per salire progressivamente verso le creste e la sommità. Lungo l’anello si incontrano borghi come Abbadia San Salvatore, Santa Fiora e Castel del Piano. Il Monte Amiata è anche terra di funghi: i sentieri in autunno sono frequentati da raccoglitori di porcini che conoscono il bosco come le proprie tasche, e qualche sosta nei ristoranti del paese con i funghi appena raccolti è quasi obbligatoria.

 

Le colline: Crete Senesi, Chianti e Val d’Orcia

Non tutto il trekking Toscana è montagna. Una delle esperienze più particolari che si possano fare a piedi in questa regione è camminare tra le colline — e il paesaggio cambia in modo quasi teatrale ogni volta che si gira una curva. Le Crete Senesi hanno un fascino quasi lunare: argille grigio-bianche, calanchi, le silhouette dei cipressi sul crinale, silenzio. Il Chianti è più ricco di vegetazione: vigneti, oliveti, borghi di pietra. La Val d’Orcia è il paesaggio UNESCO più fotografato d’Italia, e percorrerla a piedi invece che in auto cambia completamente la prospettiva.

Le Balze del Valdarno meritano una menzione speciale: formazioni di argilla, sabbia e ghiaia stratificate e modellate dall’acqua nel corso di milioni di anni, che ricordano i grandi parchi del west americano. Un anello di difficoltà bassa permette di ammirarle da vicino in una mezza giornata — uno di quei percorsi che sorprende sempre chi ci arriva per la prima volta. Nel Mugello si trova invece il Sentiero dei Pittori un itinerario che ripercorre i luoghi che ispirarono i pittori del Rinascimento fiorentino. E poi c’è il Sentiero di Tiziano Terzani a Orsigna, in provincia di Pistoia: 2,5 km disseminati di cartelli con citazioni del giornalista, tra i boschi dell’Appennino pistoiese dove lo scrittore trascorse gli ultimi anni della vita.

 

La Maremma e la costa: sentieri tra mare e macchia

Il trekking in Toscana arriva fino al mare. Il Parco della Maremma tra Grosseto e Capalbio ha una rete di sentieri segnalati che attraversano la macchia mediterranea, i canneti, le dune sabbiose e le scogliere a picco sul Tirreno. Alcuni percorsi portano fino alla spiaggia di Marina di Alberese attraverso la pineta, con avvistamenti di daini e uccelli lungo il cammino. Il parco è a numero chiuso e richiede il biglietto d’ingresso.

Sull’Isola d’Elba la traversata tocca la vetta del Monte Capanne (1.019 m), la più alta dell’Arcipelago Toscano: un’escursione di difficoltà media con panorama sul Tirreno, sulle coste toscane e, nelle giornate più limpide, sulla Corsica. Il Parco Regionale della Maremma è uno dei pochi parchi italiani dove i sentieri costieri permettono di passare in modo diretto da una spiaggia all’altra attraverso la vegetazione. Un’esperienza completamente diversa dal trekking di montagna e spesso sottovalutata.

 

Percorsi facili e trekking 1 giorno in Toscana

Chi cerca trekking Toscana 1 giorno di difficoltà bassa ha una scelta ampia. Qualche punto di partenza: il già citato SentierElsa a Colle Val d’Elsa (4 km andata e ritorno, il fiume turchese e il Parco dei Mulini), le colline di Vinci con il sentiero panoramico che parte dal borgo di Leonardo, l’acquedotto mediceo che corre per chilometri nella campagna tra Prato e Firenze, e l’anello attorno al Castello di Sammezzano in Valdarno — un edificio in stile moresco ottocentesco nascosto nei boschi, raggiungibile con una breve passeggiata.

Per chi cerca qualcosa di adatto anche alle famiglie con bambini piccoli, i percorsi trekking Toscana più indicati sono quelli delle colline senesi e della Val d’Orcia, dove i dislivelli sono contenuti e le strade bianche permettono di camminare su fondo agevole. La Via Francigena ha tappe pensate anche per chi non è allenato, specialmente nel tratto tra Siena e San Quirico d’Orcia, classificato tra i più belli in assoluto.

 

I grandi cammini: Sentiero Italia e Via Francigena

La Toscana è attraversata da due dei percorsi a lunga percorrenza più importanti d’Italia. Il Sentiero Italia CAI è il tracciato escursionistico più lungo del paese: oltre 7.000 km che collegano tutte le regioni italiane passando per la Lunigiana, le Alpi Apuane e l’Appennino. Il tratto toscano è tra i più vari e panoramici — in alcuni punti si cammina su antichi tracciati medievali, in altri su crinali aperti con vista sul mare.

La Via Francigena è invece il grande cammino di pellegrinaggio che da Canterbury portava a Roma, e attraversa la Toscana in modo quasi verticale da nord a sud: dalla Lunigiana a Lucca, poi la Val d’Elsa fino a Siena, poi la Val d’Orcia fino a Bolsena. È uno dei cammini medievali più frequentati d’Europa, segnalato e attrezzato con strutture di accoglienza per i pellegrini. Il tratto senese, specialmente da Siena a San Quirico d’Orcia, è considerato tra i più belli di qualsiasi cammino europeo per la qualità del paesaggio.

 

Trekking in Toscana: da dove cominciare

La Toscana non smette mai di sorprendere. Chi la conosce solo dalle fotografie delle colline senesi e poi si trova su un sentiero delle Alpi Apuane con le pareti di marmo bianco a picco sul mare fa sempre la stessa faccia: quella di chi non si aspettava tutto questo. Eppure è qui, è accessibile e è tra il più bello che ci sia in Italia per chi ama camminare.

Il punto di partenza dipende dal livello di allenamento e dal tipo di esperienza cercata. Per chi non è abituato a camminare in montagna, le colline toscane sono il posto giusto: si comincia con i sentieri in Toscana più facili e si scala gradualmente. Chi invece è già allenato e vuole qualcosa di più impegnativo, le Alpi Apuane e l’Appennino offrono esperienze di qualità assoluta. In entrambi i casi vale la pena portare una cartina e scaricare le tracce GPX prima di partire.

 

Su toscanashopping.it trovi altre guide alla Toscana all’aria aperta — dalle terme naturali ai borghi meno conosciuti, dalle spiagge dell’Arcipelago ai parchi naturali.

 

Hai già fatto trekking in Toscana? Dici nei commenti il tuo percorso preferito — o chiedici consigli su dove cominciare in base al tuo livello.

 

Domande frequenti sul trekking in Toscana

 

Qual è il periodo migliore per fare trekking in Toscana?

Dipende dalla zona. Per il trekking in Toscana in montagna (Alpi Apuane, Appennino) il periodo migliore va da maggio a ottobre; d’inverno le vette sono spesso innevate. Per i percorsi sulle colline (Chianti, Crete Senesi, Val d’Orcia) i mesi ideali sono marzo-maggio e settembre-novembre: temperature piacevoli, colori straordinari, poca gente. L’estate in montagna va bene ma in quota può fare temporali improvvisi — partire sempre presto la mattina.

 

Ci sono percorsi trekking facili in Toscana adatti ai principianti?

Sì, tanti. I percorsi trekking Toscana più facili si trovano sulle colline: i sentieri tra le Crete Senesi, gli anelli nel Chianti, il SentierElsa a Colle Val d’Elsa, il sentiero dei pittori nel Mugello, le colline di Vinci. Le Balze del Valdarno sono una tappa stupenda e di difficoltà bassa. Anche il tratto senese della Via Francigena tra Siena e San Quirico d’Orcia è classificato come facile e è attrezzato con segnaletica e strutture di accoglienza.

 

Come trovare i sentieri CAI in Toscana?

Il riferimento principale per i sentieri in Toscana è la Rete Escursionistica Toscana censita dal CAI con oltre 6.000 km di percorsi. I sentieri sono segnalati con bandierine bianco-rosse e numerati. Le mappe sono disponibili presso le sezioni locali del CAI, in libreria o online su piattaforme come Komoot e Wikiloc dove si trovano anche le tracce GPX. Per i percorsi più frequentati (Alpi Apuane, Parco Casentinesi, Monte Amiata) esistono guide specifiche. Per la Grande Escursione Appenninica il sito ufficiale del CAI ha tutte le informazioni per pianificare il percorso tappa per tappa.

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