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Isola di Capraia: cosa vedere, spiagge e come arrivare

Non tutte le isole dell’arcipelago toscano si somigliano. L’Elba è grande e organizzata, il Giglio è pittoresco e frequentato, Giannutri è quasi inaccessibile. E poi c’è l’isola di Capraia, che è una cosa a sé: vulcanica, selvatica, con una costa frastagliata di scogliere a picco sul mare, sentieri che profumano di mirto e macchia mediterranea, e un borgo che sembra essersi fermato qualche decennio fa. In senso positivo.

Capraia è la più lontana dalla costa, la più vicina alla Corsica, la meno frequentata. Arriva poca gente, e in buona parte è gente che ci torna. Non ha spiagge sabbiose nel senso tradizionale — il capraia mare è fatto di scogliere, calette di ciottoli e fondali che cambiano colore dal verde al blu intenso nel giro di pochi metri. È il tipo di isola per chi vuole qualcosa di vero.

In questa guida trovi tutto: dove si trova l’isola di Capraia, cosa vedere tra porto, forti e sentieri, le spiagge e calette migliori, dove mangiare e soprattutto come arrivare.

 

Isola di Capraia dove si trova

L’isola di Capraia fa parte dell’Arcipelago Toscano e amministrativamente appartiene alla provincia di Livorno. Si trova nel Mar Tirreno, a circa 39 miglia nautiche dal porto di Livorno e a meno di 30 miglia dalla Corsica: è infatti l’isola dell’arcipelago più vicina alla Francia. Ha una superficie di circa 19 km² e una popolazione residente di poche centinaia di persone.

Dal 1996 fa parte integrante del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano — il più grande parco marino d’Europa — e la maggior parte del territorio è soggetta a vincoli ambientali precisi. Questo ha contribuito a preservarne il carattere incontaminato. A Capraia esiste una sola strada carrabile, lunga appena 800 metri, che collega il porto al paese. Tutto il resto si percorre a piedi, in barca o in bici.

 

L’origine vulcanica e il carattere dell’isola

Capraia è una delle sole due isole dell’arcipelago toscano di origine vulcanica — l’altra è Gorgona. Il territorio è aspro, lavico, con costoni di roccia scura che si tuffano nel mare e creano un paesaggio completamente diverso dalla Toscana continentale. I greci la chiamavano Aigylon (posto di capre) intorno al 1000 a.C.; il nome Capraia deriva poi dal latino Capraria, che però è a sua volta una latinizzazione dell’etrusco capra nel senso di roccia. Non capre, quindi, ma rocce. L’etimologia racconta già tutto sul carattere del posto.

Sulla punta nord-occidentale dell’isola, nella Cala Rossa, si vede ancora chiaramente il cono di un antico vulcano: la roccia ha una colorazione rossastra ferruginosa, peculiare e diversa da qualsiasi altra cosa si trovi in Toscana. Attorno a questo territorio geologico unico prospera una vegetazione tipicamente mediterranea — pini, lecci, oleandri selvatici, corbezzoli, sugheri, mirto — che d’estate profuma l’intera isola. Addentrandosi nell’entroterra si avverte quella qualità olfattiva dell’aria che in Italia si trova solo in pochi posti davvero incontaminati.

 

Isola di Capraia cosa vedere

 

Il porto, il paese e il Forte San Giorgio

Il porto di Capraia è il primo impatto con l’isola: un porticciolo pittoresco con barche da pesca e qualche yacht, circondato da bar, ristoranti e un centro diving. Dal porto si sale a piedi o con la navetta fino al paese, un borgo compatto che conserva intatta la sua struttura medievale, con vicoli stretti, case color pastello e la piazza principale dove si trova la chiesa di San Nicola, che custodisce una statua lignea del Santo recuperata dal mare. È un paese dove la mattina ci si saluta per nome e la sera non si sente altro che il vento.

Sopra il paese domina il Forte San Giorgio, un’imponente struttura militare costruita durante il dominio genovese per difendere l’isola dalle continue incursioni piratesche. Raggiungibile a piedi con una breve salita, offre una vista sull’intero abitato e sull’arco di mare che lo circonda. Nelle immediate vicinanze si trova anche la torretta del Bagno altro segno visibile delle opere difensive che i genovesi disseminarono sull’isola. Una curiosità: la strada di San Leonardo, che attraversa l’isola, ha origini romane e fu usata per secoli come percorso segreto per sfuggire ai pirati.

 

I sentieri e l’ex colonia penale

Capraia è una delle isole dell’arcipelago con la rete di sentieri più ricca rispetto alla sua dimensione. I percorsi attraversano la macchia mediterranea, scendono verso le calette, salgono sui punti più alti dell’isola. Il sentiero verso la punta Zenobito, con la sua torre di avvistamento, è tra i più panoramici. Lungo il percorso si incontrano anche i resti dell’ex Colonia Penale Agricola dismessa nel 1986 — Capraia fu sede di un carcere per oltre un secolo, e i resti degli edifici penitenziari sono diventati un elemento peculiare del paesaggio, una stratificazione storica inattesa in mezzo alla natura. Il tempo necessario per percorrere i sentieri principali va da una a quattro ore, a seconda dell’itinerario scelto.

 

Isola di Capraia spiagge e calette

Chi cerca spiagge di sabbia bianca dovrà cercare altrove. Il mare di Capraia è fatto di scogliere, ciottoli scuri e acque profonde di un colore che spazia dal verde turchese al blu scuro nel giro di pochi metri. È il tipo di mare per chi ama immergersi e nuotare, non per chi vuole prendere il sole comodamente sdraiato su un lettino.

Cala Rossa è la caletta più fotografata e probabilmente la più bella. Si trova sulla punta nord-occidentale, raggiungibile con un sentiero o in barca: la roccia vulcanica rossastra che scende nell’acqua crea un contrasto cromatico con il mare turchese che è difficile da dimenticare. Le acque sono limpidissime e la conformazione della cala la protegge abbastanza dal vento.

Cala San Francesco è un’altra delle calette più apprezzate, più raccolta e ombreggiata. Cala dello Zurletto è praticabile sia da riva sia come ormeggio per chi arriva in barca. In generale, le calette più belle e più isolate si raggiungono via mare: molte non hanno accesso a piedi e vanno esplorate con un’imbarcazione, noleggiabile sull’isola. I fondali di Capraia sono tra i migliori dell’arcipelago per snorkeling e immersioni: il centro diving nel porticciolo organizza uscite giornaliere.

 

Dove mangiare a Capraia

I locali sono pochi, ma quelli che ci sono funzionano bene e cucina di mare sincera a prezzi ragionevoli. Il Ristorante Beppone (Via Assunzione 78, tel. +39 0586 905001) è il riferimento più consolidato dell’isola: cucina livornese di mare e di terra, pizza napoletana verace, ampia terrazza con vista sul porto. La prenotazione è consigliata specialmente in estate.

Per qualcosa di più informale c’è In Frittoria (Via Assunzione 92, tel. +39 393 2238974): fritti di totani, alici e triglie, da asporto o da mangiare sul posto, ideale per uno spuntino veloce tra un bagno e un sentiero. Il Pescianel (Via Assunzione 5) è invece una pescheria la mattina che si trasforma il pomeriggio in un punto per aperitivi con crudo di mare e buona selezione di vini. Il Pigghiolo (Via Cibo 4) è un bistrot curato, ottima carta vini, piatti da asporto: si consiglia la prenotazione.

Una nota: a Capraia è prodotta una birra artigianale con luppolo locale, servita da Sale Pizzeria. Vale assolutamente la prova. L’isola è anche nota per la produzione di marmellate, conserve, grappe, formaggi, miele e vino nelle piccole aziende agricole locali — qualcosa da cercare e portare a casa come souvenir autentico.

 

Isola di Capraia come arrivare

L’unico modo per raggiungere l’isola di Capraia è il traghetto. La compagnia che gestisce il collegamento annuale è Toremar, con partenze dal Porto Mediceo di Livorno (Piazza dell’Arsenale 7). La traversata dura circa 2 ore e 45 minuti. Le corse sono attive tutto l’anno con una o due partenze al giorno a seconda del giorno della settimana. Il biglietto passeggero parte da circa €25. Per chi volesse portare l’auto è tecnicamente possibile, ma fortemente sconsigliato: da giugno a novembre il Comune vieta la circolazione ai non residenti (sono ammessi solo un’ora prima e un’ora dopo l’arrivo/partenza del traghetto).

In estate (giugno–settembre) si aggiungono anche collegamenti veloci con San Vincenzo (3 volte a settimana, circa 2 ore, solo passeggeri) e un collegamento settimanale dall’Isola d’Elba (Portoferraio e Marciana Marina). Chi arriva in aereo: l’aeroporto di Pisa dista circa 15 minuti di auto dal porto di Livorno. Dal porto, il centro abitato di Capraia è raggiungibile a piedi o con la navetta Porto-Paese.

 

Consigli pratici

Non portare l’auto: lo abbiamo detto, ma vale la pena ripeterlo. Sull’isola c’è una sola strada di 800 metri e in estate l’accesso ai non residenti è vietato. Si gira a piedi o in bicicletta, e va benissimo così.

Prenotare in anticipo: traghetti, alloggi e ristoranti. Capraia ha pochi posti letto e qualche decina di tavoli in totale. In luglio e agosto si riempie e non ci sono alternative.

Portare scarpe da trekking: la maggior parte delle calette e dei punti panoramici si raggiunge con sentieri su terreno sassoso. Le ciabatte vanno bene al porto, non per esplorare l’isola.

Il periodo migliore è fine maggio–giugno e settembre: il mare è già o ancora caldo, l’isola è meno affollata e i sentieri si percorrono con più piacere senza il caldo di agosto.

 

Capraia: un’isola per chi vuole qualcosa di vero

L’isola di Capraia non è per tutti. Non ha spiagge attrezzate, non ha resort con piscina, non ha la vita notturna del Giglio o i servizi dell’Elba. Ha invece qualcosa di molto più raro: la sensazione di arrivare in un posto che non si è ancora venduto al turismo di massa, dove il mare è ancora quello di una volta e il paese ha ancora il ritmo dell’isola.

Chi ci va una volta quasi sempre ci torna. La Cala Rossa con le sue rocce vulcaniche nell’acqua turchese, il profumo della macchia lungo i sentieri, il Forte San Giorgio al tramonto, il crudo di mare al Pescianel — sono cose che rimangono.

 

Su toscanashopping.it trovi le guide a tutte le altre isole dell’arcipelago toscano e alle località più belle della Toscana — dalla Maremma alla Val d’Orcia, dalla Versilia ai borghi medievali dell’entroterra.

 

Sei già stato a Capraia? Dici nei commenti la tua caletta preferita o il ristorante che ti ha sorpreso di più — o chiedici consigli per organizzare il viaggio.

 

Domande frequenti sull’isola di Capraia

 

Si può portare l’auto a Capraia?

Tecnicamente sì: i traghetti Toremar trasportano anche veicoli. Ma in pratica è fortemente sconsigliato. Da giugno a novembre il Comune di Capraia vieta la circolazione ai non residenti: chi porta l’auto può usarla solo un’ora prima e un’ora dopo l’arrivo e la partenza del traghetto. Sull’isola c’è una sola strada carrabile lunga 800 metri. L’isola si visita tranquillamente a piedi, in bicicletta o in barca: l’auto è inutile e costa à circa €70 andata sul traghetto.

 

C’è una spiaggia di sabbia a Capraia?

No. Le spiagge di Capraia sono di ciottoli scuri o scoglio vivo — niente sabbia. La costa è quasi interamente rocciosa, frutto dell’origine vulcanica dell’isola. Le calette migliori come Cala Rossa e Cala San Francesco hanno fondali turchesi e acque molto limpide, perfette per lo snorkeling e le immersioni, ma non per chi cerca l’ombrellone sulla sabbia. Chi vuole quel tipo di mare puù orientarsi sull’Isola d’Elba (Biodola, Fetovaia) o sul Giglio (Cannelle).

 

Quante ore ci vogliono per visitare Capraia in giornata?

Tecnicamente è possibile una gita di una giornata da Livorno, ma bisogna fare i conti con i traghetti: 2h45 di traversata all’andata e altrettante al ritorno lasciano poche ore sull’isola. In pratica si arriva, si vede il porto e il paese, si fa un bagno e si riparte. Per fare i sentieri, visitare il Forte San Giorgio, esplorare le calette in barca e mangiare con calma serve almeno una notte sull’isola. Capraia si gode con il tempo, non di corsa.

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