{"id":9897,"date":"2026-04-01T12:49:28","date_gmt":"2026-04-01T10:49:28","guid":{"rendered":"https:\/\/toscanashopping.it\/blog\/?p=9897"},"modified":"2026-04-01T12:49:28","modified_gmt":"2026-04-01T10:49:28","slug":"museo-ferragamo-firenze-la-moda-che-diventa-arte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/toscanashopping.it\/blog\/cultura\/museo-ferragamo-firenze-la-moda-che-diventa-arte\/","title":{"rendered":"Museo Ferragamo Firenze: la moda che diventa arte"},"content":{"rendered":"<h2>Museo Ferragamo Firenze: la moda che diventa arte<\/h2>\n<p>Ci sono musei che espongono arte del passato, e musei che raccontano come l&#8217;arte \u00e8 ancora viva oggi, nei materiali, nelle forme, nelle mani di chi lavora. Il <b>Museo Ferragamo di Firenze<\/b> appartiene a questa seconda categoria \u2014 ed \u00e8 per questo motivo molto pi\u00f9 interessante di quanto potrebbe sembrare a prima vista.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo una vetrina di scarpe belle. \u00c8 la storia di un uomo partito da un piccolo paese campano con poco pi\u00f9 di niente e diventato il <b>calzolaio delle stelle di Hollywood<\/b>, inventore di soluzioni che hanno cambiato il modo di pensare la calzatura. \u00c8 la storia di un&#8217;azienda che ha attraversato guerre, crisi economiche e trasformazioni sociali restando al centro della moda internazionale. Ed \u00e8 anche, detto tra noi, uno dei luoghi pi\u00f9 scenografici di Firenze \u2014 perch\u00e9 trovarsi nel <b>Palazzo Spini Feroni<\/b> medievale con quelle volte e quei pavimenti in pietra gi\u00e0 di per s\u00e9 vale la visita.<\/p>\n<p>In questa guida trovi tutto: la storia del <b>Museo Salvatore Ferragamo<\/b>, cosa c&#8217;\u00e8 da vedere nelle collezioni, gli <b>orari aggiornati<\/b>, i prezzi dei biglietti e come arrivare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Cos&#8217;\u00e8 il Museo Ferragamo e dove si trova<\/b><\/h3>\n<p>Il <b>Museo Ferragamo<\/b> \u2014 nome ufficiale <b>Museo Salvatore Ferragamo<\/b> \u2014 si trova nel cuore di Firenze, in <b>Piazza di Santa Trinita, 5r<\/b>, all&#8217;interno del medievale Palazzo Spini Feroni, sul Lungarno prospiciente Ponte Santa Trinita. Non \u00e8 difficile da trovare \u2014 \u00e8 uno degli edifici pi\u00f9 imponenti e riconoscibili del centro storico fiorentino, e lo si vede chiaramente arrivando dall&#8217;Arno.<\/p>\n<p>\u00c8 un <b>museo aziendale<\/b> \u2014 cio\u00e8 un museo creato da un&#8217;azienda per raccontare la propria storia e quella del proprio fondatore. Inaugurato nel <b>1995 per volont\u00e0 di Wanda Ferragamo<\/b> e dei suoi figli, nacque dall&#8217;idea di fissare in modo permanente ci\u00f2 che era stato avviato con una mostra itinerante su Salvatore Ferragamo a Palazzo Strozzi \u2014 una mostra che aveva girato i musei pi\u00f9 importanti del mondo, dal Victoria and Albert di Londra al Guggenheim di New York, dal County Museum di Los Angeles al Museo de Bellas Artes di Citt\u00e0 del Messico.<\/p>\n<p>Nel <b>2006 il museo \u00e8 stato ampliato<\/b> per occupare il basamento del palazzo, con l&#8217;obiettivo di avere pi\u00f9 spazio per le mostre temporanee e per dialogare meglio con le principali istituzioni culturali italiane e internazionali. Nel <b>1999 l&#8217;azienda aveva ricevuto il Premio Guggenheim Impresa e Cultura<\/b> \u2014 un riconoscimento conferito ogni anno alle aziende italiane che investono meglio in ambito culturale. Non un dettaglio da poco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Salvatore Ferragamo: da Bonito a Hollywood, la storia del calzolaio delle stelle<\/b><\/h3>\n<p>La storia di Salvatore Ferragamo \u00e8 una di quelle storie italiane che sembrano inventate e invece sono vere. Nacque nel <b>1898 a Bonito<\/b>, un piccolo paese in provincia di Avellino, undicesimo di quattordici figli. Inizi\u00f2 a fare scarpe da autodidatta, poi emigr\u00f2 negli Stati Uniti ancora giovanissimo, dove impar\u00f2 la tecnica della calzatura americana \u2014 precisa, industriale, efficiente \u2014 ma continu\u00f2 a fare quello che gli riusciva meglio: <b>scarpe su misura<\/b>, fatte a mano, pensate per persone specifiche.<\/p>\n<p>La svolta arriva quando l&#8217;industria cinematografica si sposta a Hollywood. <b>Salvatore la segue<\/b>. Nel <b>1923 apre l&#8217;Hollywood Boot Shop<\/b> e comincia a vestire i piedi delle star del cinema \u2014 sia quelle del muto che quelle del sonoro. La stampa lo battezza <i>&#8220;il calzolaio delle stelle&#8221;<\/i> e il soprannome gli rester\u00e0 per sempre. In quegli anni crea per i film di Cecil B. DeMille, veste di scarpe attori che diventeranno leggende.<\/p>\n<p>Ma Ferragamo \u00e8 anche un tecnico \u2014 uno che studia, che va a lezione di anatomia del piede, che brevetta soluzioni. Capisce che il problema delle scarpe eleganti \u00e8 il peso sul metatarso, e lavora per anni a trovare soluzioni strutturali. Nel frattempo, nel <b>1927 decide di tornare in Italia<\/b>, a Firenze, dove apre un laboratorio. Porta con s\u00e9 il sistema americano della catena di montaggio, ma lo adatta al lavoro manuale dei suoi artigiani fiorentini.<\/p>\n<p>La crisi del &#8217;29 manda in fallimento l&#8217;azienda, ma Ferragamo non si arrende. Si rivolge al mercato interno e ricomincia. Sono gli anni delle <b>invenzioni pi\u00f9 famose<\/b>: le <b>zeppe di sughero<\/b> (nate durante le sanzioni economiche degli anni Trenta, quando i materiali scarsi obbligavano all&#8217;ingegno), il <b>sandalo invisibile con tomaia in filo di nylon<\/b> \u2014 per il quale nel 1947 riceve il <b>Neiman Marcus Award<\/b>, il cosiddetto Oscar della Moda \u2014, e i <b>tacchi a spillo rinforzati in acciaio<\/b> che Marilyn Monroe indosser\u00e0 in tutti i suoi film pi\u00f9 famosi.<\/p>\n<p>Nel <b>1936 affitta il Palazzo Spini Feroni<\/b> in Via Tornabuoni come sede e laboratorio. Nel <b>1938 ne diventa proprietario<\/b>. Muore nel <b>1960<\/b>, lasciando l&#8217;azienda alla moglie Wanda e ai sei figli, che la porteranno a essere una delle pi\u00f9 importanti maison di moda del mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Il Palazzo Spini Feroni: la sede pi\u00f9 bella di Firenze<\/b><\/h3>\n<p>Uno degli aspetti che rendono il <b>Museo Ferragamo<\/b> diverso da qualsiasi altro museo aziendale \u00e8 semplicemente il posto in cui si trova. Il <b>Palazzo Spini Feroni<\/b> \u00e8 uno dei pi\u00f9 imponenti edifici medievali di Firenze \u2014 costruito nel 1289 dalla famiglia Spini, banchieri fiorentini, con quella caratteristica architettura in bugnato che lo rende inconfondibile sul Lungarno.<\/p>\n<p>Nei secoli l&#8217;edificio ha avuto vite diverse: residenza della famiglia Spini, poi sede del Comune di Firenze, poi di vari uffici, poi affittato parzialmente a Salvatore Ferragamo nel 1936. Quando Ferragamo ne diventa proprietario nel 1938, il palazzo diventa simultaneamente la <b>sede dell&#8217;azienda<\/b>, il <b>laboratorio di produzione<\/b> e la <b>boutique principale<\/b> \u2014 una concentrazione di funzioni che rispecchia lo stile di lavoro di Salvatore, che non separava mai la produzione dalla vendita.<\/p>\n<p>Visitare il museo significa quindi anche <b>entrare in un palazzo medievale del XIII secolo<\/b> \u2014 con le volte in pietra, i pavimenti storici, la struttura architettonica originale che si \u00e8 mantenuta. Non \u00e8 un contenitore neutro come spesso sono i musei aziendali: \u00e8 un luogo con una sua storia indipendente che si \u00e8 fusa con quella della Ferragamo. La convivenza funziona benissimo \u2014 gli spazi espositivi nel basamento del palazzo hanno un&#8217;atmosfera che nessun allestimento moderno avrebbe potuto creare da zero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Cosa vedere al Museo Ferragamo: la collezione e le mostre<\/b><\/h3>\n<p>Il <b>Museo Ferragamo<\/b> si articola in pi\u00f9 sale, con una parte dedicata alla collezione permanente e spazi destinati alle mostre temporanee che cambiano circa ogni anno. La struttura \u00e8 pensata per essere sempre diversa \u2014 e questo, paradossalmente, \u00e8 uno dei motivi per cui vale la pena tornarci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><b>La collezione permanente: 14.000 scarpe che raccontano un secolo<\/b><\/h4>\n<p>L&#8217;archivio del museo conserva oltre <b>14.000 calzature<\/b> \u2014 una raccolta che documenta l&#8217;intera carriera di Salvatore Ferragamo dal 1927 al 1960, i modelli di sua figlia <b>Fiamma Ferragamo<\/b> (che guid\u00f2 il design del marchio dopo la scomparsa del padre) e le creazioni pi\u00f9 significative delle collezioni pi\u00f9 recenti. Non si vedono tutte, ovviamente \u2014 ma nelle sale espositive viene sempre presentata <b>una selezione significativa<\/b> che ruota nel tempo.<\/p>\n<p>I modelli esposti raccontano le invenzioni tecali e stilistiche di Ferragamo in ordine quasi cronologico: le forme degli anni Venti, le soluzioni dei Trenta con i materiali di guerra, i sandali degli anni Quaranta, i tacchi dell&#8217;era Hollywood. Accanto alle scarpe, <b>disegni, fotografie, brevetti e forme in legno<\/b> usate per la realizzazione ricostruiscono il processo creativo \u2014 come nasceva un&#8217;idea, come veniva sviluppata tecnicamente, come arrivava al prodotto finale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><b>Le scarpe delle dive: Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Judy Garland<\/b><\/h4>\n<p>La sezione che fa pi\u00f9 effetto \u2014 quella che fa fermare davanti alle vetrine anche chi di moda normalmente non sa nulla \u2014 \u00e8 quella dedicata alle <b>scarpe delle star di Hollywood<\/b>. Ferragamo lavor\u00f2 per praticamente tutte le grandi attrici del cinema americano del Novecento, e molte di quelle scarpe sono qui.<\/p>\n<p>La <b>Rainbow<\/b> del 1938, creata per <b>Judy Garland<\/b> \u2014 un sandalo con zeppe di sughero ricoperto di pelle nei colori dell&#8217;arcobaleno \u2014 \u00e8 forse il pezzo pi\u00f9 fotografato del museo. Le <b>ballerine di Audrey Hepburn<\/b>, simbolo di un&#8217;eleganza che non ha bisogno del tacco. I <b>d\u00e9collet\u00e9 con tacco a spillo appartenuti a Marilyn Monroe<\/b> \u2014 tacchi in acciaio, dieci centimetri, tacco met\u00e0 legno e met\u00e0 acciaio per garantire al tempo stesso altezza e stabilit\u00e0 \u2014 sono un capolavoro di ingegneria applicata all&#8217;estetica. La <b>d\u00e9collet\u00e9 rossa tempestata di Swarovski<\/b> creata per Monroe per il film <i>Facciamo l&#8217;amore<\/i> del 1960 \u00e8 una delle scarpe pi\u00f9 iconiche della storia della moda.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcosa di strano ma affascinante nel vedere questi oggetti dal vivo \u2014 non su una fotografia di Vogue o in un frame di un vecchio film, ma fisicamente, a pochi centimetri. Si capisce perch\u00e9 Ferragamo viene considerato uno degli artefici del mito hollywoodiano, non solo un fornitore delle star.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><b>Le mostre temporanee<\/b><\/h4>\n<p>A partire dal 2006 il museo organizza con cadenza circa annuale una <b><a href=\"https:\/\/toscanashopping.it\/blog\/eventi\/mostre-in-toscana-2026\/\">mostra<\/a> temporanea<\/b> che parte sempre dall&#8217;universo Ferragamo ma si allarga verso temi pi\u00f9 ampi \u2014 l&#8217;arte, il design, il costume, la comunicazione. Negli anni sono state allestite mostre sulla seta e i foulard, sul Made in Italy a Hollywood, sulla storia del Palazzo Spini Feroni, su Marilyn Monroe come figura culturale, sul pensiero sostenibile nella moda, su Wanda Ferragamo.<\/p>\n<p>La mostra in corso fino a maggio 2026, <b>&#8220;Salvatore Ferragamo 1898\u20131960&#8221;<\/b>, \u00e8 dedicata alla figura del fondatore e ripercorre l&#8217;intera sua parabola creativa e imprenditoriale. \u00c8 una delle pi\u00f9 complete mai organizzate dal museo. Per sapere cosa \u00e8 in programma dopo, il riferimento \u00e8 il sito ufficial<i>e.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Museo Ferragamo orari e biglietti: tutto quello che serve sapere<\/b><\/h3>\n<p>Il <b>Museo Ferragamo Firenze<\/b> \u00e8 aperto <b>dal luned\u00ec al venerd\u00ec<\/b> dalle <b>11:00 alle 19:00<\/b> (ultimo ingresso alle 18:00). Chiuso nei giorni festivi principali: <b>1 gennaio, 1 maggio, 15 agosto, 25 dicembre<\/b>.<\/p>\n<p><b>Biglietti:<\/b> il biglietto intero costa <b>\u20ac8<\/b> (\u20ac9 se acquistato online). Sono previste diverse tariffe ridotte:<\/p>\n<p><b>\u20ac5<\/b> \u2014 Possessori card Touring Club Italiano, Turbopass.<\/p>\n<p><b>\u20ac4<\/b> \u2014 Possessori Carta Pi\u00f9 e Carta MultiPi\u00f9 Feltrinelli, Soci UniCoop Firenze, possessori FAI Card, possessori card Palazzo Spinelli Group, possessori biglietti Palazzo Strozzi, Museo Novecento, Collezione Roberto Casamonti, RinascenteCard.<\/p>\n<p><b>Ingresso gratuito<\/b> (con prenotazione): bambini sotto i 10 anni, adulti over 65.<\/p>\n<p>I biglietti si acquistano direttamente alla cassa del museo o online sul sito ufficiale. Non \u00e8 necessaria la prenotazione per la visita standard, ma per le visite guidate di gruppo conviene contattare in anticipo il museo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Come arrivare al Museo Ferragamo<\/b><\/h3>\n<p>Il <b>Museo Ferragamo<\/b> \u00e8 in posizione centralissima a Firenze \u2014 una delle migliori, anzi, perch\u00e9 si trova lungo il Lungarno in corrispondenza di Ponte Santa Trinita, a cinque minuti a piedi da Palazzo Vecchio e da Piazza della Repubblica, a otto minuti dal Duomo.<\/p>\n<p><b>A piedi:<\/b> dal Duomo circa 8 minuti, da Palazzo Vecchio circa 5 minuti, dalla stazione di Santa Maria Novella circa 10 minuti.<\/p>\n<p><b>Con i mezzi:<\/b> numerosi bus passano per Via Tornabuoni e Piazza della Repubblica. Per chi usa la tramvia: con la T1 la fermata pi\u00f9 vicina \u00e8 Alamanni Stazione, con la T2 \u00e8 la fermata Unit\u00e0. Da Santa Maria Novella il percorso a piedi \u00e8 il modo pi\u00f9 comodo.<\/p>\n<p><b>In auto:<\/b> sconsigliato \u2014 il centro storico di Firenze ha accesso limitato alle auto (ZTL). Meglio arrivare in treno o con i mezzi pubblici e raggiungere il museo a piedi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Perch\u00e9 vale la pena visitarlo<\/b><\/h3>\n<p>Il <b>Museo Ferragamo<\/b> non \u00e8 un museo per tutti \u2014 ma non nel senso elitario del termine. \u00c8 un museo che funziona bene per chi ha interesse per la storia del design, della moda, dell&#8217;industria italiana del Novecento. Per chi entra pensando di vedere semplicemente una mostra di scarpe belle rischia di rimanere un po&#8217; sorpreso \u2014 nel bene e nel male.<\/p>\n<p>Nel bene, perch\u00e9 le scarpe di Ferragamo <i>sono<\/i> belle, e alcune di quelle della collezione storica sono oggetti che fanno capire perch\u00e9 il termine <i>&#8220;capolavoro artigianale&#8221;<\/i> non \u00e8 esagerato. Il tacco di Marilyn Monroe \u00e8 un&#8217;invenzione, non un accessorio. La Rainbow di Judy Garland \u00e8 una scultura, non una scarpa. Vederle dal vivo cambia la prospettiva.<\/p>\n<p>La storia di Salvatore Ferragamo \u2014 un self-made man italiano dell&#8217;epoca d&#8217;oro dell&#8217;emigrazione, che ha portato il savoir faire artigiano fiorentino nelle case dei ricchi di tutto il mondo \u2014 \u00e8 una di quelle storie che si raccontano bene, e il museo la racconta bene. Non \u00e8 retorica aziendale patinata: \u00e8 una storia vera, con i fallimenti, le invenzioni nate dalla scarsit\u00e0, i brevetti, le star.<\/p>\n<p>La visita dura circa <b>45-60 minuti<\/b> \u2014 il tempo giusto per non annoiarsi e non sentirsi frettolosi. Il costo \u00e8 accessibile. Il palazzo \u00e8 bellissimo. Aggiungilo all&#8217;itinerario fiorentino se hai un pomeriggio libero e la voglia di uscire dal circuito Uffizi-Accademia-Duomo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Il Museo Ferragamo: la moda che diventa storia<\/b><\/h3>\n<p>Ci sono musei che si visitano per dovere culturale e ci sono musei che sorprendono. Il <b>Museo Salvatore Ferragamo di Firenze<\/b> appartiene a questa seconda categoria \u2014 almeno per chi arriva senza troppe aspettative rigide su cosa debba essere un museo.<\/p>\n<p>\u00c8 la storia di un italiano che ha fatto cose straordinarie con le mani, la testa e una testardaggine assoluta. \u00c8 la storia di un&#8217;azienda familiare che ha saputo trasformare un artigianato in un brand globale senza perdere l&#8217;anima. Ed \u00e8 la storia di un edificio \u2014 il Palazzo Spini Feroni \u2014 che da settecento anni vive nel cuore di Firenze cambiando funzioni ma restando irrinunciabilmente bello.<\/p>\n<p>Se sei a Firenze e cerchi qualcosa di diverso dai percorsi pi\u00f9 battuti \u2014 qualcosa che parli di bellezza, di lavoro, di ingegno italiano nel Novecento \u2014 vale la pena fermarsi. Orari, biglietti e aggiornamenti sulle mostre sul sito ufficiale. Su <b>toscanashopping.it<\/b> trovi altre guide ai musei e ai luoghi da scoprire a Firenze e in Toscana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Sei gi\u00e0 stato al Museo Ferragamo?<\/b> Dici nei commenti quale pezzo della collezione ti ha colpito di pi\u00f9 \u2014 o chiedici consigli su come organizzare la visita al meglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Domande frequenti sul Museo Ferragamo di Firenze<\/b><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><b>Quanto costa il biglietto per il Museo Ferragamo Firenze?<\/b><\/h4>\n<p>Il biglietto intero costa <b>\u20ac8<\/b> (\u20ac9 se acquistato online). Sono previste tariffe ridotte: \u20ac5 per possessori della card Touring Club o Turbopass; \u20ac4 per soci UniCoop Firenze, possessori FAI Card, Carta Feltrinelli e varie altre tessere. Ingresso gratuito (con prenotazione) per bambini sotto i 10 anni e adulti over 65. Per l&#8217;elenco completo e aggiornato delle convenzioni \u00e8 sempre meglio controllare il sito ufficiale <i>museo.ferragamo.com\/it<\/i> prima della visita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><b>Quali sono gli orari del Museo Ferragamo?<\/b><\/h4>\n<p>Il <b>Museo Ferragamo \u00e8 aperto dal luned\u00ec al venerd\u00ec<\/b> dalle <b>11:00 alle 19:00<\/b> con ultimo ingresso alle 18:00. Chiude nei giorni festivi principali: 1 gennaio, 1 maggio, 15 agosto e 25 dicembre. Si consiglia di verificare eventuali variazioni o chiusure straordinarie sul sito ufficiale, soprattutto durante il cambio di mostre temporanee o in occasione di eventi speciali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><b>Cosa si vede al Museo Ferragamo oltre alla collezione di scarpe?<\/b><\/h4>\n<p>La collezione permanente comprende oltre <b>14.000 calzature<\/b> dell&#8217;archivio storico, ma non si limitano alle scarpe: ci sono <b>disegni originali, brevetti, fotografie, forme in legno<\/b> usate nella produzione, documenti aziendali e materiali che ricostruiscono il processo creativo di Salvatore Ferragamo. Accanto alla collezione storica, il museo ospita mostre temporanee annuali su temi che spaziano dall&#8217;arte al design, al costume, alla storia della moda. Il palazzo stesso \u2014 il medievale Palazzo Spini Feroni \u2014 \u00e8 parte integrante dell&#8217;esperienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><b>Come si arriva al Museo Salvatore Ferragamo?<\/b><\/h4>\n<p>Il museum si trova in <b>Piazza di Santa Trinita, 5r<\/b>, in posizione centralissima a Firenze. Dal Duomo ci si arriva a piedi in circa 8 minuti, da Palazzo Vecchio in 5 minuti, dalla stazione di Santa Maria Novella in circa 10 minuti. Per chi usa la tramvia: T1 (fermata Alamanni Stazione) o T2 (fermata Unit\u00e0). L&#8217;auto \u00e8 sconsigliata per via della ZTL nel centro storico fiorentino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><b>Il Museo Ferragamo \u00e8 adatto ai bambini?<\/b><\/h4>\n<p>Dipende dall&#8217;et\u00e0 e dagli interessi. I bambini sotto i 10 anni entrano gratuitamente. Per i pi\u00f9 piccoli la visita potrebbe essere un po&#8217; lunga, ma le scarpe colorate e i pezzi pi\u00f9 scenografici \u2014 come la Rainbow di Judy Garland con i suoi colori vivaci \u2014 di solito catturano l&#8217;attenzione anche dei bambini. Per i ragazzi pi\u00f9 grandi con qualche interesse per la moda, il design o la storia, il museo offre spunti interessanti sulla storia dell&#8217;industria italiana del Novecento. La visita dura circa 45-60 minuti, una durata gestibile anche con bambini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Museo Ferragamo Firenze: la moda che diventa arte Ci sono musei che espongono arte del passato, e musei che raccontano come l&#8217;arte \u00e8 ancora viva oggi, nei materiali, nelle forme, nelle mani di chi lavora. Il Museo Ferragamo di Firenze appartiene a questa seconda categoria \u2014 ed \u00e8 per questo motivo molto pi\u00f9 interessante di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Non \u00e8 solo una vetrina di scarpe belle. \u00c8 la storia di un uomo partito da un piccolo paese campano con poco pi\u00f9 di niente e diventato il calzolaio delle stelle di Hollywood, inventore di soluzioni che hanno cambiato il modo di pensare la calzatura. \u00c8 la storia di un&#8217;azienda che ha attraversato guerre, crisi economiche e trasformazioni sociali restando al centro della moda internazionale. Ed \u00e8 anche, detto tra noi, uno dei luoghi pi\u00f9 scenografici di Firenze \u2014 perch\u00e9 trovarsi nel Palazzo Spini Feroni medievale con quelle volte e quei pavimenti in pietra gi\u00e0 di per s\u00e9 vale la visita. 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Inaugurato nel 1995 per volont\u00e0 di Wanda Ferragamo e dei suoi figli, nacque dall&#8217;idea di fissare in modo permanente ci\u00f2 che era stato avviato con una mostra itinerante su Salvatore Ferragamo a Palazzo Strozzi \u2014 una mostra che aveva girato i musei pi\u00f9 importanti del mondo, dal Victoria and Albert di Londra al Guggenheim di New York, dal County Museum di Los Angeles al Museo de Bellas Artes di Citt\u00e0 del Messico. Nel 2006 il museo \u00e8 stato ampliato per occupare il basamento del palazzo, con l&#8217;obiettivo di avere pi\u00f9 spazio per le mostre temporanee e per dialogare meglio con le principali istituzioni culturali italiane e internazionali. Nel 1999 l&#8217;azienda aveva ricevuto il Premio Guggenheim Impresa e Cultura \u2014 un riconoscimento conferito ogni anno alle aziende italiane che investono meglio in ambito culturale. Non un dettaglio da poco. &nbsp; Salvatore Ferragamo: da Bonito a Hollywood, la storia del calzolaio delle stelle La storia di Salvatore Ferragamo \u00e8 una di quelle storie italiane che sembrano inventate e invece sono vere. Nacque nel 1898 a Bonito, un piccolo paese in provincia di Avellino, undicesimo di quattordici figli. Inizi\u00f2 a fare scarpe da autodidatta, poi emigr\u00f2 negli Stati Uniti ancora giovanissimo, dove impar\u00f2 la tecnica della calzatura americana \u2014 precisa, industriale, efficiente \u2014 ma continu\u00f2 a fare quello che gli riusciva meglio: scarpe su misura, fatte a mano, pensate per persone specifiche. La svolta arriva quando l&#8217;industria cinematografica si sposta a Hollywood. Salvatore la segue. Nel 1923 apre l&#8217;Hollywood Boot Shop e comincia a vestire i piedi delle star del cinema \u2014 sia quelle del muto che quelle del sonoro. La stampa lo battezza &#8220;il calzolaio delle stelle&#8221; e il soprannome gli rester\u00e0 per sempre. In quegli anni crea per i film di Cecil B. DeMille, veste di scarpe attori che diventeranno leggende. Ma Ferragamo \u00e8 anche un tecnico \u2014 uno che studia, che va a lezione di anatomia del piede, che brevetta soluzioni. Capisce che il problema delle scarpe eleganti \u00e8 il peso sul metatarso, e lavora per anni a trovare soluzioni strutturali. Nel frattempo, nel 1927 decide di tornare in Italia, a Firenze, dove apre un laboratorio. Porta con s\u00e9 il sistema americano della catena di montaggio, ma lo adatta al lavoro manuale dei suoi artigiani fiorentini. La crisi del &#8217;29 manda in fallimento l&#8217;azienda, ma Ferragamo non si arrende. Si rivolge al mercato interno e ricomincia. Sono gli anni delle invenzioni pi\u00f9 famose: le zeppe di sughero (nate durante le sanzioni economiche degli anni Trenta, quando i materiali scarsi obbligavano all&#8217;ingegno), il sandalo invisibile con tomaia in filo di nylon \u2014 per il quale nel 1947 riceve il Neiman Marcus Award, il cosiddetto Oscar della Moda \u2014, e i tacchi a spillo rinforzati in acciaio che Marilyn Monroe indosser\u00e0 in tutti i suoi film pi\u00f9 famosi. Nel 1936 affitta il Palazzo Spini Feroni in Via Tornabuoni come sede e laboratorio. Nel 1938 ne diventa proprietario. Muore nel 1960, lasciando l&#8217;azienda alla moglie Wanda e ai sei figli, che la porteranno a essere una delle pi\u00f9 importanti maison di moda del mondo. &nbsp; Il Palazzo Spini Feroni: la sede pi\u00f9 bella di Firenze Uno degli aspetti che rendono il Museo Ferragamo diverso da qualsiasi altro museo aziendale \u00e8 semplicemente il posto in cui si trova. Il Palazzo Spini Feroni \u00e8 uno dei pi\u00f9 imponenti edifici medievali di Firenze \u2014 costruito nel 1289 dalla famiglia Spini, banchieri fiorentini, con quella caratteristica architettura in bugnato che lo rende inconfondibile sul Lungarno. Nei secoli l&#8217;edificio ha avuto vite diverse: residenza della famiglia Spini, poi sede del Comune di Firenze, poi di vari uffici, poi affittato parzialmente a Salvatore Ferragamo nel 1936. Quando Ferragamo ne diventa proprietario nel 1938, il palazzo diventa simultaneamente la sede dell&#8217;azienda, il laboratorio di produzione e la boutique principale \u2014 una concentrazione di funzioni che rispecchia lo stile di lavoro di Salvatore, che non separava mai la produzione dalla vendita. Visitare il museo significa quindi anche entrare in un palazzo medievale del XIII secolo \u2014 con le volte in pietra, i pavimenti storici, la struttura architettonica originale che si \u00e8 mantenuta. Non \u00e8 un contenitore neutro come spesso sono i musei aziendali: \u00e8 un luogo con una sua storia indipendente che si \u00e8 fusa con quella della Ferragamo. La convivenza funziona benissimo \u2014 gli spazi espositivi nel basamento del palazzo hanno<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":9898,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[168,206],"tags":[],"class_list":["post-9897","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-firenze"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Museo Ferragamo Firenze: orari, biglietti e cosa vedere<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Il Museo Ferragamo di Firenze conserva oltre 14.000 calzature del fondatore, dalle zeppe di sughero alle scarpe di Marilyn Monroe. 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