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Cascate in Toscana: le 15 più belle da vedere

La Toscana delle cartoline è fatta di cipressi, colline e vino. Ma la Toscana vera è anche fatta di torrenti che precipitano nelle gole delle Alpi Apuane, di cascate termali calde che bollono d’inverno tra la nebbia, di gole calcaree dove l’acqua ha scavato canyon improbabili, di pozze turchesi al fondo di salti di settanta metri. Le cascate in Toscana sono più di quanto ci si aspetti, distribuite su un territorio vastissimo che va dall’Appennino tosco-romagnolo alle Alpi Apuane, dalla Garfagnana alla Maremma.

Alcune sono cascate termali balneabili tutto l’anno — gratuite, calde, raggiungibili in pochi minuti a piedi. Altre richiedono una mezza giornata di trekking in Toscana con zaino in spalla e scarpe adeguate. Alcune sono adatte alle famiglie con bambini, altre ai soli escursionisti esperti. In questa guida le trovi tutte: una lista di almeno 15 cascate della Toscana con informazioni pratiche, altezze, accessibilità e se è possibile fare il bagno.

 

La Toscana non è solo mare e colline

Chi vive o frequenta la Toscana da anni lo sa già: nella regione più fotografata d’Italia esiste un’anima liquida e selvatica che i turisti di passaggio quasi sempre mancano. I fiumi scendono veloci dagli Appennini e dalle Apuane formando nel loro percorso pozze naturali, salti, gole e cascate. Le cascate in Toscana spaziano dalle sorgenti termali ad alta temperatura alle cascate alpine di montagna, con un’ampiezza di offerta che non ha paragoni in nessun’altra regione del centro Italia.

La buona notizia per chi vuole fare il bagno in una cascata in Toscana è che molte di queste sono balneabili, raggiungibili con brevi sentieri segnalati e gratuite. La cattiva notizia è che d’estate le più note si affollano molto: andare di mattina presto o sceglierne una meno conosciuta fa tutta la differenza del mondo.

 

Le cascate termali: calde, gratuite e balneabili tutto l’anno

 

1. Cascate del Gorello – Saturnia (Grosseto)

Le Cascate del Gorello — spesso chiamate Cascate del Mulino o semplicemente Terme di Saturnia libere — sono le cascate più famose della Toscana e probabilmente tra le più fotografate d’Italia. Il ruscello Gorello nasce sul versante del Monte Amiata e precipita in una serie di piscine naturali scavate nella roccia su più livelli, con un salto principale di circa 15 metri. L’acqua sgorga a 37,5°C, ricca di solfuri e minerali. L’ingresso è completamente gratuito e il parcheggio è a poca distanza. Si può fare il bagno in qualsiasi stagione dell’anno — d’inverno il vapore che sale nell’aria fredda rende il paesaggio quasi surreale. Come arrivare: da Saturnia si segue la SP10 per circa 1,5 km, parcheggio sulla sinistra.

 

2. Bagni San Filippo e la Balena Bianca (Siena)

I Bagni San Filippo nella Val d’Orcia sono le seconde terme libere più conosciute della Toscana, con un paesaggio ancora più spettacolare. L’acqua sgorga a 48°C e scorrendo forma la Balena Bianca: un’enorme formazione calcarea bianchissima che ricorda Pamukkale in Turchia. Il flusso scende a cascata formando vasche di acqua calda naturale alle sue pendici. L’accesso è gratuito, il sentiero nel bosco dura circa 10 minuti dal parcheggio. Funziona tutto l’anno: d’inverno è quasi magico.

 

3. Terme di Petriolo – Cascata sul Farma (Grosseto/Siena)

Le Terme di Petriolo sul Fiume Farma, al confine tra le province di Grosseto e Siena, sono tra le sorgenti termali libere più antiche della Toscana. Le acque sulfuree sgorgano direttamente sulle rive del fiume formando piccole cascate e vasche naturali. L’accesso è gratuito e il luogo è frequentato tutto l’anno, con afflusso maggiore in estate. La zona è immersa in un’area naturalistica molto bella lungo il Farma.

 

Le cascate dell’Appennino toscano

 

4. Cascata dell’Acquacheta (Arezzo/Firenze) – La più alta

La Cascata dell’Acquacheta è la più alta e più spettacolare della Toscana: circa 70 metri di salto nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, al confine con l’Emilia-Romagna. La citò Dante Alighieri nell’Inferno, Canto XVI, descrivendo la sua potenza. Il sentiero più frequentato parte da San Benedetto in Alpe (sentiero 407), risalendo il torrente attraverso piscine naturali cristalline dove è possibile fare il bagno nelle pozze. Il percorso richiede circa 2-3 ore di cammino. Non è adatto ai principianti ma la difficoltà tecnica è media.

 

5. Cascata del Rio Torto – Vallombrosa (Firenze)

Nella Riserva Naturale di Vallombrosa nel comune di Reggello, la Cascata del Rio Torto tocca circa 60 metri d’altezza. Il sentiero che porta alla base della cascata è di facile accesso, ombreggiato, e attraversa uno dei boschi più densi della provincia fiorentina. È una delle cascate più belle della Toscana nella zona del Valdarno, poco conosciuta dai non locali ma molto amata dagli escursionisti fiorentini.

 

6. Cascata di Moraduccio – Santerno (Firenze)

Sul limpidissimo Fiume Santerno, nel comune di Firenzuola sull’Appennino fiorentino, la Cascata di Moraduccio forma una piscina naturale di eccezionale trasparenza. L’acqua è fredda anche in estate, il che la rende ideale per le giornate più calde. Il sentiero di accesso non presenta difficoltà. È una delle località preferite dai residenti della città metropolitana di Firenze per una giornata al fresco.

 

7. Pozzo della Morte e Cascata di Rio Buti (Prato)

A pochi chilometri da Prato, il Rio Buti forma alcune belle pozze e un salto d’acqua che i pratesi conoscono bene e i turisti ignorano quasi del tutto. Il Pozzo della Morte è una pozza profonda e scura dove è possibile tuffarsi. Il nome è molto più spaventoso della realtà del posto. Raggiungibile in auto e poi a piedi per un breve tratto.

 

8. Torrente Corsalone – Bibbiena (Arezzo)

Nel comune di Bibbiena, nel cuore del Casentino, il Torrente Corsalone forma due cateratte naturali ai cui piedi si aprono pozze profonde dove è possibile fare il bagno anche quando il fiume è in magra. L’acqua è molto limpida e l’area non è mai sovraffollata. È perfetta per una giornata in mezzo alla natura nel cuore del Casentino, vicino alle Foreste Casentinesi e all’Eremo di Camaldoli.

 

Le cascate delle Alpi Apuane e della Garfagnana

 

9. Orrido di Botri (Lucca) – Il canyon dell’acqua

L’Orrido di Botri in Val Fegana, territorio di Bagni di Lucca, è uno dei luoghi più spettacolari di tutta la Toscana: una gola calcarea profonda e strettissima scavata dai torrenti Mariana e Ribellino. Non è una cascata singola ma un sistema di gole, salti e pozze incassate tra pareti altissime. L’accesso avviene solo da Ponte a Gaio con ingresso a biglietto e casco obbligatorio noleggiabile in loco. Si risale il torrente scegliendo tra percorsi di difficoltà diversa. L’acqua è gelida ma il bagno è possibile nelle pozze più basse. È tra le esperienze più uniche della regione.

 

10. Cascate di Candalla – Camaiore (Lucca)

Tra i boschi della Versilia, sulle pendici delle Alpi Apuane nel comune di Camaiore, le Cascate di Candalla si raggiungono con un sentiero nel bosco che attraversa un paesaggio di grande bellezza. Ci sono più salti successivi, con pozze balneabili al fondo di ognuno. L’acqua è fresca e pulita. È una delle cascate più adatte alle famiglie con bambini della zona apuana, con un accesso non troppo difficile e un ambiente sicuro.

 

11. Stretti di Giaredo (Massa-Carrara)

Gli Stretti di Giaredo nel comune di Zeri-Mulazzo, in provincia di Massa-Carrara, sono una delle zone più insolite e poco conosciute della Toscana. Le gole calcarea strette e altissime, percorse da un torrente glaciale, danno vita a una serie di salti d’acqua spettacolari. L’acqua è molto fredda e il percorso è più adatto al torrentismo e al canyoning che al bagno rilassante, ma le viste sono tra le più spettacolari della regione.

 

12. Torrente Lima – Bagni di Lucca (Lucca)

Il Torrente Lima nasce sull’Appennino Pistoiese e scende in Garfagnana formando gole, pozze profonde e tratti di rapide. Nei pressi di Bagni di Lucca l’acqua è straordinariamente cristallina e le pozze naturali sono balneabili. La zona offre anche la possibilità di fare rafting e kayak per chi vuole qualcosa di più dinamico. In estate i tratti più ombreggiati sono frequentati da famiglie e appassionati di nuoto in acque correnti.

 

Le cascate del centro Toscana

 

13. Masso delle Fanciulle e Masso degli Specchi (Pisa)

Nella Riserva Naturale del Berignone tra Pomarance e Volterra, il Masso delle Fanciulle è una delle aree balneabili più suggestive della Toscana centrale. Il Fiume Cecina forma qui una grande pozza d’acqua limpida a ridosso di un masso granitico imponente. Il nome viene da una leggenda: alcune giovani si gettarono nel fiume per sfuggire alle attenzioni di un nobile locale. Poco più avanti c’è il Masso degli Specchi, altra area balneabile con fondali più bassi. Si raggiunge dopo una lunga camminata nella riserva ma l’arrivo vale ogni passo.

 

14. Cascata del Diborrato (Toscana centrale)

La Cascata del Diborrato precipita per circa 15 metri in una profonda piscina naturale di colore turchese intenso, visibile dall’alto ancor prima di toccarla. È una delle cascate più fotografate della Toscana centrale, la cui posizione esatta è diventata nel tempo un segreto condiviso tra gli escursionisti: si trovano indicazioni su Komoot e sui principali trail finder. L’acqua è fredda e pulita, il bagno è la cosa più ovvia del mondo dopo la camminata.

 

15. Cascata di Calamecca – Pescia (Pistoia)

Nella Valdinievole in provincia di Pistoia, il territorio di Pescia e Uzzano nasconde alcune cascate minori molto pittoresche tra cui quella di Calamecca. Il contesto boschivo delle colline pistoiesi è poco frequentato dal turismo di massa e rende queste cascate perfette per chi cerca solitudine e natura autentica. L’acqua è fresca, il percorso adatto a tutti i livelli.

 

Bonus: Stia e il Parco Fluviale dell’Arno (Arezzo)

A Stia, nel comune di Pratovecchio Stia nel Casentino, il giovane Fiume Arno — appena uscito dalle sue sorgenti sul Monte Falterona — scorre limpidissimo attraverso un piccolo parco fluviale attrezzato. L’acqua è fredda, il fondale è visibile, e si puù fare il bagno comodamente in un ambiente sicuro e adatto a famiglie con bambini piccoli. Non è una cascata in senso stretto ma è uno dei pochi tratti in cui l’Arno è davvero trasparente e balneabile, e già questo è straordinario.

 

Quando andare e cosa portare

Periodo migliore: per le cascate non termali, giugno e settembre sono i mesi ideali. L’acqua dei torrenti è ancora abbondante (maggio-giugno) o comoda e non troppo fredda (settembre). In luglio e agosto le pozze più famose come il Gorello si affollano molto — andare nelle prime ore del mattino è essenziale. Le cascate termali (Gorello, Bagni San Filippo, Petriolo) funzionano bene anche d’inverno.

Cosa portare: scarpe da trekking o scarpette da mare (i fondali dei torrenti sono spesso scivolosi), costume, asciugamano, acqua in quantità sufficiente, crema solare. Per l’Orrido di Botri è necessario prenotare in anticipo. Per le cascate appenniniche più alte è consigliabile il bastone da trekking.

Attenzione: molte pozze e cascate toscane non hanno bagnini. Valutare sempre le proprie capacità natatorie e non sottovalutare le correnti in piena stagione.

 

Le cascate in Toscana: una regione da scoprire lentamente

Le cascate più belle della Toscana non si trovano lungo le strade più battute dal turismo. Si trovano nei boschi del Casentino, nelle gole delle Alpi Apuane, nelle riserve naturali del Senese, sui fiumi dell’Appennino pistoiese. Raggiungerle richiede un po’ di pianificazione, qualche ora di cammino e la voglia di scoprire una Toscana lontana dai circuiti standard. La ricompensa è quasi sempre proporzionale alla fatica.

Le tre cascate termali — Gorello, Bagni San Filippo e Petriolo — sono quelle più accessibili e adatte a un’escursione improvvisata anche in inverno. L’Acquacheta, l’Orrido di Botri e le Cascate di Candalla richiedono più preparazione ma offrono qualcosa di davvero raro. Le cascate del centro Toscana come il Masso delle Fanciulle sono perfette per una mezza giornata di trekking abbinata alla visita di Volterra o Pomarance.

Su toscanashopping.it trovi le guide ai luoghi più belli della Toscana — dalla montagna al mare, dai borghi alle terme.

 

Sei già stato in qualcuna di queste cascate? Dici nei commenti la tua preferita — o quella che abbiamo dimenticato e che invece merita assolutamente.

 

Domande frequenti sulle cascate in Toscana

 

Quali sono le cascate in Toscana dove fare il bagno gratis?

Le migliori cascate balneabili della Toscana ad accesso gratuito sono: le Cascate del Gorello a Saturnia (acqua termale a 37,5°C, aperte sempre, parcheggio a pagamento nelle vicinanze); i Bagni San Filippo con la Balena Bianca in Val d’Orcia (acqua a 48°C, sentiero nel bosco di 10 minuti, gratuito); le Terme di Petriolo sul Farma (sorgente sulfurea libera); il Masso delle Fanciulle nella Riserva del Berignone (positore naturale sul Cecina); le pozze lungo il sentiero dell’Acquacheta e le Cascate di Candalla a Camaiore. L’unica con biglietto obbligatorio tra le più famose è l’Orrido di Botri.

 

Qual è la cascata più alta della Toscana?

La cascata più alta della Toscana è la Cascata dell’Acquacheta nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, con un salto di circa 70 metri (alcune fonti indicano fino a 90 m includendo la cascata superiore). È anche una delle più alte dell’intero Appennino Settentrionale. Dante Alighieri la citò nel Canto XVI dell’Inferno come paragone per descrivere una bolgia infernale. Si raggiunge da San Benedetto in Alpe (Emilia-Romagna) o da San Godenzo (Toscana) attraverso sentieri segnalati, con un percorso di andata e ritorno di circa 4-6 ore totali.

 

Le cascate termali della Toscana sono accessibili in inverno?

Sì — ed è proprio d’inverno che offrono lo spettacolo più suggestivo. Le cascate termali della Toscana come le Cascate del Gorello a Saturnia, i Bagni San Filippo e le Terme di Petriolo sono accessibili tutto l’anno, inclusi i mesi più freddi. L’acqua sgorga calda indipendentemente dalla stagione (37°C al Gorello, 48°C a Bagni San Filippo), e il contrasto tra il vapore caldo che sale nell’aria fredda e il paesaggio invernale circostante è una delle esperienze più belle che la Toscana possa offrire. In inverno si trova anche meno folla rispetto all’estate.